Sondaggio dito medio Cattelan Milano: è solo un gestaccio? E’ giusto spostarlo?

Cattelan-Milano_CronacaMilanoLa Giunta comunale ha deliberato: inizialmente la controversa opera “L.O.V.E” di Maurizio Cattelan doveva rimanere in piazza Affari solo per un mese, prorogato poi fino al 9 gennaio 2011. Ora, dopo non poche polemiche e disaccordi interni, Palazzo Marino ha reso noto che il gigantesco dito medio rimarrà davanti al Palazzo della Borsa per altri 9 mesi. A questo punto, vediamo di capire un po’ meglio cosa rappresenta l’opera e perché è stata collocata proprio in piazza Affari. Dopodiché, invitiamo tutti i lettori a partecipare al nostro sondaggio e, quindi, a scaricare gratuitamente una foto scattata  dal noto fotografo Andrea Melzi, realizzata per un catalogo delle opere di Maurizio Cattelan.

 

IL GESTO E “LE GRIDA”

  • La discussa opera di Maurizio Cattelan evoca il contesto delle “grida”, dei “gesti”  e delle contrattazioni di Borsa che si sono svolte nello storico palazzo Mezzanotte di Piazza degli Affari dagli anni ’30 agli anni ’90.

 

  • Nell’era del mercato telematico e dell’economia “virtuale”, tale superato contesto che, tuttavia, non ignorava la sorte dei risparmiatori, dopo la recente crisi internazionale è divenuto una attualità drammatica che significativamente il monumento e il luogo in cui è collocato ripropongono.

 

  • L’artista rappresenta, quindi, clamorosamente, l’altra voce, il contraltare delle “grida” e dei “gesti” degli operatori, la voce muta, devastata, del risparmiatore, del cittadino indifeso e beffato da un “sistema globale”, a cui non può sottrarsi: “le 4 dita spezzate”.

 

  • E’, quindi, un nuovo segno, un nuovo “gesto”: il segno e “il gesto della prevaricazione e dell’imbroglio” che sembra completare, a distanza di tempo, i segni e i gesti della “Borsa gridata”, un’attuale, purtroppo non anacronistica, ultima nuova “grida”, finora inascoltata e disattesa: “il dito medio”.

 

 

LA COLLOCAZIONE AL CENTRO DI “PIAZZA DEGLI AFFARI” –

  • Al centro dell’architettura della “Piazza degli Affari”, il “gesto-monumento” è collocato su due basi e un alto piedistallo, squadrati e scalari; la mano destra e il dito medio, ritti verso l’altro, sono realizzati con perfetta anatomia; le altre quattro dita sono completamente spezzate.

 

  • Il palmo della mano è volutamente rivolto al palazzo storico della Borsa, rimasto il simbolo del “mercato del denaro”: il necessario “specchio” del monumento; il dorso è orientato verso il retro della piazza: una “quinta” protettiva della città e dei risparmiatori, verso la città.

 

  • La struttura di elevazione è di travertino opaco, appositamente identico a quello del palazzo, mentre il marmo della mano è il bianco purissimo, luminoso di Carrara: una enorme immagina plastica, ispirata alla grande, classica mano, col dito indice levato, appartenente alla statua di Costantino ai Musei Capitolini.

 

GESTACCIO, SBERLEFFO O ALTRO? –

  • Il titolo L.O.V.E., acronimo di Libertà, Odio, Vendetta, Eternità, incrocia paradossalmente e interroga l’universo di esperienze e di contraddizioni che travagliano l’uomo, nello spazio della breve vita: come coniugare libertà con eternità ed entrambe con odio e vendetta?

 

  • Alla luce di tutto ciò, si può evincere che l’opera di Maurizio Cattelan non è un enigmatico gestaccio o un ambiguo sberleffo, ma una attuale “grida” contro ogni prevaricazione e imbroglio (non solo economico); una dissacrante conciliazione tra etica ed estetica, proposta attraversol’impudenza oltraggiosa di un gesto goliardico.

 

  • In definitiva, si tratta di un invito alla riflessione e alla ricerca di nuovi, attuali significati intorno alle vicende dell’uomo e alle sue sorti che, sulla scena del mondo, coinvolgono “burattini” e “burattinai”, “vittime” e “carnefici”, senza scampo.

 

IL NOSTRO SONDAGGIO

  • Inserendosi nella polemica che ha interessato la città di Milano negli scorsi mesi, e ricordando gli attualissimi fatti che hanno coinvolto i risparmiatori da Enron a Lehman Brothers o Parmalat, la domanda principale che vogliamo porre è: il “gestaccio”, il dito medio della mano destra rivolto verso l’alto e le altre dita spezzate, può essere ritenuto il simbolo della difesa del risparmiatore? Inoltre, è giusto che rimanga in Piazza Affari, o può anche essere collocato altrove?

 

  • Invitiamo quindi tutti i lettori di Cronacamilano a partecipare al seguente sondaggio, composto dalle due domande:

 

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  • Per scaricare la foto d’autore realizzata da Andrea Melzi, CLICCA QUI

 

 

Di Redazione

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