DcomeDesign, o di uno sguardo votato al femminile e in funzione di progetti assistenziali e creativi; al Macef di Fiera Milano

Rendere a parole o in senso cronachistico l’attività di DcomeDesign è impresa ardua sotto vari punti di vista. Intanto, perché frutto di un progetto di sguardo specifico, ovvero di critica sul mondo che sia attualizzata e non solo pensata. Poi perché in corso d’opera e necessariamente legato a movimenti e attività non sempre facilmente rintracciabili.

 

Nato su iniziativa di quattro diverse professioniste nell’area del design nazionale e internazionale, DcomeDesign vuole portare una ventata d’aria fresca declinata al femminile, ponendo in primo piano la particolarità delle proposte e, soprattutto, le finalità sociali e di promozioni delle diversità.

 

Anty Pansera, Luisa Bocchietto, Loredana Sarti e Patrizia Scarzella, fondatrici e fucina principale dell’opera, hanno instradato l’attività sui binari dell’ingegneria sociale e di un’etica collaboratrice tra istituzioni e soggetti “deboli”.

 

Nello specifico si pensa in particolare a “Milano vs the world for social design” (a cura di Patrizia Scarzella) e “Design for food and nutrition” (a cura di Valentina Downey). Entrambi i progetti tengono a focalizzare l’attenzione sull’apporto dato dal mondo femminile ad ambiti diversi tanto quanto idealmente in prossimità. Da una parte, dunque, l’interesse verte su una forma di educazione alimentare resa possibile anche da forme laboratoriali ad hoc, dall’altro si mira a stabilire forme di scambio e collaborazione tra realtà artigianali svantaggiate e professionisti del design.

 

Per questo motivo “Milano vs the world for social design” ha avviato una partnership con la Fondazione Internazionale del Buon Pastore, con l’obiettivo di creare una sinergia tra le produzioni più disagiate e il lavoro incessantemente compiuto dalle suore dell’ordine in paesi come la Thailandia. Si mira dunque a fornire un’assistenza diretta alle donne in difficoltà, sia sotto il profilo strettamente sociale sia nell’ambito lavorativo.

 

Per l’occasione è stata dunque presentata l’iniziativa Dignity Design, atta a favorire proprio questa progettualità. Trattasi di un concorso dedicato a designers sotto i 35 anni e socie AIAP, invitate a creare un logo da utilizzarsi per la linea di accessori tessili e in carta prodotti dalle donne thailandesi in centri gestiti dalle suore del Buon Pastore. La scelta iniziale ha visto inizialmente diciassette progetti reputati d’interesse, successivamente limitati alla classica triade vincitrice. A spuntarla è stata poi Federica Lasi, premiata con 5000 euro, e seguita dalle menzioni al merito per Laura Fiaschi e Roberta Sironi.

 

Nell’attesa di poter osservare la collezione Dignity Design a inizio 2012, non si può dimenticare anche il progetto “Donne in bottega”, frutto di un approccio alla storia del design che mette in primo piano l’apporto del femminile alla tradizione artigianale e di bottega del nostro paese.

 

Onore al merito di sguardi che sappiano scandagliare il reale alla ricerca di problematiche pratiche e con la speranza di permettere cambiamenti materiali e assistenza diretta.

 

MACEF 2011,

  • Fiera Milano (Rho)
  • c/o A01 Pad.5
  • Riferimenti:http://www.dcomedesign.org/
  • Contatti: info@dcomedesign.org
  • Telefono:+39.02.29000845

 

Daniele Ferriero

 

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