Vittoria Donald Trump: le predizioni di Nostradamus, le proteste degli americani, le regole della Casa Bianca

Chi non l’ha votato proprio non vuole mandarla giù; ma se Nostradamus l’aveva predetto, anche l’eccentrico Trump, ora, dovrà osservare le rigidi regole della Casa Bianca

donald-trumpDonald Trump è il nuovo Presidente degli Stati Uniti d’America: la sua vittoria, però, era già stata annunciata nelle profezie di Nostradamus.
Secondo i sostenitori dell’attendibilità delle quartine, sarebbero molti gli eventi nella storia a essere stati predetti: dalla rivoluzione francese alla bomba atomica, passando per l’ascesa di Adolf Hitler e gli attentati terroristici a New York dell’11 settembre.
Nella Prima Centuria (Quartina 40) si legge: “The false trumpet concealing madness will cause Byzantium to change its laws”. E qui è stato associato il ‘false trumpet’ a Donald Trump che, da presidente degli Stati Uniti, “farà sì che Bisanzio (per molti la Grecia, Paese-chiave nella rotta dei migranti, ndr) cambi le sue leggi”.
Poco oltre (Quartina 57) si legge: “The trumpet shakes with great discord. An agreement broken: lifting the face to heaven: the bloody mouth will swim with blood; the face anointed with milk and honey lies on the ground”.
Ovvero, Trump “provocherà grande discordia. Un accordo si spezzerà” e, con riferimento al “volto ricoperto di latte e miele giace a terra”, molti hanno pensato a Israele che, secondo la Bibbia (Numeri 13, 27-29) e la Torah ebraica, è il “Paese dove scorre il latte e il miele”.
Altri riferimenti al tycoon newyorkese sono stati ‘visti’ anche nella Terza Centuria (Quartina 50) dove si legge “the republic of the great city will not want to consent to the great severity: King summoned by trumpet to go out, the ladder at the wall”. Il che, interpretato su blog e social network, diventa un riferimento al fatto che “la Repubblica della grande città”, intesa come Stati Uniti d’America, sarà portata ‘by trumpet’ a impegnarsi in costose operazioni militari. E se ne pentirà (“the city will repent”).
Infine, Decima Centuria (Quartina 76): “The great Senate will ordain the triumph for one who afterwards will be vanquished”. Con riferimento alle elezioni Usa, diventa: “Il senato ordinerà il trionfo di chi ha vinto”. Mentre, tra i suoi scranni, ‘at the sound of the trumpet’ saranno allontanati nemici e oppositori (“there will be put up for sale their possessions, enemies expelled”).
Intanto, il primo giorno dopo la vittoria, in America sono scoppiate le proteste dei cittadini che non si sentono rappresentati dall’eccentrico miliardario, e hanno messo in atto presidi e manifestazioni.
Dalla sua, una volta insediatosi nella Casa Bianca, Trump dovrà sottostare a una serie di regole ferree da cui non potrà esimersi.
La prima novità a cui Trump dovrà subito abituarsi è l’appellativo di “Signor Presidente”o “Signore”, anche da parte dei famigliari più stretti. Per quanto riguarda i servizi interni alla Casa Bianca, non tutti sono gratuiti. La biancheria ad esempio, nonostante ci siano maggiordomi ben pagati per occuparsene, viene addebitata direttamente sul conto personale del presidente. Il servizio di barbiere e parrucchiere invece non è presente nella White House. Ogni presidente ha il proprio. Bush pagava personalmente per farsi tagliare i capelli l’afghana Zahira Zahir mentre Obama da diciotto anni si fida solamente di Zahid. Anche il mangiare viene da fuori. Il cibo del presidente passa per le mani dei migliori chef, come Sam Kass, Rick Bayless e Tony Matuano che hanno cucinato per la famiglia Obama.
Altre regole restrittive – come riporta ‘Il Giornale’ – all’interno della residenza presidenziale sono: i documenti si devono firmare sempre con la stessa penna, rigorosamente una Parker; non si può fumare per imposizione di Hillary quando era first lady; il presidente deve essere sempre vestito bene perciò via pantaloncini se non per il jogging o sandali. Un’altra regola su cui non si può transigere è il divieto di farsi foto o selfie con Mr. President. L’unica che è riuscita ad infrangerla è stata Bebe Vio che è riuscita a strappare un selfie ad Obama, foto che ha fatto poi il giro del mondo.
Una regola che riguarda invece la sicurezza personale del presidente è l’impossibilità a guidare, sia lui sia i membri della sua famiglia. Dei suoi spostamenti si occupa il Secret Service. Obama, da presidente, si è sempre mosso su una limousine di 5 metri e mezzo per sette tonnellate di peso chiamata “la Bestia”. Per i viaggi all’estero invece il numero di macchine arriva anche a 30-40 vetture.
Il Presidente infine, non può mai essere solo. La sorveglianza della Casa Bianca e del Presidente è sempre 24 ore su 24. Come riporta ‘Il Giornale’, sono circa 5 mila le persone che si occupano della vigilanza per un ammontare totale di milioni di dollari a mandato. Ma d’altronde, fare il presidente non ha prezzo.
(fonte: adnkronos.com, foto: Michael Vadon)

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1 COMMENTO

  1. Traduzioni maliziosamente a capocchia, si tralascia completamente “the trumpet THAT CONTAINS MADNESS” ovvero “la tromba – trump? – che CONTIENE PAZZIA” e allegramente si salta a pie pari stravolgendone il senso “the senate will order the triumph for one who afterwards WILL BE VANQUISHED” ovvero “il senato ordinerà il trionfo di UNO CHE POI SPARIRÀ”.
    Bel lavoretto stravolgere facendo finta di nulla anche le oscure “profezie” di Notradamus che se nei casi citati si riferissero a Trump parlerebbero chiaramente di un pazzo che combina disastri fino alla caduta di israele, scatena guerre di cui poi l’america si pentirà e che viene legittimato al potere dal senato per poi sparire (assassinato come altri 4 predecessori?).
    Tsk tsk…facile mentire in un paese in cui a stento il 10% capisce l’inglese come l’Italia, piu difficile su internet quando si incappa in un lettore 100% bilingue che vive negli USA :-D

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