Milano, sgominata stamattina organizzazione di afgani, pakistani, rumeni e albanesi che trafficavano in esseri umani

GDF_foto_d'archivioLe indagini erano iniziate dal 2007. Oggi sono state concluse con l’esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, delle quali 2 in Italia e 1 a Milano.

 

 

I FATTI DI OGGI – Alle prime luci dell’alba i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano, in particolare del Gico, in collaborazione con le unita’ di polizia francese, inglese e belga, hanno eseguito 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere, di cui 2 in Italia, a Milano e Roma.

 

I REATI CONTESTATI – Le istanze sono state emesse dal GIP di Milano Nicola Clivio, nei confronti di un’organizzazione criminale internazionale formata da soggetti di diversa etnia, prevalentemente Afgana e Pakistana ma con la partecipazione attiva anche di soggetti Rumeni e Albanesi, dediti all’immigrazione clandestina dall’Afghanistan verso il nord Europa, il tutto con l’aggravante della transnazionalita’. Nello stesso contesto, alcuni giorni fa le Autorita’ francesi avevano gia’ arrestato 6 persone (tutte afgane) appartenenti alla stessa organizzazione.

 

L’INIZIO DELLE INDAGINI – Le indagini del Gico, coordinate dal pm Elio Ramondini, erano iniziate nel 2007. I sospetti si erano focalizzati su alcuni uomini afgani e pakistani, residenti nella provincia di Milano, sospettati di finanziare il terrorismo di matrice islamica attraverso il traffico internazionale di sostanze stupefacenti del tipo “diazepam” (una droga largamente consumata dai giovani nei Paesi del nord Europa, Canada e Stati Uniti insieme a pasticche di ecstasy), il commercio di documenti falsi e, appunto, l’immigrazione clandestina.

 

I “FRUTTI” DELL’OPERAZIONE – In collaborazione con la Polizia norvegese e svedese, sono state sequestrate nel tempo oltre 2,5 milioni di pastiglie di diazepam, per un totale di 200 chilogrammi complessivi, e tratti in arresto 3 responsabili di origine pakistana, gia’ condannati dal tribunale di Goteborg a pene tra i gli 8 ed i 10 anni di reclusione.

 

Di Redazione
 
Foto per gentile concessione Ambrosiana Pictures