Pedofilia on line, 520 persone avevano messo in condivisione un file contenente 1.317 immagini pedopornografiche

Non_ci_sono_immagini_per_tali_abominiL’indagine era nata nel 2007.

 

 

L’ATTIVITA’ INVESTIGATIVA – L’indagine è partita dopo la denuncia, nel luglio 2007, di un utente cremonese che si è trovato il download non richiesto di un file contenente 1.317 immagini pedopornografiche, con bambini a partire da 3-4 anni, scaricato attraverso e-mule, uno dei più noti programmi di file sharing.

 

La Polizia postale ha quindi iniziato un’approfondita attività di indagine seguendo l’iter che il raccapricciante file ha fatto in tutto il mondo, individuando così i proprietari dei pc che lo hanno scaricato e diffuso. L’attività degli investigatori ha quindi portato a scoprire, nell’ottobre 2008, ben 520 soggetti coinvolti.

 

CHI SCARICAVA E DIFFONDEVA IL FILE? – Dei 520 soggetti coinvolti, 54 avevano effettuato collegamenti dall’Italia mentre 466 si erano avvalsi di provider esteri. Al momento delle perquisizioni, 3 italiani sono stati arrestati in flagranza di reato, e 16 sono stati gli indagati. Le manette per la flagranza di reato sono scattate per uno studente 26enne di Napoli, per un 56enne di Belluno assistente in un istituto agrario, e per un ex assessore Teramo di 42 anni, già coinvolto in inchieste similari. gli arrestati sono stati trovati in possesso di una quantità da 25.000 a 95.000 immagini pedopornografiche. Effettuate anche 19 denunce per divulgazione e detenzione di materale pedopornografico: tra i soggetti, operai, ragazzi e anche padri di famiglia.

 

L’operazione “Dirty Sharing”, condotta dalla polizia postale di Cremona e Milano, ha coinvolto complessivamente nove regioni e 17 province.

 

Di Redazione