I milanesi sanno l’inglese? I dati sono incoraggianti, ma…

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wallstreetLemmi inglesi come questi sono ormai diventati una realtà nel nostro italiano di tutti i giorni. In luoghi come Milano, città cosmopolita e importante nodo dove convergono numerosissime realtà commerciali e finanziarie, diventano ancora più importanti per mandare avanti trattative d’affari e intrattenere vitali rapporti di commercio con i partner d’oltreoceano. L’inglese regna incontrastato non solo sul web, dove più del 75% delle informazioni sono basate sulla lingua della Regina Elisabetta, ma anche nel mondo accademico e scientifico: qui la conoscenza linguistica risulta ogni volta più indispensabile per confrontarsi e mantenersi al passo con i propri colleghi esteri.

Se da una parte l’Italia non risulta essere un Paese con inclinazioni poliglotte, al contrario ad esempio degli stati della penisola scandinava, è però vero che il trend (per l’appunto) sta cambiando: un test somministrato dalla Camera di Commercio al popolo del panettone ha infatti stabilito una media di 7/10, con domande che spaziavano dalla grammatica, alla cultura generale e includevano persino frasi idiomatiche (queste ultime una vera spina nel fianco). Nel complesso, comunque, si tratta di un punteggio soddisfacente che farà felici i businessmen meneghini.

Sul versante opposto c’è invece EF Italia, che ha stabilito nel 2016 come l’Italia risulti ventunesima su ventisei paesi in Europa, pur con un punteggio EPI (English Proficiency Index for Schools – acquisizione delle competenze linguistiche in inglese tra studenti delle scuole secondarie ed atenei) di 56,32 per la Lombardia e appena più alto (56,92) a Milano, terza in classifica dietro Padova e Bologna. Il dato potrebbe migliorare in modo sostanziale col tempo in considerazione del fatto che sono sempre più numerose le persone che frequentano corsi di inglese a Milano al fine di migliorare le competenze acquisite durante la scuola dell’obbligo. Secondo diversi dati chi prende lezioni di inglese acquisisce velocemente le proprietà di linguaggio necessarie per aumentare il proprio livello da quello base a quelli più elevati.

In ogni caso il terzo posto è comunque di tutto rispetto, e poi e c’è sempre tempo per migliorarsi e impratichirsi. In un melting pot come Mediolanum (più di 250.000 residenti stranieri su quasi un milione e mezzo di abitanti), d’altronde, diventerà semplicemente impossibile non conoscere almeno due lingue. Aggiungiamo inoltre che l’introduzione dell’inglese nel curriculum scolastico sta iniziando a dare i suoi frutti e si è sempre più incoraggiati a trascorrere periodi di tempo variabili all’estero, che si tratti di lavoro o di studio.

Insomma, il raggiungimento di punteggi soddisfacenti per gran parte della popolazione è solo una questione di tempo. Se poi si considera che l’esportazione del Made in Italy è un potente e costante incentivo al miglioramento e all’apprendimento continuo, i meneghini possono dormire sonni tranquilli: le figure professionali del prossimo futuro saranno senz’altro in grado di far fronte alle eventuali barriere linguistico-culturali, grazie a quell’elasticità mentale e alle lingue acquisite che li rendono cittadini del mondo.

Si ringraziano gli insegnanti della scuola di inglese a Milano Loreto Wall Street English:
C.so Buenos Aires, 79 – Milano – Tel: 02.67.38.33.1
Sito web: http://www.wallstreet.it/scuola-inglese-milano-loreto/
Orari : Lunedì – Venerdì: dalle 9.00 alle 21.00; Sabato: dalle 9.30 alle 16.30

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