Recensione e trama La Casa remake: più un orrore di film, che un film di orrore

Recentemente è uscito nei cinema italiani il remake de “La casa”, celebre film di Sam Raimi. Girata nel 1981, la pellicola ebbe molti sequel e, al tempo stesso, rese il regista un’icona del genere horror. Il remake è firmato Fede Alvarez, con Sam Raimi e Bruce Campbell (il protagonista del film originale) nelle vesti di produttori.

 

LA TRAMA – Cinque giovani si recano presso la fatidica casa sperduta in un bosco, dove precedentemente si era verificato un rituale occulto per liberare l’anima di una ragazza posseduta da un demone. Due di loro, Mia e David sono fratelli: Mia è una tossicodipendente che sta cercando di uscire dal tunnel della droga con l’aiuto del fratello DaviD, di Natalie (fidanzata di David), di Eric e Olivia (amici della coppia). David ha molti sensi di colpa nei confronti di Mia, rimproverandosi di non aver fatto abbastanza, precedentemente, per aiutarla a superare i sui problemi di tossicodipendenza.

– Nel frattempo Eric, nella cantina, s’imbatte nel “Libro dei morti” sul quale sono riportate le istruzioni per riportare in vita demoni antichissimi e al tempo stesso i tre rimedi per salvare le anime degli sfortunati di posseduti dal demone.

– Non resistendo all’interesse che il libro esercita su di lui, Eric, il colto del gruppo, pronuncia ignaro la formula che permette al demone di ritornare in vita; nel  frattempo Mia, preda a una crisi d’astinenza piuttosto acuta, fugge dalla casa, ma nel bosco sarà “catturata” e posseduta dal demone. Quel che ne segue sarà una carneficina: Olivia posseduta anche lei, morirà, così come Natalie ed Eric, il quale aveva cercato d’aiutare David nel combattere il demone risvegliato.

– David, intento a seppellire viva la sorella indemoniata (questa infatti una delle tre vie per salvare le anime in preda al demone), riesce a liberarla dalla possessione, ma  viene ucciso da Eric posseduto a sua volta: David infatti, per salvare la sorella dall’attacco di Eric, decide d’incendiare la casa da lui stesso cosparsa di benzina, sacrificandosi.

– Mia rimasta sola, terminato il rituale per placare il demone, inizia a piangere per la perdita del fratello e dal cielo inizia a cadere una fitta pioggia di sangue, mentre da sottoterra il demone cerca di uccidere Mia. Una volta avuta la meglio sulla forza maligna e, dopo la perdita di una mano  per Mia, spunta il sole.

 

IL COMMENTO – Il film, pur riprendendo molti aspetti del celebre predecessore (i demoni che spariscono e assumono le sembianze delle loro vittime precedenti, al fine di ingannare i cari delle vittime, la motosega, la perdita della mano, etc.), risulta un’esasperazione della precedente pellicola: nel film originale nessuno si salva dal demone risorto e, inoltre, nel remaike il sangue ha un ruolo eccessivo pur trattandosi di un film horror (vedasi l’enorme quantità persa delle vittime e la “pioggia” finale), tralasciando così la suspense che aveva caratterizzato la precedente versione.

– Sam Raimi, con il film originale, riuscì inoltre a far convivere gli elementi di suspense e horror alternandoli e rendendoli complementari, mentre la versione 2013 di Fede Alvarez, noonstante veda Raimi fra i produttori, scade nel prevedibile e banale genere splatter, del filone  horror b – movie.

– Si tratta, purtroppo, di un remake per niente all’altezza delle aspettative soddisfatte dall’originale: i cultori di un certo tipo di horror, anche non  necessariamente  d’autore, possono tranquillamente aspettare di vederlo trasmesso in televisione.

 

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Ugo Grassi

 

 

 

4 COMMENTI

  1. LA CASA – remake.
    Mi spiace dirlo ma non sono affatto d’accordo.
    Troppi pregiudizi, troppi palati raffinati e sopratutto troppe persone che in realtà non amano i film horror.
    Se non amate gli horror non andate al cinema a vederli per poi disprezzarli.
    Questo remake é sicuramente uno dei migliori film horror degli ultimi anni. Horror con l’H maiuscola.
    Un horror puro. Dove per orrore s’intende la paura e un disincantato divertimento nell’essere spaventati.
    Il tema musicale é quello originale del primo film ed é stato bello risentire quelle note suonate al piano.
    Si sposavano perfettamente con le atmosfere create da Fede Alvarez. Effetti riuscitissimi, regia perfetta,
    sangue a volontà . Al Fantafestival si sarebbe scatenato l’inferno con un film così.
    È non aggiungo altro.

    • Rispetto la Sua opinione, ci mancherebbe altro.
      Chi Le scrive, è uno appassionato di horror anche a bassissimo budget: veda, ad es. “Cannibal Ferox” e “Mangiati vivi!” di Umberto Lenzi, per non parlare dell’intera saga de “La casa” partendo dal primo all’ultimo credo il 7, quello che vede protagonista Lance Henriksen.
      Proprio perchè appassionato del genere, non limitandomi ai soli Romero, Craven, Raimi ed Argento, mi sono recato a vederlo nella speranza di assistere ad un remake all’altezza.
      Non m’è parso d’aver visto un film imperdibile, ma ognuno ha la propria opinione e questo è cio che conta.
      Personalmente attendo febbrilmente sempre l’uscita di film horror, chiunque sia il regista o il titolo: non faccio distinzioni.
      La ringrazio comunque per aver condiviso la Sua opinione.
      Cordiali saluti.

      Ugo

  2. Trovo anche io che senza il fattore “paragone” col primo film (dal quale innegabilmente proviene un’ aura piuttosto forte di “sacralità”) questo filmetto sarebbe davvero molto godibile. Io mi sono approcciato alla cosa facendo finta che il titolo “Evil Dead” fosse solo un caso, lasciando da parte la nostalgia e godendomi la pellicola per quello che è. A mio modesto parere si tratta di un horror girato in maniera intelligente, che non annoia, con degli ottimi movimenti di macchina e una fotografia molto curata. L’unica cosa che mi ha fatto storcere il naso, sarò sincero, è una voglia -a volte troppo manifesta- di omaggiare l’originale. Secondo me il film si sarebbe dovuto discostare ancora di più, lasciando vive solo le fondamenta della storia. Il libro dei morti, le possessioni, l’atmosfera disperata. Insomma, un bel filmetto, ma un remake di m….

    • Gentile Mario, i motivi per cui non mi è piaciuto quasi per niente questo remake sono due: nel film di Raimi (1981) nessuno perde la mano, particolare invece importante per il sequel e per “L’armata delle tenebre”, inoltre i protagonisti, gli amici e il fratello di Mia, stentano nel decollare come figure di rilievo nel film, salvo qualche spezzone e il fratello per il finale. Mia è l’unico soggetto intorno al quale la trama si sviluppa pienamente, mentre nell’originale Ash è affiancato dai suoi amici e Linda, la sua ragazza, che si dimostrano molto attivi ed essenziali ai fini della trama stessa: Ash diventerà il protagonista assoluto solo una volta dopo il drammatico decesso di ciascuno di essi.

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