Prevenzione cardiovascolare femminile, studio sui risultati relativi agli esami eseguiti con tele-ecg nelle farmacie

Nel contesto del IX Congresso Nazionale della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (SIPREC), tenutosi a Genova dal 31 Marzo al 2 Aprile 2011, è stato presentato uno studio realizzato da un team multidisciplinare in cui hanno collaborato ricercatori dell’Università Vita-Salute, clinici dell’Unità Operativa di Prevenzione e Riabilitazione Cardiovascolare ed esperti di Telbios, Centro Servizi di Telemedicina, dell’Istituto Scientifico Universitario San Raffaele di Milano.

 

LE FARMACIE DOTATE CON TELBIOS – Lo studio ha coinvolto 529 persone che nel periodo tra settembre 2009 e settembre 2010 si erano recate in una delle 24 farmacie sparse sul territorio nazionale collegate con Telbios, per effettuare un elettrocardiogramma: il tracciato di ciascuno è stato simultaneamente trasmesso al Centro Servizi di Telemedicina, attivo 24 ore su 24, dove un operatore specializzato riceve il tracciato e ne verifica la qualità tecnica e passa la chiamata al medico disponibile per l’immediata refertazione.

 

I DATI CLINICI RACCOLTI

  • Dopo aver visualizzato il tracciato lo specialista parla con il “paziente” e raccoglie, tramite un apposito questionario elettronico, tutti i dati utili a ricostruirne la storia clinica, i fattori di rischio cardiovascolare e gli eventuali sintomi, in modo da contestualizzare clinicamente il risultato dell’esame.
  • Infine il medico comunica il referto al paziente e segnala l’opportunità di riferire i risultati dell’esame al proprio medico di medicina generale.

 

GLI ESITI: SOPRESA PER LE DONNE–

  • L’88,8% dei soggetti che si sono recati in farmacia per eseguire un ECG non riportava sintomi di alcun tipo, il restante 11,2% lamentava palpitazioni, dolore al petto, dispnea.
  • Il dato inatteso è, invece, il riscontro tra le persone asintomatiche che hanno usufruito del servizio di telemedicina: una percentuale inaspettatamente alta di donne, ampiamente superiore a quella degli uomini.
  • Questa osservazione è in controtendenza al noto minore accesso delle donne ai controlli cardiologici, un’occorrenza per la quale sono da anni mobilitate le Società Scientifiche Cardiologiche.

 

IL COMMENTO DEL DR. DOMENICO CIANFLONE, PRIMARIO DELLA U.O PREVENZIONE E RIABILITAZIONE CARDIOVASCOLARE IRCCS SAN RAFFAELE – “La minore attenzione alla diagnosi e cura delle malattie cardiovascolari nelle donne è un fenomeno noto – il “Gender Gap” – per il quale sono da anni mobilitate le Società Scientifiche Cardiologiche. Queste ultime sono impegnate in campagne di sensibilizzazione e dibattiti verso i colleghi cardiologi e il pubblico in generale, per identificare i molteplici fattori limitanti. Può darsi che la disponibilità di nuove modalità di erogazione di servizi medici possa contribuire a ridurre questa disparità. Stiamo implementando iniziative con innovativi strumenti di controllo e monitoraggio per ottimizzare le risorse disponibili e per personalizzare, nel tempo, strategie di prevenzione e percorsi di cura.”

 

COMMENTO DEL DR. RENATO BOTTI, AD DI TELBIOS – “Questo studio fornisce un’idea delle potenzialità della telemedicina e dello sviluppo integrato specialisti-MMG-farmacia dei servizi. Stiamo lavorando a un allargamento su larga scala di questa metodica e, con il supporto di associazioni di categoria e gruppi professionali e di nuove tecnologie, anche a nuovi modelli di assistenza.”

 

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Di Redazione

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