Ospedale Niguarda, primo aborto con la Ru486

Ospedale_Niguarda_MilanoPrimo aborto farmacologico “del Nord”, avvenuto all’ospedale Niguarda di Milano. La paziente si è recata ieri mattina all’ambulatorio di pre-interruzione di gravidanza, dove i medici hanno potuto verificare il rispetto del limite di 49 giorni, necessario ex Lege per la somministrazione del farmaco. 

 

“Oggi la paziente rimarrà in osservazione”, spiega Mario Meroni, direttore di Ostetricia e ginecologia al Ca’ Granda. “Nel 5% dei casi, l’espulsione del feto avviene già il giorno successivo all’assunzione del farmaco, ma se ciò non dovesse accadere, il terzo giorno procederemo con la somministrazione di prostaglandina in ovuli, efficace nel 60% dei casi. Se ancora non dovesse succedere, sarà possibile procedere con un nuovo ciclo di prostaglandina, oppure ricorrere all’aborto chirurgico. Per essere sicuri che tutto vada bene, comunque”, aggiunge Meroni, “dopo l’aborto con la Ru486 è previsto un primo controllo immediato ecografico, ed un secondo dopo 14 giorni”.

 

Le richieste di intervento con pillola Ru486 sono già molte, anche se il Niguarda ha accettato finora un solo secondo caso, poiché le altri pazienti sono risultate fuori da limite delle 7 settimane. Si tratta di “una ragazza molto giovane, residente in Lombardia.”

 

E nell’attesa di stabilire un giorno della settimana dedicato alle interruzioni di gravidanza tramite Ru (pare sarà lunedì), il Niguarda dispone già di 10 confezioni del farmaco.

 

Di Redazione
 
Foto per gentile concessione Ambrosiana Pictures