Oltre 200 milioni di euro raccolti abusivamente, poi trasferiti in Sri Lanka tramite istituti bancari di Singapore e Hong Kong

GDFPiù di 50 i finanzieri appartenenti al Nucleo Speciale di Polizia Valutaria e al Gruppo Pronto Impiego del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Milano, impegnati da stamattina per sgominare un colossale giro di affari. 

 

Oggi la fase finale di un’operazione condotta con attenti approfondimenti investigativi nati da segnalazioni di operazioni sospette di riciclaggio di danaro, sfociati nell’individuazione di un’organizzazione criminale composta da cittadini originari dello Sri Lanka e residenti in Italia. I componenti dell’associazione, conducendo l’attività di “money transfer”, hanno trasferito all’estero, abusivamente, ingenti somme di denaro, raccolte nella comunità cingalese su tutto il territorio nazionale.

 

I money transfer, infatti, rivestono in modo crescente un importante ruolo nelle moderne economie multietniche, e proprio per tale ragione l’esercizio abusivo di tale attività è un fenomeno particolarmente insidioso, poiché sottrae dal circuito finanziario legale consistenti flussi di capitali senza lasciare traccia dell’origine e della destinazione dei fondi trasferiti.

 

Fin dalle prime luci dell’alba le Autorità, coordinata dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno condotto perquisizioni e sequestri concentrandosi soprattutto su Via Padova e sulla zona della Stazione Centrale, fulcro delle attività criminose.

 

Il risultato ha portato alla denuncia di 21 persone in concorso tra loro per il reato di attività finanziaria abusiva, e l’attribuzione all’organizzazione di un colossale giro d’affari: oltre 200 milioni di euro raccolti in Italia e poi trasferiti in Sri Lanka tramite istituti bancari di Singapore e Hong Kong.

 

 

Tutto ciò senza aver mai ottenuto alcuna autorizzazione ad operare da parte della Banca d’Italia, ed avvalendosi di una strutturata organizzazione sul territorio che ha sfruttato anche lo schermo offerto da quattro associazioni culturali che, apparentemente nate con il filantropico fine di sostenere l’integrazione dei propri connazionali in Italia, in realtà hanno agevolato il sodalizio criminale.

 

Durante le operazioni sono stati anche sequestrati i conti correnti nella disponibilità degli indagati e degli enti ad essi riconducibili.

 

Di Redazione