Mostra “PrimeDonne” Brescia 3 – 28 dicembre 2015, orari, info, ingresso libero

A Palazzo Martinengo Colleoni, i costumi di Mimì, Musetta, Manon, Tosca, Elisabetta, Amelia, Violetta e Desdemona: le Donne di Puccini e le Eroine di Verdi

MostraUna mostra suggestiva e piena di energia, che permette di rivivere pagine emozionanti dell’opera italiana fra Otto e Novecento attraverso i costumi indossati da alcuni fra i personaggi che più hanno appassionato ed entusiasmato il pubblico: Mimì, Musetta, Manon, Tosca, Elisabetta, Amelia, Violetta e Desdemona.
GLI ALLIEVI DEL CORSE PER SARTI DELLO SPETTACOLO – La mostra è frutto di progetti che, sotto la guida di Maria Chiara Donato, hanno coinvolto gli allievi del Corso per sarti dello spettacolo.
– Per la realizzazione dei costumi esposti, gli allievi sono partiti dai figurini originali, datati fra Ottocento e primo Novecento. All’epoca, era consuetudine che i diversi momenti storici in cui si muovevano i personaggi dell’opera venissero interpretati secondo il gusto contemporaneo: così, ad esempio, l’abito in stile impero (primo ‘800) di Tosca era realizzato attraverso lo sguardo estetico del primo ‘900.
LE PRIME DONNE DI PUCCINI – Per Le Donne di Puccini gli allievi dell’Accademia sono partiti dai figurini di Adolf Hohenstein, oggi conservati presso l’Archivio Ricordi e riprodotti in mostra, realizzati per le prime rappresentazioni assolute di Manon Lescaut (Teatro Regio di Torno, 1893), La bohème (Teatro Regio di Torno, 1896) e Tosca (Teatro Costanzi di Roma, 1900).
– In questo caso, i giovani sarti hanno compiuto un’accurata ricostruzione storica confezionando dei costumi che, seppur nelle fogge e nei colori riproducono quelli dei figurini originali, restituiscono esattamente la moda dell’epoca in cui le opere si svolgono. I costumi esposti sono quelli di Manon, Mimì e Musetta, Tosca.
LE EROINE DI VERDI – Per Le Eroine di Verdi invece, sono stati riprodotti fedelmente ai figurini originali i costumi delle protagoniste di quattro capolavori del compositore emiliano, andati in scena al Teatro alla Scala: La traviata (1859), Don Carlo (1884), Otello (prima assoluta, 1887) e Un ballo in maschera (1903). I costumi di Violetta, Elisabetta, Desdemona e Amelia sono stati disegnati da alcune fra le più belle firme dell’illustrazione e della scenografia italiana fra Ottocento e Novecento: Alfredo Edel, artefice degli abiti di Desdemona ed Elisabetta, Giuseppe Palanti, fra i più importanti e oggi quotati illustratori di primo Novecento (qui ricordato come creatore dei costumi per Amelia), e l’anonimo figurinista che realizzò i costumi per La traviata del 1859, identificato oggi con Filippo Peroni, lo scenografo di quello stesso allestimento.
E SOTTO IL VESTITO… TUTTO – Particolarmente scrupolosa la manifattura di quegli elementi, solitamente celati alla vista, che si possono ammirare grazie alle immagini di Adele Neotti, che ha documentato tutto il processo di creazione degli abiti, dal figurino al disegno su cartamodello, dal prototipo al taglio fino alla confezione: sarà così possibile scoprire anche tutto ciò che normalmente gli abiti non consentono di vedere – corsetti, corpini e sottogonne.

Primedonne. Le donne di Puccini e le eroine di Verdi
– Brescia, Palazzo Martinengo Colleoni
– via Moretto da Brescia, 78
– Apertura al pubblico: dal 3 al 28 dicembre, con orario continuato dalle 10 alle 20 (martedì chiuso)
– ingresso libero

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