Mostra Tony Oursler Milano, Pac 19 marzo al 12 giugno 2011, tutte le info sulla mostra del padre della videoscultura

Tony Oursler (1957) è nato a New York, dove vive e lavora. I suoi lavori sono presenti nelle collezioni dei maggiori musei del mondo, tra cui MOMA New York, Whitney Museum, Metrpolitan Museum of Art, Musée d’Orsay, Centre Georges Pompidou, Tate Gallery London, MoCA Chicago, LACMA Los Angeles, Eli Broad Family Foundation Los Angeles, Hirschorn Museum Washington, National Museum of Osaka, Staatsgalerie Moderner Kunst Munich e altri.


LE GRANDI INSTALLAZIONI PRESENTI AL PAC

  • La mostra “Tony Oursler. Open Obscura” al Padiglione di Arte Contemporanea di Milano, presenta un’ampia selezione di lavori, tra i quali alcune grandi installazioni realizzate da Oursler negli ultimi cinque anni.
  • Questa di Milano, che apre in concomitanza con l’edizione di MiArt 2011, è una delle più ampie antologiche dedicate all’artista americano, considerato dalla critica una figura di spicco della storia recente della video arte e definito l’ideatore della video-scultura.


LE VIDEO INSTALLAZIONI E IL VIDEO COME MEZZO ESPRESSIVO

  • Tony Oursler è infatti uno degli artisti più innovativi tra quelli che utilizzano il video come mezzo espressivo. Per lui le immagini in movimento, più di quelle statiche, sono rappresentative della nostra cultura contemporanea.
  • Grazie a Oursler, la video arte si è affrancata dai limiti dello schermo televisivo e dell’immagine proiettata su una superficie uniforme, interagendo in maniera originale con la scultura vera e propria e con il pubblico.
  • La sua arte non si limita a esprimersi attraverso l’immagine video in senso stretto, ma utilizza e sovrappone scultura, design, installazione e performance.


LE TEMATICHE SVILUPPATE

  • Fin dagli inizi della carriera, i suoi lavori sono dominati da temi quali la violenza, il rapporto con i media, le droghe, le malattie mentali, la cultura pop, la compulsione consumistica, il sesso, l’inquinamento.
  • L’analisi di Oursler si concentra su come tutto questo incida sulla fisicità dell’uomo e sulle relazioni sociali e interpersonali.


LE OPERE DEGLI ANNI 90 E GLI INEDITI PRESENTATI AL PAC – Negli anni Novanta, le sue istallazioni includevano sculture-screens (proiezioni su sculture): visi deformati che declamavano monologhi dai risvolti intimisti e in qualche modo deliranti venivano proiettati su volumi irregolari, ma anche su bambole, alberi o nuvole di vapore.

  • La serie intitolata Talking Heads si è poi evoluta nella serie Eyes (che sarà presentata al PAC in una versione appositamente realizzata e composta da dieci “occhi”), in cui invece l’artista proietta occhi su sfere sparse per lo spazio espositivo.
  • Questi occhi, nei quali si possono vedere pupille che si dilatano, il riflesso dell’iride, il battito delle palpebre, sembrano fissare lo spazio o osservare il visitatore. Questo scambio di sguardi inquietanti tra l’opera e il suo pubblico, il ridurre simbolicamente l’uomo a un occhio, è uno dei temi centrali dell’opera dell’artista americano.


LE INTERAZIONI CON LA MUSICA – Artista trasversale e poliedrico, Oursler ha sempre dimostrato l’interesse per la musica e le interazioni possibili attraverso il video: alcune importanti collaborazioni con musicisti di fama internazionale saranno presenti in mostra.


LE ESPLORAZIONI DELLO SPAZIO COSMICO

  • Al PAC sarà presentata anche una serie di installazioni ispirate all’esplorazione dello spazio cosmico in relazione all’immaginazione della cultura popolare (Cosmic Cloud e Purple Dust), ai disagi mentali rappresentati in chiave super–pop  (come Crunch e Sss).
  • Tra le grandi installazioni è prevista Lock 2,4,6 appositamente rielaborata dall’artista per il PAC.


ESPOSIZIONE ANCHE DELLE OPERE PIU’ RECENTI E L’INTERAZIONE CON IL PUBBLICO

  • Questi lavori saranno affiancati da altri recentissimi. Il primo è  un progetto che Oursler ha realizzato per l’Adobe Virtual Museum (The Valley, 2010). A
  • ttraverso alcune postazioni multimediali, il pubblico potrà interagire con la mostra digitale con cui l’artista ha inaugurato il museo virtuale di Adobe. Il secondo è la serie Peak (2010), microsculture costituite da proiezioni su assemblaggi di oggetti e materiali grezzi, quali vetri, metalli, argilla. Anche in questa recente serie l’artista sviluppa la sua esplorazione sui modi in cui la tecnologia incide sulla psiche umana.


TONY OURSLER. Open Obscura

  • 19 marzo – 12 giugno 2011
  • lunedì 14.30 – 19.30
  • martedì – domenica 09.30 – 19.30
  • giovedì 09.30 – 22.30
  • Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
  • Aperto 25 aprile, 1 maggio e 2 giugno


BIGLIETTI

  • € 7 Intero
  • € 5 ridotto studenti, over 65, disabili e convenzioni
  • € 4 ridotto speciale scuole
  • GRATUITO bambini fino a 5 anni


PREVENDITA

  • 02-54.27.55


INFORMAZIONI

  • PAC Padiglione d’Arte Contemporanea
  • Via Palestro 14 , Milano
  • 02-884 .46.359/ 46360


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di Redazione

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