Eventi Biblioteca Braidense Milano, presentato elenco attività, dettagli

Volendo, la si può chiamare riscoperta. Volendo, si può guardarla per quello che è.

 

La Biblioteca Nazionale Braidense, uno di quei luoghi dove la cultura e la storia aleggiano in ogni libro, ogni scaffale, qualsiasi prezioso intarsio su cui possiamo mettere gli occhi. Istituzione che pulsa, viva e scalciante, all’interno del cuore di Brera, la cui attività è stata presentata dal direttore Andrea De Pasquale, da aprile 2011 alla guida dell’imponente biblioteca.

 

L’ottica è quella di chi ama queste stanze e gli strati di significati e informazioni che si muovono al loro interno. L’obiettivo, quello di valorizzare un patrimonio paradossalmente poco noto, puntando a una sorta di divulgazione di temi, contenuti, volumi e tesori nascosti. A questo scopo, il ciclo Braidense Segreta tiene a svolgere alcune pagine poco conosciute della sua – e nostra – storia.

 

Con un approccio affine a una sorta di didattica, e in collaborazione con gli Amici di Brera, le iniziative seguono l’iter di momenti, figure e oggetti particolarmente significativi per l’istituzione. L’inaugurazione è dedicata a Giambattista Bodoni, pioniere e tipografo d’eccezione. Amico di Parini, frequentatore di Brera e dell’architetto Antolini, il maestro si può annoverare senza timori nella modernità pura, quantomeno per intenti e visione.  Corretto ricordare inoltre che la Biblioteca Braidense ne ospita la seconda collezione al mondo dopo Parma.

 

L’incontro successivo è dedicato al rapporto tra Ugo Foscolo e le donne, tema che permette di ripercorre la memoria foscoliana a Milano, con tanto di ritratto originale e memorabilia a lui appartenuta. Ancora, prezioso l’appuntamento dedicato al mappamondo manoscritto risalente al 1829, capolavoro di modernità geografica e tentativo di mappatura del mondo, con quanto è implicito a livello di studi, radicalismi filosofici e ricerca di modelli, geometrie e leggi.

 

Non da meno l’esposizione “Nova ex antiquis” dedicata a un altro esponente di spicco della tipografia italiana moderna, vero fil rouge in grado di fungere da collegamento alla figura del Bodoni stesso: Raffaello Bertieri. Uomo dedito al rinnovamento del libro italiano, anche nel senso della grafiche con la sua modernità e la volontà di produrre libri perfetti e per tutti, il Bertieri ebbe occasione di scovare e incrociare le storie di Bruno Munari e Giò Ponti.

 

E ancora “Biblioteche di Principi e Re tra Milano e Monza”, poi la mostra dedicata a Manzoni del prossimo anno (e ricordiamo che la quasi totalità dell’archivio manzoniano è proprio qui, presso la Braidense) e molte altre iniziative previste.

 

Quello che stupisce, e allo stesso tempo testardamente appassiona, è la volontà e l’amore sincero che il direttore e i suoi colleghi dimostrano nel riportare alla visibilità del pubblico, e non solo di addetti, filologi o archivisti, un patrimonio che è semplicemente eccezionale. Un corpus di elementi, creatività, bellezza e informazioni che è appannaggio dell’intera umanità. A testimoniarlo, le storie infinite che ci vengono raccontate alla chiusura della presentazione stampa, storie che avremo modo di conoscere in diretta dando una possibilità alla cultura della nostra città. Ne vale davvero la pena.


Daniele Ferriero

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