Gaffe da italiani quando parliamo in inglese: i problemi con la pronuncia

Gli errori più diffusi e i consigli per acquisire una pronuncia impeccabile: imparare, si può

bandiera-ingleseTutti ci siamo cimentati almeno una volta con lo studio della lingua inglese. Se siamo bravi e prendiamo ottimi voti, ci verrà da pensare di conoscere alla perfezione la lingua. Ciò potrà essere valido sulla carta scritta, ma una volta varcati i confini italiani chissà se si dimostrerà vero. Infatti, quando arriva il momento di esprimere oralmente tutto ciò che si è appreso, l’italiano medio incorre in innumerevoli gaffe.

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Forse proprio perché capita raramente di dover comunicare in inglese, si ha la tendenza a trascurare la pronuncia delle frasi. Questa mancanza appare molto diffusa anche perché non si tiene in conto che una corretta pronuncia spesso è fondamentale per farci comprendere dal nostro interlocutore; errando potremmo addirittura dire una parola al posto di un’altra. La colpa possiamo anche attribuirla alla nostra lingua in quanto i suoni accentuati delle nostre consonanti ci portano a pronunciare in modo “pesante” e marcato tutte le lettere di ogni parola. Sta di fatto che tocca a ognuno singolarmente farsi un esame di coscienza e riprendere le lezioni di inglese per superare questi ostacoli.

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Intanto impariamo ad evitare alcuni errori di pronuncia frequenti così da non essere oggetto di imitazioni e parodie in quanto italiani:

  • I’m hungry (ho fame): Nella lingua italiana tendenzialmente la lettera “h” è muta, pertanto non viene pronunciata, mentre in inglese deve essere quasi sempre aspirata. Per noi italiani “Hungry” (affamato) ed “Angry” (arrabbiato) suonano allo stesso modo, ma in realtà per pronunciare “hungry” dovremo aspirare la “h” facendola sentire.
  • I’m singing (sto cantando): siamo abituati a pronunciare tutte le lettere di una parola, mentre per gli inglesi questo non accade. Così, ad esempio, tutte le parole che terminano con –ing andranno lette senza far sentire la “g” finale.
  • I know (lo so): L’unione delle consonanti “kn” tende a ingarbugliare la lingua ma in realtà la soluzione è semplice, la “k” non si pronuncia.
  • Today is Wednesday (oggi è mercoledì): in questo giorno della settimana la prima “d” è muta e la parola si pronuncia ‘uens-dei’.
  • Thank you (grazie): il “th” va pronunciato con la lingua tra i denti, ma c’è bisogno di allenarsi tanto per non sbagliare. Tale regola vale per quasi tutte le parole, per esempio with, both, think, l’articolo the.
  • Access (accesso): è un termine che non utilizziamo spesso nelle frasi inglesi quanto in quelle italiane; così si chiama infatti un noto software. In tal caso la doppia “c” in inglese diventa “cs”, pertanto si leggerà “acses”.
  • This is magnetic (questo è magnetico): in inglese il gruppo “gn” non si pronuncia come in italiano ma va letto come se fossero due lettere separate. Utile è pronunciare prima “mag” e successivamente “netic” proprio come se fossero due parole distinte.
  • Listen to me (ascoltami): in questa parola la “t” non si pronuncia e la “e” si fa sentire appena.
  • Blood (sangue): le due “o” si pronunciano “a”. Ciò vale anche per la parola “flood”. Negli altri casi le due “o” si pronunciano “u”: soon, cartoon, balloon.
    (foto: Original flag by Acts of Union)

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