Processo transessuali, condannati i rom che picchiavano ed estorcevano danaro ai trans in via Novara

Era un tormento continuo: i transessuali venivano costantemente rapinati, minacciati e picchiati anche con bastoni e cacciaviti.

 

 

E’ stata accolta con lacrime di gioia la sentenza pronunciata oggi presso la settima sezione penale del Tribunale di Milano, avente per oggetto una controversia tra transessuali e rom di origine slava.

 

I fatti di reato hanno avuto inizio nel 2006, quando alcuni transessuali erano costantemente sottoposti a estorsioni e pestaggi da 3 nomadi residenti nel campi di via Silla, vicino a via Novara.

 

Solo nel 2009 una delle vittime ha avuto il coraggio di denunciare gli abusi, dando il via alle indagini che hanno messo in luce molteplici episodi di violenza sempre a danno di transessuali.

 

Oggi il Tribunale ha condannato ognuno dei 3 imputati a 9 anni di reclusione e al pagamento di 2.500 euro, per i reati di rapina aggravata ed estorsione continuata.

 

Oltre alla pronuncia della sentenza, il Tribunale ha respinto l’istanza per la concessione dei domiciliari a causa della gravità dei fatti contestati, e ha ordinato la confisca sia delle somme di danaro sequestrate agli imputati, sia del bastone e del cacciavite utilizzati per perpetrare gli abusi. In più, 3 testimoni della difesa saranno indagati per falsa testimonianza, e due delle vittime hanno ottenuto, in quanto costituitesi parte civile, il risarcimenti a carico degli imputati per un totale di 40mila euro

 

Da tutta questa esperienza è nata poi la costituzione dell’associazione “Samantha”: una vera e propria associazione per transessuali che conta per ora una trentina di soci e vuole contrastare la “trans-fobia” che, molto spesso, sfocia in tragici atti di violenza

 

L’iniziativa, non a caso, porta il nome di Samantha, al secolo Gustavo Branda, una transessuale la cui uccisione nel 2008 fece scalpore in termini di violenza e recrudescenza.

 

Di Redazione