Prada Milano scaccia McDonald’s dalla Galleria Vittorio Emanuele, sbaragliati Apple e Gucci; i milanesi sono contenti di un nuovo tempio del lusso?

L’Ottagono di Galleria Vittorio Emanuele si prepara ad accogliere un nuovo, blasonatissimo inquilino: una nuova mega boutique di Prada, che trasformerà completatamene gli attuali 8mila metri quadri occupati dal fast food McDonald’s.

 

Per ottenere l’ambita area, il brand di Lady Miuccia ha dovuto sbaragliare concorrenti agguerritissimi quali Gucci ed Apple.

 

L’asta si era disputata lo scorso maggio, quando l’offerta di Prada ha letteralmente polverizzato i rivali.

 

La base d’asta prevedeva infatti un canone annuo di circa 2 milioni di euro per i primi 5 anni e di 3,6 milioni per le successive 13 annualità.

 

Il rilancio di Gucci è stato quindi del 25% mentre, Apple, si è giocata “soltanto” un 1% in più, guadagnando però 50 punti per il progetto architettonico contro i 47 di Prada e i 46 di Gucci.

 

Nonostante ciò, è stato comunque il marchio preferito dal diavolo (che veste Prada, si sa!), ad averla vinta, grazie ad un’offerta del 150% in più rispetto alla base d’asta.

 

Prada, ricordiamo, è già presente con un multipiano dirimpettaio a MecDonald’s sempre all’Ottagono, e vanta boutique e show room a Milano, in via Montenapoleone e in via della Spiga, nonché in numerosissimi paesi di tutto il mondo.

 

Soddisfatto l’assessore al Commercio di Milano, Franco D’Alfonso, “la scelta di Prada consolida l’immagine dell’Ottagono quale vetrina del made in Italy», dice, senza contare ovviamente il reddito stratosferico derivato dall’affitto.

 

Ma i cittadini, invece, che cosa ne pensano? Era proprio necessario un nuovo mega store del lusso, tra i “vicini” di casa Ives Saint Laurent, Gucci, Prada bis, il ristorante Savini & Co? Invitiamo i lettori ad esprimere la propria opinione.

 

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di Redazione

1 COMMENTO

  1. I MILANESI ARANCIONI certamente si, sono contenti.

    Gli altri un pò meno.
    Praticamente, è un po come la storia del barbone al ristorante.

    il povero barbone ” da fuori”, guarda la gente dentro al ristorante” mentre mangia e beve

    il povero barbone si accontenta al massimo di sentire il profumo fuoriuscire dal locale.

    Così i poveri milanesi, guardano lo sfarzo altrui e si accontentano anche così

    ma “uè uè ghem da fa vidè che sem sciurassi, senò ghem vergogna”

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