Leggenda della Colonna del Diavolo Milano basilica Sant’Ambrogio, continuano le passeggiate speciali consigliate da CronacaMilano

Nella centralissima piazza Sant’Ambrogio, davanti alla nota basilica, si erge una colonna di epoca romana: è davvero un varco per l’Inferno?

colonna-del-diavolo-santambrogioChiunque sia passato da piazza Sant’Ambrogio probabilmente avrà notato, sulla sinistra della basilica, una colonna isolata di epoca romana. Marmo bianco, capitello corinzio, niente di particolare, in fondo, se non fosse per due curiosi fori simmetrici alla base. Che cosa significano? Da dove derivano?
La risposta che ci danno le leggende antiche è sorprendente: quei buchi sarebbero i segni di una cornata inflitta dal diavolo in persona. E infatti la colonna è nota nella cultura popolare proprio con il nome di Colonna del Diavolo.
Si narra che nel IV secolo, quando Sant’Ambrogio era vescovo di Milano, Satana avesse provato in tutti i modi a tentare il padre della Chiesa milanese. Possiamo capirlo, no? Il successo dell’impegno pastorale di Ambrogio gli stava sottraendo sotto il naso un gran numero di anime, che da pagane ed eretiche che erano, si convertivano sempre più numerose al cristianesimo… Eppure, tutti i tentativi di indurlo al peccato erano stati un completo fallimento: Ambrogio pareva essere troppo pio e devoto. Esasperato, un giorno Satana decise di manifestarsi travestito da uomo mentre il vescovo passeggiava nel cortile della basilica (all’epoca si chiamava Basilica Martyrum e fu proprio Ambrogio che ne ordinò la costruzione). Satana prese la rincorsa e si avventò su di lui, con l’intenzione di trafiggerlo con una bella cornata, ma Ambrogio fu più lesto e agile e, sferrandogli un calcio, lo deviò verso una colonna, che centrò in pieno. Lì Satana rimase incastrato per le corna fino al giorno buchi-colonna-del-diavolo-santambrogioseguente, finché poi non scomparve passando attraverso i fori. Per questo si pensa che i due buchi siano un varco per l’Inferno e molte persone che vi si avvicinano giurano di avvertire l’acre odore di zolfo delle bolge infernali e il rumore del ribollire del fiume Stige.
La risposta che ci danno la storia e l’archeologia è completamente diversa e forse meno affascinante. Risalente al II secolo d.C., non si sa bene quale collocazione avesse in origine la colonna, ma fu posta vicino alla basilica di Sant’Ambrogio e durante il Medioevo veniva usata per l’incoronazione degli imperatori germanici. Ci dà una testimonianza del rituale d’investitura il cronista del XIV secolo Galvano Fiamma, che scrive: «L’Imperatore giurerà che sarà obbediente al Papa e alla Chiesa Romana nelle cose temporali e spirituali… Quindi l’Arcivescovo o l’Abate di Sant’Ambrogio deve incoronarlo con la corona ferrea come Re d’Italia. Ciò fatto, l’Imperatore deve abbracciare quella colonna dritta di marmo per significare che la giustizia in lui sarà dritta».
Ma a dispetto della verità storica, i passanti fino a poco tempo fa, prima che i due buchetti venissero otturati, vi infilavano le dita come gesto portafortuna, preferendo credere – anche solo per un attimo – alla leggenda.
Evidentemente, Milano non è una città poi così razionale, smart e sempre di fretta come dicono. E chissà se, tra i tanti avventori, non sia rimasto stregato dalla leggenda della Colonna del Diavolo pure Dino Buzzati che, nel suo racconto Viaggio agli inferi del secolo, narrava della scoperta di un portale d’accesso per l’Inferno rinvenuto a Milano durante gli scavi per la costruzione della MM. Intanto, buona passeggiata a tutti.

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Ilaria Iannuzzi

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