Concerto finale Rassegna Kilometro Zero Milano Palazzina Liberty, splendida e appassionante serata oganizzata da Porsche e dall'Associazione J.Futura

Splendida l’idea, ammaliante e magica la sua realizzazione. La serata è delle migliori, l’atmosfera quella delle grandi occasioni. Nell’aria si respira la calura incerta di un inizio estate annunciato, ciò nondimeno basta avvicinarsi alla soglia per godere di sensazioni fresche e preziose.

 

L’evento nasce per il lavoro e la volontà di Porsche Italia e Porsche Haus Milano, insieme all’Orchestra J.Futura di Trento. Ultimo appuntamento di una rassegna composta da quasi trenta date, la tappa finale di “Kilometro Zero” presso la Palazzina Liberty, e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, supera addirittura le aspettative. Intanto, fedele al diktat autoimposto, l’organizzazione tiene a progettare la serata secondo dettami sinestetici e d’incontro, dove le arti funzionano su più livelli e s’interfacciano di conseguenza.

 

L’apertura è affidata alla verve linguistica  dello spumeggiante Roberto Rasìa Dal Polo, già voce per Radio 24, autore teatrale, giornalista, showman ed esperto in comunicazione. Dovendo presentare un “fatto del mese”, il Nostro sceglie di veleggiare abilmente sulle sponde del linguaggio stesso, invitando i presenti con ironia a rileggere il mondo secondo la forma verbale che ne diamo. Dopo aver illustrato con umorismo leggero i meccanismi dei media e della comunicazione contemporanea stessa, conclude dedicando un intenso momento al rapporto padre-figlio, alla capacità e necessità di saper riconoscersi e parlare, senza filtri.

 

Presentati anche l’AD di Porsche Haus Italia, Giovanni Viganò, e il Direttore della J. Futura Orchestra, Maurizio Dini Ciacci, la serata prende l’abbrivio direttamente sulle note della giovanissima orchestra. Emozionante la resa, da brividi la musica, consegnata agli astanti con una professionalità invidiabile per musicisti così giovani. L’atmosfera vibra di note diafane e surreali, gli interventi di una clown durante le esecuzioni diventano l’eco felliniana d’un vivere diverso e più vicino al cuore di persone e  cose. Le sue marcette stralunate sono il contraltare perfetto all’empatia tra il Maestro e l’orchestra, marchiata a fuoco dall’intervento della pianista Anna Kravtchenko, virtuosa solista dello strumento, interprete senza eguali in quanto a intensità e commozione.

 

A intervallare le due parti dell’esibizione, la prova dal vivo del quartetto Surf Class. Jazz d’altri tempi, brani originali alternati ad arrangiamenti personali in grado di far piombare la sala in un clima incantato dai ritmi e dalle melodie. Professionisti veri, impeccabili, leggeri e magici.

 

Con la seconda parte della J.Futura Orchestra si chiude una serata speciale, ancora più rimarchevole data la partecipazione aperta al pubblico, e gratuita, all’evento. Notti indimenticabili che squarciano il velo di Milano con poesia e cadenze lunari. Momenti divisi tra Ibert, Milhaud e Ravel che speriamo di poter rivivere presto.


Daniele Ferriero


LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here