Firma protocollo Zeus, in materia di Atti Persecutori, Maltrattamenti e Cyberbullismo

La firma è avvenuta tra Polizia di Stato e il Centro Italiano per la Promozione della Mediazione: enorme importanza tra la connessione tra Istituzioni e Servizi per un continuo monitoraggio

Il 5 aprile 2018, in via Fatebenefratelli 11, è stato firmato il Protocollo “ZEUS” un’intesa tra la Polizia di Stato, e il Centro Italiano per la Promozione della Mediazione, in materia di Atti Persecutori, Maltrattamenti e Cyberbullismo.
Sono intervenuti il Questore di Milano, dott. Marcello Cardona, il presidente del CIPM, prof. Paolo Giulini e la Dirigente della Divisione Anticrimine, dott.ssa Alessandra Simone, ideatrice del progetto.
Con la firma di questo accordo, verrà introdotta nei decreti di ammonimento “l’Ingiunzione Trattamentale”. Da oggi, tutte le persone colpite da questo provvedimento amministrativo, verranno esortate, in sede di notifica, a rivolgersi al CIPM per intraprendere un trattamento volto al miglioramento della gestione delle emozioni.
È il primo tentativo fatto in Italia, volto ad una più incisiva attività di prevenzione. Enorme importanza avrà la connessione tra Istituzioni e Servizi che permetterà un continuo monitoraggio dei casi critici attraverso i reciproci feed-back. Il CIPM, infatti, segnalerà alla Polizia di Stato gli ammoniti che non intraprendono il percorso trattamentale suggerito dal Questore. Questo permetterà all’Istituzione di intensificare la sua pressione su situazioni considerate particolarmente rischiose. Siamo certi che l’avvio del Protocollo “ZEUS” farà fare un ulteriore passo avanti nel rendere sempre più efficace la prevenzione della violenza.
Offrire un’alternativa in più a chi ancora non è stato coinvolto in procedimenti penali significa tentare un percorso che supera il concetto tradizionale di prevenzione.

Ma cos’è l’Ammonimento del Questore?
Esistono tre tipi di ammonimento, quelli su richiesta della persona offesa da atti persecutori o da cyberbullismo e quello che viene emesso di iniziativa del Questore per maltrattamenti. Vediamoli nello specifico:

– L’ammonimento per stalking (atti persecutori) – art. 8 L. 38/2009:
Prima di proporre querela, la vittima di stalking può chiedere al Questore – da qualsiasi ufficio di Polizia e Carabinieri – di ammonire il suo stalker affinché termini il comportamento persecutorio. Perché si configuri il reato, la condotta deve essere reiterata, minacce o molestie che determinano nella persona offesa almeno uno tra i seguenti eventi: cambiare le sue abitudini di vita, temere per la propria incolumità o per quella di un prossimo congiunto e vivere in un perdurante stato di ansia o paura.
Al termine dell’accertamento istruttorio se le istanze risultano fondate  il Questore procede ad ammonire il persecutore intimandogli  di interrompere i comportamenti illeciti e diffidandolo dal tenere una condotta contraria alla legge. Dell’avvenuto ammonimento viene informata la persona proponente che è invitata contestualmente a segnalare qualsiasi evento, successivo alla notifica, che riguardi la reiterazione delle condotte incriminate.
Questa misura di prevenzione è uno strumento immediato ed efficace teso ad interrompere la condotta persecutoria che rende più agevole il successivo passaggio al procedimento penale e/o l’arresto in caso di flagranza del reato ove lo stalker non desista.

– Ammonimento per violenza domestica – art. 3 L. 119/2013:
Nel 2013, con la legge 119, viene introdotta in Italia un’ulteriore misura di prevenzione nel tentativo di limitare il numero sempre più allarmante di femminicidi. Comprendendo, prima di ogni altra cosa, la difficoltà della vittima di maltrattamenti ad arrivare a formalizzare denuncia, il legislatore ha avuto un’intuizione vincente e ha creato questo strumento al quale può ricorrere il Questore di propria iniziativa, quando CHIUNQUE segnali alle Forze dell’Ordine situazioni che vengono considerate critiche relative ai reati di percosse o lesioni che sono “reati sentinella” di probabili maltrattamenti in famiglia. Quali sono le situazioni critiche? Quelle, per esempio, che vedono diversi interventi di Polizia e Carabinieri per lite, quelle in cui sono presenti minori che possono patire di violenza assistita, quelle portate all’attenzione da tutti coloro che entrino in contatto con ipotetiche vittime. Costoro avranno la garanzia dell’anonimato in fase istruttoria.
L’emissione di questo ammonimento, quindi, a differenza di quello per reati persecutori, non è vincolata alla richiesta formale della vittima, proprio per evitare di esporla al pericolo di ritorsioni del maltrattante, che spesso è convivente. Pertanto CHIUNQUE con la garanzia dell’anonimato potrà interrompere la catena della violenza usando questo agevole strumento amministrativo.
La conseguenza importante è che l’ammonimento del Questore consentirà l’arresto in flagranza di reato in caso di successivi interventi delle Forze dell’Ordine interrompendo la spirale della violenza che purtroppo molto spesso arriva alle estreme conseguenze .

– Ammonimento per Cyberbullismo ex art. 7 L.71/2017
L’ultima novità legislativa in tema di misure di prevenzione è l’ammonimento per Cyberbullismo, introdotta nel 2017, che colpisce qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto di identità, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso o la loro messa in ridicolo.
La misura, come per il reato di atti persecutori, può essere richiesta ed applicata prima della proposizione della querela/denuncia e avrà efficacia sino al compimento della maggiore età.

– Come interverrà il CIPM sui maltrattanti e i persecutori?
Com’è noto, i comportamenti violenti in ambito relazionale sono spesso caratterizzati da un incremento progressivo, cioè dall’aumento di intensità e violenza della condotta. A partire da un primo episodio meno grave, chi li agisce può perdere il controllo fino a commettere atti irreparabili.
Intervenire all’inizio della spirale della violenza è quindi determinante per prevenire la degenerazione dei primi atti, affinché colui che li ha commessi possa “fermarsi prima”.
In questa prospettiva, con riferimento ad alcune condotte in cui il rischio di escalation è particolarmente alto e in cui chi le subisce, ma anche chi le attua, si ritrova spesso solo ad affrontarle, la legge ha previsto, nell’ambito della procedura dell’“ammonimento” del Questore, l’indicazione all’ammonito di quei Servizi specialistici finalizzati al trattamento.
Quest’ultima previsione è stata inserita sulla base della considerazione che chi commette atti violenti spesso è incapace di affrontare in altro modo le difficoltà e avrebbe bisogno di un aiuto per comprenderlo e per fermarsi. L’importanza di offrire a queste persone uno spazio trattamentale è sottolineata dalle convenzioni internazionali più recenti, da quella di Lanzarote sulla violenza nei confronti dei minori a quella di Istanbul sulla violenza domestica e di genere, che ben hanno inquadrato come le problematiche relative alla violenza vadano affrontate con un approccio integrato, trattando anche le fragilità di coloro che sono portati alla violenza, mettendo in connessione Servizi e Istituzioni che a vari livelli intercettano e prevengono le relazioni violente.
Il CIPM prevede per gli autori di tali atti percorsi trattamentali, mirati a favorire la  consapevolezza del disvalore sociale del fenomeno, della lesività delle condotte prevaricatorie e violente e a prevenire la recidiva, avvalendosi di un’equipe di lavoro multidisciplinare, formata da diverse tipologie di professionisti (criminologi, avvocati, psicoterapeuti, educatori e mediatori) e si dichiara disponibile ad offrire gratuitamente tali interventi.
Milano quindi, prendendosi cura anche di chi agisce violenza, si conferma città avveniristica nella lotta a quei crimini che colpiscono i soggetti più esposti e fragili, superando il concetto basilare di prevenzione e lanciando un progetto-pilota che, ne siamo certi, ancora una volta farà scuola.

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