Presentazione Vogue Fashion's Night Out Milano, l'incontro tra moda e grande pubblico torna l'8 settembre 2011

Veleggiando tra i cliché risulta improbabile dimenticare lo statuto di Milano a città della moda. L’insieme di fattori che determinano quest’impressione fanno sì che di fatto questo canale continui a essere coltivato e nutrito. L’evento qui presente si inserisce meritoriamente nel solco.

 

Presentato presso Palazzo Morando, alla presenza del nuovo assessore alla Cultura, Expo, Moda e Design Stefano Boeri, l’evento Vogue Fashion’s Night Out  del prossimo 8 settembre si propone di avvicinare il mondo della moda al grande pubblico. Giunto alla terza edizione, e pronto al debutto a Roma il 15 settembre, Vogue Fashion’s Night Out avrà modo di ridisegnare i confini della città in funzione di una vivibilità diversa, in grado di trasfigurare le celebri strade del quadrilatero della moda e del quartiere di Brera.

 

Come tiene a precisare Franca Sozzani, direttrice di Vogue Italia, per l’occasione la musica dal vivo diverrà protagonista in luoghi ameni quali la stazione di Cadorna o Piazza S. Babila, supportando inoltre tutte le restanti iniziative, dagli allestimenti ad hoc, le mostre, i cocktail party e quant’altro di contorno. Moltissime le griffe che aderiranno all’evento, da Moschino a Zegna, passando per Tod’s e Armani, senza dimenticare le boutique cittadine.

 

Onorevole che il progetto preveda una raccolta fondi tramite oggetti speciali realizzati per l’occasione. Il ricavato verrà utilizzato per interventi strutturali, di valorizzazione e recupero di edifici storici milanesi, in particolare di cascine. Ovviamente, per favorire la buona riuscita della manifestazione, oltre ai negozi provvederanno a prolungare l’orario di apertura anche luoghi quali il Museo del Risorgimento e Palazzo Morando; quest’ultimo sede anche di una mostra fotografica dedicata alle più prestigiose marche di orologi, Watch&Click.

 

Pregevole dunque l’iniziativa cerchi di far collimare il mondo dell’alta moda con le più prosaiche abitudini e necessità dei milanesi. Si spera a ogni modo lo scambio sia tangibile e porti a una maggior comprensione dell’ambiente e dei suoi confini, fermo restando che nell’alternanza tra le necessità del commercio e le iniziative sociali a vincere dovrebbe comunque essere la cultura.

 

Per saggiarne la portata dunque, non resta che attendere l’8 settembre.


Daniele Ferriero

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