Una borsa è molto più di un semplice accessorio

La nascita dell’emancipazione femminile ha seguito molteplici strade, non da ultimo l’utilizzo di manici e taschine

 

 

Si dice che la borsetta più antica del mondo fosse una bisaccia in pelle, utilizzata per riporvi cibo e pietre focaie.

 

Munito di un pratico cordoncino da legare in vita, questo semplice “sacchettino unisex” subì un’evoluzione strabiliante lungo l’arco dei secoli, passando dalle intelaiature in metallo da legare alla cintura del XIII, XIV e XV secolo, agli esemplari medievali, personalizzati con piccoli ornamenti differenti a seconda che il proprietario fosse un uomo o una donna.

 

E’ con la nascita dell’ “elemosiniere” (un portamonete tanto vistoso quanto rappresentativo della generosità del legittimo possessore) che ci si avvia al moderno concetto di borsetta, per la nascita della quale bisogna aspettare fino al 1790, quando a Parigi si diffonde la moda Impero.


A differenza di quanto di possa immaginare, la diffusione del nuovo oggetto non fu propriamente felice in quanto il primo modello ufficiale, composto da piccole borsette da appendere comodamente al braccio e chiamate Reticole (dal latino “reticulum”), venne spudoratamente associato alla biancheria intima del tempo, tutta mutandoni ed intelaiature, e per questo la stampa francese non esitò a sbeffeggiarle soprannominandole “Ridicules”.

 

Contrariamente ai sarcastici commenti d’oltralpe, appena 15 anni dopo la borsetta era già divenuta un accessorio irrinunciabile, e nessuna donna al mondo si sarebbe mai sognata di rimanerne sprovvista.

 

In Gran Bretagna, sulle pagine dell’Imperial Weekly Gazette si leggeva: “Mentre gli uomini se ne stanno con le mani in tasca, le donne hanno le tasche in mano”.

 

All’inizio della seconda metà del XIX secolo, verrà infine creata la prima “sacca da viaggio con manici”, ovvero una piccola valigia in miniatura dotata di serratura, chiave, e addirittura di un discreto scomparto interno ove riporre eventuali bigliettini (l’equivalente degli odierni sms!).

 

La chiusura era a scatto e il momento cruciale: tra ampie gonne e cappellini più che voluminosi, finalmente le donne ebbero il piacere (e il dovere!) di poter recare con sé i propri effetti personali, in modo finalmente autonomo e anche sicuro.

 

E come un abito passato di moda, gli uomini vennero messi da parte. I pomposi cavalieri che per tanto tempo si erano prestati a zelanti porta-oggetti, vennero rapidamente sostituiti da borsette sempre più pratiche e ben strutturate, ritrovandosi così non soltanto deliberatamente esclusi, ma anche sorprendentemente disorientati.

 

Valentina Pirovano