Mostre sull’11 settembre Milano Palazzo Reale, 10 settembre 2 ottobre 2011, dettagli e informazioni

Sabato 10 settembre 2011, a Palazzo Reale hanno aperto al pubblico le mostre “11.9, il giorno che ha cambiato il mondo. Dieci anni dopo. Documenti e immagini” e “Antonio Paradiso. L’ultima cena globalizzata – Global Last Supper”, per mantenere vivo il ricordo di quella drammatica giornata che dieci anni fa ha sconvolto l’America e tutto il mondo.

 

IL REPORTAGE FOTOGRAFICO – “11.9, il giorno che ha cambiato il mondo. Dieci anni dopo. Documenti e immagini” è una toccante raccolta fotografica che ripercorre le fasi della tragedia attraverso le immagini di quanto è accaduto quel giorno a New York:

 

 

  • La mostra si apre con una sala dedicata all’esposizione delle prime pagine di tutti i quotidiani americani, che documentano lo schianto di due Boeing (rispettivamente della American Airlines e della United Airlines) contro la torre nord e la torre sud del World Trade Center di Manhattan;
  • A seguire una selezione di immagini dell’11 settembre 2001 e dei giorni immediatamente successivi, realizzate da grandi autori della Magnum Photos, quali:
  • Adam Wiseman;
  • Susan Meiselas;
  • Thomas Hoepker;
  • Evan Fairbanks;
  • Sean Adair;
  • Tom Sperduto;
  • Steve Mc Curry;
  • Shannon Stapleton;
  • Jeff Christensen;
  • Alex Webb;
  • Larry Towell;
  • Paul Fusco.
  • Una seconda sala, inoltre, è interamente dedicata agli scatti di James Nacthwey, fotografo di fama internazionale che, al momento dell’attentato, abitava a pochi metri dal World Trade Center e fu tra i primi a prendere la macchina fotografica. “Mentre preparavo il caffè – ricorda Nacthwey – ho sentito che il mio tetto veniva colpito da quello che sembrava un pezzo di acciaio. Ho guardato fuori dalla finestra, dalla quale avevo una chiara visuale del World Trade Center e ho visto del fumo nero alzarsi a ondate dalla torre sud. Mentre preparavo la macchina fotografica e la pellicola ho sentito un altro boato. Sono sceso e mi sono fatto largo fra la folla e ho cominciato a fotografare i feriti che venivano aiutati dai medici e paramedici o che assistevano sdraiati ai lati della strada”.
  • Ad accompagnare i visitatori le commuoventi testimonianze dei superstiti e di chi ha assistito impotente al tragico evento nel quale hanno perso la vita 2974 persone: “Ho sentito il rumore dei motori sempre più vicino. Mai visto un aereo volare in mezzo a Manhattan e ho pensato quello è un pazzo. Ho riconosciuto le due A dell’American Airlines, poi ho sentito un boato terrificante” (uno spazzino); “Sono riuscita a fuggire, cadevano schegge, pezzi di metallo e pioveva sangue. Cadeva qualcosa giù dalla finestra, sembravano fogli di giornale. Dopo ho saputo che erano corpi umani” (un’impiegata); “E’ stato tremendo come vedere una casa degli orrori. Io e mia moglie guardavano annichiliti dalla finestra, quando all’improvviso l’intera struttura ha tremato ed è sparita. La mia esistenza è cambiata profondamente” (John Updike, scrittore).

 

L’INSTALLAZIONE DI ANTONIO PARADISO – “Antonio Paradiso. L’ultima cena globalizzata – Global Last Supper” è il titolo della mostra ospitata nella corte interna di Palazzo Reale. La mostra è composta da due sezioni.

  • Un’installazione, “L’ultima cena globalizzata – Global Last Supper”, realizzata dalla scultore Antonio Paradiso con i resti delle Twin Towers crollate nello spaventoso attentato dell’11 settembre 2001. L’opera è costituita da venti tonnellate di lamiere contorte, sbarre e putrelle d’acciaio deformate dal calore e dall’impatto dei due Boeing contro il World Trade Center: “L’ultima cena globalizzata o contemporanea – spiega Paradiso – è lo tsunami economico mondiale tra economie emergenti in cerca di assestamento. Il Cristo della nuova ultima cena non è uno, ma sono 3.000 morti, che lanciano un monito, un avvertimento per l’intera umanità”;
  • La genesi dell’opera inizia nel 2009, quando la Port Authority di New York autorizza la cessione a titolo gratuito delle macerie del World Trade Center a fondazioni, città o artisti, selezionando una quarantina di proposte fra 9.000 richieste giunte da tutto il mondo;
  • Antonio Paradiso (Santeramo, 1936), unico scultore italiano a essere selezionato dal bando, ha scelto i resti uno per uno nell’hangar 17 del Kennedy Airport, dov’erano depositati: “Avevano la funzione di sorreggere la struttura – racconta l’artista – ma nell’hangar riposavano orizzontali, imitando le anime di chi con loro ha lasciato la vita”;
  • Una raccolta fotografica, che propone 70 fotografie che documentano la storia di questa esposizione, i viaggi dell’artista e i progetti della scultore.

 

DOVE:

  • Palazzo Reale
  • Piazza Duomo, 12
  • Milano

 

QUANDO:

  • 10 settembre – 2 ottobre 2011
  • Lunedì 14.30 – 19.30
  • Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, domenica 9.30 – 1930
  • Giovedì e sabato 9.30 – 22.30
  • Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

 

INGRESSO:

  • ingresso gratuito
  • Catalogo: 10 euro




 

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Francesco Tempesta

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