Molestie sessuali Massari, ecco i testi integrali delle lettere delle sue accusatrici

Palazzo_Marino“Sono stato accusato di essere un molestatore sessuale” ha detto ieri Paolo Massari in conferenza al Circolo della Stampa, “ma queste lettere non mi accusano assolutamente di essere un molestatore sessuale, ne’ l’una ne’ l’altra”. Ecco i testi:

 

 

1) La lettera scritta a Letizia Moratti dalla madre dell’impiegata con contratto a termine al Comune di Milano:

 

«È con grande delusione e turbamento che apprendo che mia figlia, sua dipendente presso il Settore Relazioni Internazionali, ha ricevuto indecorosi commenti e velate intimidazioni inerenti il suo posto di lavoro da parte di un suo assessore, nel corso di una delle iniziative programmate nella settimana della Norvegia che si è conclusa pochi giorni fa. Edificata dai pregevoli interventi che ho ascoltato al seminario sulle pari opportunità da lei splendidamente inaugurato nella sala Alessi di Palazzo Marino, ed al quale ho partecipato assieme a colleghe ed amiche, ho dovuto in fretta ricredermi sulla possibilità che tante belle parole diventino prassi reale. Rimarrei molto amareggiata se mia figlia, plurilaureata nei migliori atenei stranieri e che serve la sua amministrazione con grande motivazione, impegno e sacrificio personale, dovesse subire ulteriori mortificazioni, se non conseguenze nelle proprie mansioni o nel proprio contratto, suo malgrado precario, a seguito di questa avvilente faccenda».

 

 

2)  La lettera inviata dall’impiegata dell’Ufficio del Turismo norvegese:

 

«In occasione della cena istituzionale tenutasi la sera del 25 maggio scorso con la partecipazione del vicepresidente del Consiglio dei ministri norvegese, non solo ho potuto osservare, ma ho anche visto in prima persona atteggiamenti, discorsi e comportamenti sgraditi e inappropriati da parte di uno dei rappresentanti istituzionali del Comune di Milano presente. Considerando l’alta professionalità che contraddistingue i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Milano finora incontrati, è con stupore che ho potuto constatare questo comportamento irrispettoso e inadeguato sia nei confronti della mia persona, che nei confronti dell’istituzione che rappresento».

 

Di Redazione