Social Design, arriva il progetto Milano Vs. the World for Social Design

L’interessante progetto “Milano Vs. the World for Social Design” sposa la filosofia dell’Expo 2015 che mette in relazione Milano con il resto del mondo, in particolare con le sue aree più povere, attraverso progetti che favoriscano la sostenibilità delle economie locali e uno scambio fertile tra le diverse culture.

 

 

 

 

 

 

L’INIZIO DEL PROGETTO A FEBBRAIO 2011

  • L’iniziativa e si articola in più fasi: è iniziato a febbraio 2011 e sta vedendo e vedrà più attori in scena,  tra cui partner istituzionali e sponsor privati, avvalendosi del contributo di designer e altri professionisti

 

  • Si tratta quindi di un progetto in divenire, con un punto di sintesi previsto per il 2015 : un evento internazionale di presentazione dei risultati in occasione dell’EXPO 2015 a Milano.

 

  • Il modo per raggiungere tale obiettivo, è creare un link diretto tra le designer italiane e le iniziative guidate da donne in alcuni paesi del Sud Est Asiatico e dell’Africa, produttrici di manufatti di grande qualità ma che arrivano sui mercati occidentali con un basso valore aggiunto.

 

  • Ciò che occorre, infatti, è cambiare la percezione di questi prodotti agli occhi del pubblico occidentale, togliendoli da quell’aura etnica e artigianale con la quale oggi vengono generalmente percepiti e che determina un loro posizionamento nelle fasce basse di mercato, progettando la “design strategy”, necessaria per aggiornare i loro prodotti, renderli più adatti ai mercati occidentali alzandone la qualità di confezione e finitura.

 

  • Tutto ciò rientra in un’iniziativa di partnership e condivisione entro la quale mescolare professionalità e culture diverse attraverso iniziative di studio delle culture locali, formazione e sviluppo di proposte innovative, ad esempio:
  1. costruendo  una comunicazione articolata per il posizionamento in Europa di questi prodotti;
  2. favorendo le condizioni per un riposizionamento dei prodotti che ne migliori la competitività sui mercati locali e internazionali;
  3. ne aumenti  la redditività garantiamo la sostenibilità futura di queste iniziative di sviluppo locale.

 

PRIMO STEP DEL PROGETTO: CON CHI OPERIAMO

  • La prima parte del progetto è stata avviata nel Febbraio 2011 insieme alla Fondazione Internazionale Buon Pastore ONLUS.

 

  • La Fondazione è un’organizzazione No Profit creata per sostenere le missioni delle Suore del Buon Pastore in 73 paesi dell’Africa, Asia e America Latina. Lavora insieme a centinaia di migliaia di donne vittime di violenza e sfruttamento per creare un mondo solidale, promovendo una cultura di pace, fondata sui diritti e su uno sviluppo economico giusto e rispettoso della dignità umana e dell’ambiente.

 

  • Le missioni gestiscono progetti di formazione e sviluppo per donne vittime di violenze domestiche, sfruttamento, sfuggite al traffico di esseri umani, che vivono in condizioni di estrema povertà in zone rurali e villaggi isolati, ma anche negli slum delle megalopoli asiatiche e africane.

 

  • Le sporadiche iniziative di commercio dei prodotti artigianali realizzati nell’ambito di questi progetti avviate nei primi anni ’90 dalle Suore del Buon Pastore, sono cresciute e hanno creato una rete di solidarietà internazionale che permette loro di continuare a garantire una fonte di reddito a migliaia di donne e alle loro famiglie.  Questa rete si è particolarmente consolidata negli USA e in Australia, dove l’interesse e la sensibilità verso il Fair Trade sono più radicati.

 

  • A causa della crisi economica internazionale e della scarsa capacità di innovazione di queste produzioni artigianali, molti progetti rischiano di dover chiudere o ridurre il numero di beneficiari, mettendo a rischio il futuro di centinaia di famiglie. Per questo la Fondazione Internazionale Buon Pastore e D come Design sono partner ideali per condividere un percorso di rinnovamento nella progettazione e realizzazione dei prodotti realizzati nelle missioni del Buon Pastore e nella comunicazione dei valori etici che ne sono all’origine.

 

MAGGIO 2011

  • Nel maggio 2011 tale collaborazione si concretizzerà con un’ approfondita valutazione in loco da parte di un’esperta di design e comunicazione delle modalità di produzione e gestione dei tre progetti principali delle Suore del Buon Pastore in Thailandia: a Bangkok, Nong Khai (nord) e Chiang Rai (nord est). Complessivamente tali iniziative coinvolgono più di 600 donne e offrono un reddito stabile alle loro famiglie.

 

  • In particolare, i progetti attivi nelle zone rurali e montuose del nord, le più povere del paese, offrono a centinaia di donne e giovani un’alternativa all’emigrazione verso Bangkok dove a migliaia cadono nella rete del traffico di esseri umani e nello sfruttamento della prostituzione.

 

  • Aiutare questi progetti a diventare sostenibili, attraverso una riqualificazione del design e dei processi produttivi per renderli più competitivi sul mercato locale e internazionale, significa offrire un contributo concreto e sostenibile per la promozione della dignità di centinaia di donne.

 

GIUGNO 2011

  • Sara’ avviato analogo progetto con una cooperativa di donne del Botswana che produce manufatti tessili. Il progetto sara’ realizzato in collaborazione con Peter Mabeo, imprenditore africano di design.

 

  • Scrive Peter Mabeo: “ Rappresento l’azienda Mabeo che appartiene a quella parte del mondo ancora in via di sviluppo e che non viene generalmente associata al buon design e all’alta qualita’ dei prodotti, il Botswana. Principalmente dovuto a questo, si tende all’equivoco che la mia azienda non sia una entita’ commerciale e che noi siamo un progetto di sviluppo sociale. Non e’ il nostro caso. Nonostante debba fare i conti  con l’idea sbagliata che Mabeo venga identificato spesso come un progetto sociale, ho deciso di diventare un collaboratore del progetto di DCome Design. L’ho fatto perche’ credo che i progetti di sviluppo siano importanti in generale. Ma il punto chiave in questo caso e’ l’approccio. Vedo  che il progetto di DCome Design e’ finalizzato a creare una piattaforma sulla quale donne di talento e creative  del mondo possano far emergere la loro professionalita’ in un modo particolare. Un modo che non fa perno sul concetto che sia possibile solo fare prodotti poveri, di basso costo, etnici, di livello basso  che si basano sulla carita’ e sull’aiuto alle vittime della poverta’. La convinzione, come vedo io questo tema, e’ che con il buon design e altri importanti modi di collaborazione, donne artigiane di varie parti del mondo siano in grado di presentare il loro lavoro ed esprimere il loro talento in un modo che sia basato sulla qualita’, sulla esecuzione accurata, sulla cultura e sulla propria individualita’.  Poiche’ la mia azienda e’ coinvolta con un gruppo di tessitrici in Botswana – che si chiama Oodi Weavers-  che si basano sugli stessi principi, la mia collaborazione iniziale con l’Associazione DCome Design parte dunque dal lavoro che faremo insieme alle tessitrici Oodi”.

 

  • E’ previsto, inoltre, nel 2012, l’avvio di una cooperazione con centri di produzione femminile  in Kenya e in altri paesi con partner in via di definizione.

 

DESIGNER E PROFESSIONISTE ITALIANE COINVOLTE

  • L’Associazione DComeDesign ha gia’ avviato una operazione di comunicazione degli intenti del progetto con una serie di designer italiane avviando contatti diretti attraverso le conoscenze personali delle socie fondatrici, da molti anni nomi conosciuti nel mondo del design.

 

  • E’ intenzione della Associazione coinvolgere nomi di giovani designer italiane sensibili ai temi del design sociale, nonché designer italiane già conosciute in campo internazionale  per garantire un buon riscontro mediatico.

 

  • Alle fondatrici della Associazione DCome Design – Anty Pansera, Luisa Bocchietto, Loredana Sarti e Patrizia Scarzella – si sono aggiunte in qualita’ di prime socie Valentina Downey, Mariateresa Chirico, Giovanna Talocci. Maria Augusta Fioruzzi.

 

  • Hanno gia’ dato disponibilita’ a collaborare al progetto inoltre, molte progettiste, designer, fotografe, giornaliste, agenzie di PR.

 

MACEF PARTNER PER LA COMUNICAZIONE DEL PROGETTO “MILANO vs THE WORLD  for SOCIAL DESIGN”

  • MACEF diventa da settembre 2011 la vetrina ideale di lancio del progetto “MILANO vs THE WORLD  for SOCIAL DESIGN”.

 

  • Il progetto sara’, infatti,  presentato dall’ 8 -11 settembre 2011 in uno speciale allestimento dedicato all’interno dello spazio fieristico.

 

  • Obbiettivo per l’Expo 2015 e’ quello di realizzare un grande evento di presentazione dei risultati raggiunti con una mostra / convegno di taglio internazionale.

 

  • Inoltre, BARCLAYS supporta il progetto dal punto di vista della comunicazione con un’importante iniziativa: concedendo le vetrine della Agenzia di Via Varese/Largo La Foppa per la comunicazione dei progetti in progress nella settimana del Design milanese, 12-17 Aprile 2011, in occasione del prossimo Salone del Mobile.

 

Di Redazione

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