Amore ti odio!

Una volta sistemati il chi, dove, quando e perché viaggiare, rimane lo scoglio più pernicioso: il come. Tradotto: come riuscire ad organizzare il  tanto desiderato viaggio senza incappare in orrendi contrattempi che, solo con un briciolo di attenzione in più, si sarebbero benissimo evitati?

 

 

La prima cosa da considerare è la pianificazione economica: anticipare il ritorno perché si è rimasti al verde, è assolutamente out per chiunque abbia superato il sedicesimo anno di età. Ergo, dovremo stabilire con grande precisione un budget e poi stamparcelo indelebile nella mente. Tra l’altro, metterci alla ricerca di una cabina telefonica per scongiurare un amico o un parente di farci un vaglia, non è un’esperienza che valga la pena di essere vissuta (soprattutto se siamo nel pieno della foresta amazzonica o tra gli igloo del Polo Nord).

 

Secondo: appena giunti a destinazione, evitiamo di sbandierare ai sette venti che siamo turisti. Perché provocare la sorte in modo così deliberato? Allora tanto varrebbe prendere un megafono e berciare “Voglio essere derubato! All’istante!”

 

Terzo: se siamo donne, non portiamoci dietro un tir con 18 valigie. Vedendoci arrivare solo con un austero bagaglio a mano, il  nostro Lui ci guarderà pieno di orgoglio, e noi avremo la scusa per fare shopping tutti i giorni.

 

Quarto, argomento delicato: i poco eleganti “contrattempi gastroenterici” provocati da un’eventuale cucina locale molto diversa dalla nostra e, magari non perfettamente igienica, sono sempre pronti ad abbattersi sul nostro intestino come un carrarmato su una zanzara. Soluzione: il livello di prudenza dovrà rimanere costante, e non focalizzarsi esclusivamente sulle grigliate di locuste o i tentacoli di alga guam.

 

Quinto: sono assolutamente da evitare le litigate in pubblico. Se nel nostro paese siamo abituati a frenarci per evitare umilianti figuracce, il bonus “tanto qui non ci tornerò mai più” unito all’aggravante “sono a ventimila chilometri da casa mia quindi nessuno mi conosce né mi capisce”, rappresenta una trappola letale, in grado di trasformare anche la più timida fanciulla in uno squalo affamato di sangue. E stiamo pur sicuri che, nel momento più selvaggio della scenata, qualcuno sbucherà dal nulla e tac! Grazie a internet, anche i nostri bis-cugini di ottavo grado ci vedranno mentre davanti alla Cattedrale di Siviglia azzannavamo il polpaccio del nostro fidanzato. E per i secoli dei secoli, le perfide megere saremo solo e soltanto noi!

 

Valentina Pirovano

 

 

 

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