Premiazioni Master in Scrittura e produzione per la fiction e il cinema, Università Cattolica di Milano

È la chiusura di un ciclo, inevitabilmente; un percorso personale che al contempo è simbolo di dinamiche più ampie e generali. La consegna di un diploma, un attestato, un foglio di merito, costituisce infatti non solo il punto di arrivo di un percorso, ma una tappa da incastrare nel mercato del lavoro, tra la soddisfazione personale e le possibilità insite nel quotidiano.

 

La cornice è la chiusura del Master in Scrittura e produzione per la fiction e il cinema, organizzato da Università Cattolica – Almed in collaborazione con la Fondazione Perseus. L’occasione, la consegna dei diplomi con la presentazione dei progetti e dei tutor al lavoro con i ragazzi.

 

Diretto dal Prof. Armando Fumagalli, il Master prevede un percorso professionalizzante che fa del contatto con le realtà produttive italiane il suo punto di forza. A scorrere l’elenco dei lavori presentati in questa sessione, non stupisce troppo rincorrere i principali nomi dell’industria d’intrattenimento nostrana. Rai e Mediaset, certamente, con le varie declinazioni Rai Fiction, serie televisive particolari (Don Matteo, Rex), il Gran Concerto, Rete 4 e via di questo passo. Non mancano poi nemmeno Sky, Disney, Magnolia, Colorado, Lux Vide ed altri ancora.

 

Come da copione, dunque, quanto si para agli occhi è la struttura stessa del corso, che rima inevitabilmente con le possibilità – anche economiche, anche di “appoggio” – offerte dall’Università Cattolica e con un’impalcatura valorizzata soprattutto dai possibili e papabili contatti con le aziende e le compagnie nostrane. Senza dimenticare inoltre appuntamenti con realtà mondiali quali l’incontro con Randall Wallace, sceneggiatore di Braveheart, We Were Soldiers e altri ancora.

 

Non è d’altronde casuale che le potenzialità offerte vertano soprattutto nell’ambito della produzione seriale italiana, prediligendo la fiction da prima serata rispetto al grande schermo o appuntamenti più peculiari. Nulla di male in questo, se non fosse che il rischio è quello di cortocircuitare il mercato offrendo professionisti a un settore che a tratti pare cibarsene in favore della semplificazione narrativa piuttosto che nella ricerca della diversità.

 

Concretamente, a fronte di ragazzi e ragazze freschi di specializzazione, il mercato e le visioni che ne derivano rimangono legati a schemi inevitabilmente passatisti, seppure proficui nell’ambito del televisivo italiano. Quello che si chiede, inevitabilmente, è che venga aperto il campo a proposte personali che rimandino la complessità del reale e di un panorama che per forza di cose è anacronistico rispetto alle controparti mondiali.

 

Un compito a cui speriamo i ragazzi di questo Master, seguendo anche il consiglio del Prof. Fumagalli sullo scambio di stimoli, significati e modalità tra fiction e cinema, siano in grado di adempiere al meglio delle loro capacità. Affinché sugli schermi televisivi e cinematografici italiani, nonché nei libri, nell’editoria o nell’animazione, non si debba sempre rincorrere la fascinazione per l’estero. Ricordando, giustamente, che il talento e la tecnica devono essere messi al servizio della forma, così come la sostanza.

 

Daniele Ferriero

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here