Armando Testa… si mostra!

Armando_TestaIn occasione della settimana del Salone del Mobile, è stata  inaugurata al Pac-Padiglione d’Arte Contemporanea, la mostra Armando Testa – Il design delle idee. L’esposizione riporta alla ribalta il lavoro di un artista poliedrico e presenta un aspetto della vita di Armando Testa che ha influenzato tutta la sua carriera: l’attività di designer.

 

 

“Una gran testa, quella di Armando. Una ragione che si è posta al servizio dell’immaginazione. Dove la fantasia è magia, la creatività fede – spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory – Proponiamo una mostra che si concentra sul ‘design delle idee’ ed esplora l’articolata attività del maestro. La vivace creatività di Armando Testa si è tradotta, infatti, in più campi artistici, sociali e culturali. Il suo linguaggio, che si è avvalso in particolare delle metafore e delle figure retoriche, è stato ironicamente e intelligentemente piegato a descrivere, narrare, interpretare la realtà, a partire dai vizi e dalle virtù degli italiani”.

 

L’iniziativa arricchisce una serie di importanti antologiche del maestro: le retrospettive presentate al Museo del Castello di Rivoli e a Castel Sant’Elmo a Napoli nel 2001; la mostra presso l’Istituto Italiano di Cultura di Londra nel 2004. Armando Testa è nuovamente protagonista al PAC, dopo la personale che gli era stata dedicata nel 1984, ormai già universalmente riconosciuto come grande creativo e padre della pubblicità italiana.

La retrospettiva del PAC, curata da Gemma De Angelis Testa e da Giorgio Verzotti,  intende lasciar emergere alcuni aspetti meno considerati della sua creatività, dando spazio alle sue realizzazioni come progettista di oggetti, connotati dall’ironia e dalla fantasia che caratterizzano ugualmente la sua attività nell’ambito pubblicitario.

 

L’interesse di Testa per l’arte visiva, l’architettura e il design condiziona sin dalle origini la sua attività: il primo importante manifesto ICI, datato 1937, si rifà esplicitamente all’astrazione geometrica.

 

La scelta delle opere presentate, permette ai visitatori di verificare la “persistenza” della tensione verso la resa plastica del segno, cogliendo insieme l’evoluzione del linguaggio dell’artista: le sfere di Punt e Mes realizzate come bassorilievo, i personaggi conici di Carmencita e Caballero che hanno iniziato il cinquantennale connubio fra Armando Testa e Gavazza, qui diventano sculture accanto a diversi altri oggetti inediti, fino a giungere alle croci del 1990, vera reinvenzione del simbolo religioso.

Un altro aspetto poco noto è quello del disegno: Testa è stato un assiduo disegnatore, questa pratica accompagnava quasi interamente il suo tempo di lavoro, fino a consentirgli di realizzare una mole amplissima di piccole carte, che potremmo definire “appunti” in vista di realizzazioni maggiori. Una selezione molto stringata di disegni inediti a pastello o di acquerelli sarà parte integrante del percorso espositivo al PAC.

In mostra verrà proiettato il cortometraggio che Pappi Corsicato ha recentemente dedicato ad Armando Testa dal titolo ‘Povero ma moderno’, presentato con successo e premiato alla Mostra Cinematografica di Venezia 2009.

 

Di Redazione