Mostra Urluck Milano 22 – 30 novembre 2011 Spazio Concept: ingresso gratuito, orari, info

Dal 22 al 30 novembre lo Spazio Concept di Milano ospiterà una seconda versione aggiornata e riveduta di Contenitore Arti-stico, un progetto di Urluck che ruota attorno al concetto dell’immisurabilità dell’arte.

 

CHI SONO GLI URLUCK – Per chi ancora non li conoscesse, gli Urluck:

– Sono un gruppo di artisti milanesi, ideatori del progetto Contenitore Arti-stico realizzato per la prima volta nel settembre 2009 presso la Sala Pergolesi (in passato biblioteca delle Ferrovie dello Stato e sede dei movimenti sindacalisti) della Stazione Centrale di Milano;

– Nella notte del 14 febbraio 2011 hanno “impreziosito” il dito medio di Maurizio Cattelan (la famosa scultura L.O.V.E. collocata in piazza Affari, ndr) con l’anello L.O.G.O. 5/7, che contiene l’unità di misura degli artisti. La performance si è rivelata un vero e proprio evento mediatico (il video dell’impresa era disponibile su 5.000 siti Internet, ndr), costituendo il sigillo di un progetto che ha come credo la creazione di un’arte fatta di paradossi e messaggi sociologici senza limiti di forme, linguaggi e provocazioni intellettuali.

 

CHE COS’E’ IL CONTENITORE ARTI-STICO –

  • Il Contenitore Arti-stico è un’installazione permanente o temporanea, che può di volta in volta essere declinata e adattata agli spazi con i quali l’arte si trova ad interagire;
  • Il progetto ruota attorno al concetto d’immisurabilità dell’arte, che, in quanto entità astratta e assoluta, non è assoggettabile alle ragioni del mercato.

 

IL FILONE DEI DITONI

  • Entrando nel cortile dello stabile di via Forcella, i visitatori si troveranno di fronte a un dito  medio marmoreo d’ispirazione cattelaniana sul quale campeggia l’anello L.O.G.O. 5/7;
  • Al centro del Contenitore Arti-stico un altro ditone, questa volta di colore nero, e l’immancabile anello contenente il logo del gruppo metropolitano;
  • In ricordo della performance di San Valentino, i partecipanti potranno, inoltre, vedere dal vivo la scala utilizzata e un filmato che racconta l’impresa compiuta.

 

LE QUADRIOGRAFIE –

  • Per misurare e contenere l’arte occorrono nuove misure uniche e soggettive, che diventino punto di contatto fra soggettività interpretativa e dato oggettivo della realtà;
  • Partendo dal presupposto che l’arte non possa essere inscritta in parametri quantitativi e oggettivamente validi per tutti, gli Urluck hanno, quindi, ideato 8 nuove unità di misura estetiche, costituite da scansioni radiografiche che immortalano i loro arti (da qui il gioco di parole Contenitore Arti-stico);
  • Le Quadriografie (neologismo frutto della commistione fra le parole quadro e radiografia), esposte nella sala adiacente all’ingresso principale, sono il documento scientifico che permette di misurare l’arte utilizzando gli arti degli Urluck. Si tratta di radiografie stampate su plexiglass opalino e retroilluminate al neon;
  • I soggetti sono i più vari e diversificati, a partire dalla ripresa e reinterpretazione di icone famose e note al grande pubblico, come Abbey Road, la celebre copertina dell’album dei Beatles, diventata qui Finger Road, fino alla rivisitazione in chiave pseudo-gotica dei Girasoli di Van Gogh;
  • Opera centrale delle Quadriografie è, però, il Monolito, un grande totem in plexiglass nero, retroillimunato al neon, contenente le radiografie originali che hanno ispirato il progetto Urluck del Contenitore Arti-stico e le Sizes.

 

LE SIZES –

  • Le Sizes, figlie estetiche delle Quadriografie, sono opere grafico-materiche realizzate con bitume su tela rinforzata, colore e nastro adesivo, plastiche e corde;
  • Tali creazioni artistiche si fanno carico di portare il messaggio intellettuale degli Urluck al di fuori del Contenitore Arti-stico in quanto perpetuano l’astrattismo numerico e bi-cromatico dell’installazione permanente;
  • Le sequenze numeriche arbitrariamente contenute all’interno dei lavori hanno una valenza simbolica ed esoterica che si palesa nella loro capacità di riempire il Contenitore Arti-stico. Le interazioni fra i numeri trascendono il mero calcolo quantitativo e si determinano anche grazie all’equilibrio dei due colori prevalenti: il bianco e il nero, che incarnano gli estremi della filosofia orientale;
  • Nella serie delle Sizes si circoscrivono anche i RULER, 4 righelli di 2.40 metri realizzati con tutte le 8 unità di misura creative ed estetiche caratterizzanti il progetto Urluck.

 

LE MARGHERITE –

  • Opera inedita della mostra è l’ensemble di margherite “M’ama Non Ama”, che su ciascun petalo bianco ripropone 100 aforismi di matrice urluchiana, in un continuo scambio di riflessioni e di provocazioni intellettuali;
  • Al centro dell’opera, in una corolla circolare di plexiglass è, invece, impresso il Manifesto degli Urluck, da cui discende la filosofia degli artisti;
  • In contemporanea allo svolgimento della mostra i visitatori saranno poi allietati da un video, che rievoca la storia del movimento milanese. In una successione di frame e di flashmob, si scorgono i visi dipinti in nero degli artisti che fanno affiorare il numero 1 bianco, simbolo della prima unità di misura estetica, finché un fenomeno di morphing (è un effetto digitale che consiste nella graduale trasformazione di due immagini, ndr) li rende un volto unico e indistinto.

 

REPERTI ARCHEOLOGICI –

  • Infine, contro la storicizzazione dell’arte, gli Urluck lanciano un’innovativa quanto geniale provocazione: i reperti archeologici;
  • Secondo la filosofia urluchiana, “il reperto archeologico antico testimonia qualcosa di lontano nel tempo che è stato e non più”. Al contrario il reperto antropologico contemporaneo è figlio del presente ma parla del passato, senza spogliarsi della sua valenza arcaica ed archeologica: è un manufatto che s’impossessa del valore estetico e dell’attenzione culturale, dando vita a un fittizio processo di auto-storicizzazione;
  • I reperti archeologici diventa, dunque, il disegno storiografico, la mappa antropica sulla quale viene rintracciata l’origine grafica del codice iconografico urlucchiano e lo sviluppo storico del loro pensiero artistico;
  • L’anno zero dei reperti archeologici trova la sua massima espressione nell’opera madre Contenitore Artipometrico, il Monolito Urlucchiano.

 

PROGETTO URLUCK. CONTENITORE ARTI-STICO

  • Associazione Culturale Spazio Concept
  • Via Forcella, 7 (M2 Porta Genova)
  • 20144 Milano
  • Tel. 02.89.77.88.71

 

ORARI –

  • 22 – 30 novembre 2011 h. 17.00 – 20.00

 

INGRESSO

  • Gratuito

 

Francesco Tempesta

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here