Mostra Arte Povera Triennale Milano 25 ottobre 2011 – 29 gennaio 2012, l'arte di sorprendere con un'emozione

Da sx Davide Rampello, Presidente di Triennale Milano, e Radek Jelinek, AD di Mercedes-Benz MilanoNon è cosa da tutti i giorni poter confrontarsi in diretta con pagine significative del vissuto artistico italiano e collettivo. Lo è ancora di meno se, in un momento raro di autocoscienza e amor di patria, l’occasione viene data in contemporanea su tutto il territorio, coinvolgendo istituzioni, musei, curatori e pubblico.

 

Con la domanda sulle labbra, non possiamo che rispondere: Arte Povera 2011, la mostra evento a cura di Germano Celant. Il progetto ruota intorno al movimento omonimo nato nel 1967, così denominato dallo stesso Celant. Le sue stimmati sono, e furono, il ricorso a una concretezza ricercata e radicalizzata nella scelta dei materiali e nella formazione delle opere; la natura concettuale e a tratti performativa delle visioni degli artisti; il rifiuto dei mezzi espressivi convenzionali e dei luoghi associati; la spinta utopica alla ridefinizione dei valori.

 

L’operazione in sé coinvolge otto musei ed enti culturali, andando a costituire un evento unico nel panorama italiano. Un avvenimento in grado di trasfigurare la funzione meramente museale nel senso di un tessuto connettivo per l’arte italiana e per il pubblico affezionato. Il tutto peraltro disposto su una superficie totale di circa 15.000 metri quadrati, distribuita tra Milano, Torino, Bergamo, Bologna, Roma, Napoli e Bari.

 

Nel caso specifico di Milano è la Triennale ad aver l’onore di ospitare Arte Povera 1967-2011. La mostra prevede l’esposizione di oltre sessanta opere, in una testimonianza vitale del percorso artistico e cronologico intrapreso dal movimento.

 

Sviluppata su due piani, è inoltre equamente suddivisa tra l’esordio dei singoli artisti (fino al 1975 circa) e la controparte spettacolare, fluida e liquida che il movimento raggiunge dal ’75 ad oggi, dando atto di un dialogo e un incontro ancora in progressione.

 

Prescindendo dunque da etichette o categorie estetiche troppo vincolanti, viene qui riconosciuto a questi artisti la forza vitale e i propositi che ne animano le opere, lungi dal costituire un’istantanea morta nella storia. Piace dunque che il concetto venga ribadito in maniera sentita dal Presidente di Triennale Milano, Davide Rampello, durante la conferenza stampa, a marcare una volta in più un confronto vivo con l’arte e i suoi meccanismi.

 

Non diversamente, incanta ascoltare l’Amministratore Delegato di Mercedez-Benz Milano, Radek Jelinek, mentre ammette candidamente che proprio considerando la mancata associazione tra motori ed emozioni è splendido poter contribuire in qualche misura alla divulgazione d’arte e sentimento tramite la sponsorizzazione ad Arte Povera. A suggello il Mercedes-Benz Center di Milano (Via Gallarate, 450) ospita l’opera “Love Difference – Mar Mediterraneo 2003-2005” di Michelangelo Pistoletto, uno dei principali esponenti della corrente artistica.

 

Le occasioni, dunque non mancano, tutto sta alla disponibilità di astanti e spettatori nel guardare alla modernità con curiosità, desiderio e forse un pizzico di disincanto.


Arte Povera 1967 – 2011

  • Triennale di Milano
  • 25 ottobre 2011 – 29 gennaio 2012
  • Ingresso euro 8,00/6,50/5,50
  • martedì-domenica 10.30-20.30
  • giovedì e venerdì 10.30-23.00
  • info@triennale.org


AGGIORNAMENTO del 25 ottobre 2011 ore 18,30: Con l’apertura al pubblico della mostra Arte Povera 1967 – 2011, dal 25 ottobre 2011 e per tutto il 2012, è possibile visitare tutte le mostre della Triennale di Milano con un unico biglietto da 10 euro.

  • Accanto al tradizionale biglietto da 8 euro per ciascuna mostra, è possibile quindi visitare Arte Povera, O’Clock, e Triennale Design Museum – Le fabbriche dei sogni, con il biglietto unico al costo di 10 euro.
  • “Le famiglie sono in difficoltà; la crisi economica non è stata ancora superata e l’idea di pagare per tre o quattro persone può scoraggiare l’avvicinamento all’arte. In Triennale ci sono le mostre, il museo del design, c’è il Design Café, il bookstore. Vogliamo che la gente goda della cultura, dell’arte, del design, specie le famiglie.” afferma Davide Rampello, presidente della Triennale di Milano.
  • Il Biglietto unico è valido solo il giorno di emissione, presso la sede di viale Alemagna. Le mostre aperte sono:

 

  • Arte Povera 1967-2011
    fino al 29 gennaio 2012
  • O’Clock, time design, design time
    fino al 8 gennaio 2012
  • Triennale Design Museum, IV edizione, Le fabbriche dei sogni

fino al 26 febbraio 2012


Daniele Ferriero

 

1 COMMENTO

  1. Una domanda a proposito della mostra
    Arte Povera 1967-2011 alla Triennale di Milano

    Posto che uno dei tratti maggiormente connotanti l’arte contemporanea è che essa è figlia ed espressione del proprio tempo e che in particolare questo assunto vale per l’Arte Povera legata indissolubilmente ad un periodo storico, tra la fine degli anni ’60 e gli inizi degli anni ’70, del tutto peculiare se non unico, è criticamente e storicamente corretto definire appartenenti all’Arte Povera, opere, ho detto opere quindi non parlo di autori o influenze, concepite e realizzate negli anni ’80, ’90 o addirittura fino al 2010, in un contesto storico, quindi culturale ed artistico, totalmente altro?
    Dato che lo stesso Celant, agli inizi degli anni ’70, ha decretato la fine del movimento e giustamente nel manifesto del 1967 poneva il problema dell’artista “costretto a produrre un unico oggetto che soddisfi fino all’assuefazione il mercato”, non crede che presentare come opere di Arte Povera lavori, pur degnissimi, ma prodotti con 30 o 40 anni di ritardo non sia come se presentassimo come opere dada o come opere surrealiste o impressioniste o futuriste lavori creati decenni dopo la fine di questi movimenti?
    (su youtube il video “torte alla triennale)
    alberto esse
    Piacenza

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