Expo Milano, cerimonia delle bandiere in piazza Mercanti, arrivati 700 delegati da 91 Paesi

Trentadue nuove bandiere dei Paesi del mondo colorano da ieri il colpo d’occhio del centro storico della Milano dell’Expo 2015, aggiungendosi a quelle che dallo scorso aprile ornano la passeggiata da piazza Castello a Cordusio, e che ora arrivano fino a ridosso di piazza Duomo

 

Si tratta, infatti, dei 57 vessilli dei nuovi Stati che hanno finora sottoscritto la lettera di adesione alla kermesse internazionale e che sono stati svelati al termine del primo appuntamento del meeting internazionale dei partecipanti all’ esposizione universale italiana.

 

La Cerimonia delle Bandiere si è svolta alla Loggia dei Mercanti alla presenza di tutte le autorità politiche milanesi e lombarde e dei vertici del Bureau International des Expositions, costituendo l’evento clou della sessione inaugurale della tre giorni che raccogliera’ a Milano oltre 700 delegati in rappresentanza dei 91 Paesi protagonisti dell’Expo.

 

L’evento è stato accompagnato dalle note dell’inno italiano e di quello europeo, il beethoveniano Inno alla Gioia, suonati dall’orchestra dei fiati del Comune di Milano.

 

La crisi rende la realizzazione di Expo molto difficile e non sottovaluto che ci siano differenze nella volontà di organizzazione.  Tuttavia ‘pensare diversamente’, come diceva Steve Jobs, e’ la sfida” per l’Esposizione di Milano.

 

Questa l’indicazione che il presidente del Bie, Jean Pierre Lafon, ha dato alle istituzioni italiane per la realizzazione di Expo. “Credo che questo pensare in modo innovativo – ha aggiunto Lafon – sorprendera’ e generera’ interesse e attrattivita’ sull’Expo di Milano”.

 

Lafon non ha mancato di sottolineare che l’Expo di Milano ha gia’ superato la meta’ del guado nel suo percorso verso il 2015: “Sono ormai passati 4 anni”, ha rimarcato, dalla presentazione della candidatura e “oggi siamo a meno di 4 anni dalla sua apertura”. Ora “Expo deve rispondere a tre sfide”.

 

La prima, ha spiegatoli presidente del Bie, “e’ quella della crisi economica e finanziaria”. E ha precisato: “avete vinto la sfida principale, quella di assicurare la continuita’” e per questo ha ringraziato il sindaco e il commissario generale per avere fatto “squadra, perche’ penso che la posta in gioco fosse abbastanza importante per l’Italia e la Lombardia”.

 

Per Lafon “Milano non sara’ Shanghai, sara’ qualcosa di diverso” e “la sfida e’ come suscitare interesse fuori dai vostri confini e come fare perche’ Expo non sia una delle tante manifestazioni che si svolgono ogni anno in Europa”.

 

Ma dopo la crisi e l’innovazione, ha detto il presidente del Bie, la “terza sfida e’ quella della comunicazione” che e’ “molto importante per avere un prestigio in tutti i Paesi” e “una chiave per il successo di Expo”.

 

“Se per l’Esposizione di Shanghai l’eccellenza e’ stata nella grandezza, per Milano sara’ nel saper fare e nel fare sapere.” Milano, ha concluso Lafon “e’ il focolare della creazione che splende nel mondo, l’Italia e’ la terra del Rinascimento, delle meraviglie quando impiega tutte le sue forze. L’Italia Unita ci puo’ sorprendere come ha fatto piu’ volte nella sua storia” con “il successo di Expo e la trattazione di un tema cosi’ importante per la sopravvivenza dell’umanita’”.


Di Redazione

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