“Furyo”, opera di Nagisa Oshima targata 1983: quando cinema e musica sono inscindibili

“Furyo” film di guerra datato 1983 del regista Nagisa Oshima, conosciuto soprattutto anche col titolo della celeberrima e suggestiva colonna sonora “Merry Christmas Mr Lawrence”, vede fra i suoi protagonisti spiccare le figure di due artisti di fama mondiale della musica: Ryuichi Sakamoto nella duplice veste di attore e autore degli arrangiamenti musicali,  e David Bowie. Si tratta di composizioni destinate a lasciare un segno nella storia del cinema mondiale e a conferire al film, contemporaneamente, un’onda emotiva più unica che rara.

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Il primo, Ryuichi Sakamoto, è un ufficiale giapponese, comandante di un campo di concentramento situato a Giava nel 1942, molto ligio al dovere e al codice d’onore che caratterizzava la vita, non soltanto, militare dei patrioti del Sol Levante. Il secondo è un ufficiale britannico (il tenebroso maggiore Jack Celliers), detenuto nel campo di prigionia insieme con altri prigionieri di guerra britannici e con i loro comandanti interpretati da Tom Conti (il famoso tenente colonnello Lawrence, fedele alla causa del suo paese ma, al tempo stesso, rispettoso del nemico) e Jack Thompson (il capitano Hicksley, per niente incline al dialogo col nemico).

 

Il capitano Yonoi è un giovane ufficiale tormentato dai sensi di colpa per il colpo di stato militare fallito e avvenuto nel suo paese nel 26 febbraio 1936. In tale occasione l’uomo aveva visto gli ufficiali insorti venire giustiziati, al contrario di Yonoi che, tuttavia, per un senso d’onore e lealtà nei loro confronti, avrebbe voluto condividere la medesima sorte.

 

Il suo stato d’animo, molto rigido quanto combattuto, verrà col passare del tempo inesorabilmente segnato dalla presenza del maggiore Celliers , pure egli tormentato dai sensi di colpa per una scorrettezza compiuta ai danni del fratello ai tempi della scuola. Proprio per tale motivo, Yonoi sentirà più vicino a sé Celliers, al punto di sconfinare quasi in un’attrazione morbosa per lui.

 

A questo punto, il dado è tratto: Celliers, per volontà del capitano giapponese, diverrà il nuovo portavoce dei prigionieri britannici e, per questo, sarà costretto ad interagire più spesso con Yonoi, il quale sarà a sua volta sempre più combattuto dall’attrazione per l’ufficiale britannico e il codice d’onore, inviolabile quanto sacro, per un soldato giapponese.

 

Gli eventi precipiteranno quando Celliers, conscio del fascino esercitato su Yonoi, davanti a tutto il personale giapponese e britannico del campo di prigionia, al fine di impedire l’esecuzione del capitano Hicksley proprio per mano di Yonoi, si porrà in mezzo ai due e bacerà affettuosamente sulle guance Yonoi, che avrà un malore istantaneo. L’immediata conseguenza sarà del resto la reazione dei suoi soldati, che si scaglieranno a malmenare Celliers per l’affronto arrecato al loro ufficiale.

 

Yonoi verrà quindi destituito dal comando e Celliers, per ordine del nuovo comandante del campo di prigionia, verrà sepolto in una fossa vivo, con la sola testa fuori, e lì lasciato morire, non prima però che Yonoi possa rendergli omaggio con un taglio di ciocca di capelli, lasciandosi andare ai sentimenti provati per Celliers, un minimo cosciente al momento del fatto.

 

Con questa scena non termina il film, ma il solo ‘affaire’  Yonoi (Ryuichi Sakamoto) e Celliers (David Bowie): la conclusione si avrà poco dopo con il conciliante dialogo fra il tenente colonnello Lawrence e l’ex sergente giapponese carceriere Gengo Hara (interpretato da Takeshi Kitano) prigioniero degli inglesi: terminata la guerra, sarà condannato a morte dagli stessi per crimini di guerra.

 

Lawrence avrebbe volentieri salvato l’ex carceriere dalla pena di morte, perché, come dirà lui stesso ad Hara, riferendosi ai comandanti britannici che hanno condannato a morte lo sconfitto:Lei è vittima di uomini che credono di essere nel giusto”

 

Il saluto di congedo di Hara a Lawrence : “Merry Christmas Mr Lawrence” sarà non solo il titolo della colonna sonora che apre e chiude il film ma, anche un rimando a un natale vissuto quasi in amicizia tra i due, quando Lawrence era prigioniero ed Hara il carceriere.

 

Per quanto attiene l’aspetto cinematografico, sia David Bowie che Ryuichi Sakamoto si calano alla perfezione nei propri ruoli: Bowie rappresenta con eleganza l’ambiguità sulla quale ha costruito la sua carriera da cantante, un fascino androgino che non può passare inosservato poiché innato nella persona di Bowie ( vedere anche la sua interpretazione nel film “Labyrinth – Dove tutto è possibile“, nel quale impersona il re dei goblin Jareth, dall’aspetto e acconciatura decisamente androgina). Sakamoto, dal canto suo, veste alla perfezione i panni del tradizionale ufficiale giapponese dal forte senso dell’onore e, al tempo stesso, conferisce un’emotività insolita al suo personaggio infrangendone gli schemi.

 

La musica non è solo una semplice colonna sonora elettronica dall’atmosfera orientale o un semplice accompagnamento di eccelsa qualità: talvolta, infatti, sembra quasi anticipare, con la sua enfasi sonora, i fatti che si stanno per verificare. E’ questo il caso, ad esempio, della sequenza in cui Celliers, per impedire l’esecuzione di Hicksley, si frappone fra quest ultimo e Yonoi, pal fine di baciare l’ufficiale giapponese.

 

Il momento, dal punto di vista musicale, più rilevante, si ha negli ultimi minuti del film, quando nella conversazione fra Lawrence e l’ex carceriere ora condannato a morte Hara, lentamente inizia la celeberrima colonna sonora omonima della pellicola. Le note sembrano voler sottolineare la tristezza che incombe sul profondo rispetto reciproco tra i due ex nemici e precariamente amici, visto il destino tragico che spetta ad Hara e che, tanto, Lawrence vorrebbe impedire, ma non può, rimanendone completamente afflitto.

 

La musica del magistrale Sakamoto, che ha riscosso enormi consensi in termini discografici, si fa portavoce al tempo stesso degli stati d’animo dei protagonisti e precorritrice degli eventi a cui le vite dei protagonisti stessi rimarrano appese.

 

In conclusione, Oshima offre al pubblico una pellicola che soddisfa sia gli amanti del cinema  che della musica realizzando un’ opera che, di conseguenza, può dirsi un esempio di Cinema con la maiuscola.

 

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Ugo Grassi

Foto:  Wikipedia.it

 

 

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