Defibrillatori sulle ambulanze della Lombardia, consegnati 60 apparecchi salvavita alle Centrali Operative del 118

La morte cardiaca improvvisa è una delle cause principali di mortalità. Ogni anno un abitante su 1.000 viene colpito da arresto cardiaco. In Italia è causa di morte per circa 60.000 abitanti/anno.

 

Il 95% dei pazienti colpiti da arresto cardiaco improvviso non sopravvive. Il defibrillatore rappresenta lo strumento più adatto ed efficace per un pronto intervento, tanto che le nuove disposizioni di legge consentono l’uso di tali apparecchiature in ambienti non medici.

 

Il defibrillatore semi-automatico esterno (DAE) rappresenta l’unico strumento in grado di salvare la vita di una persona colpita da arresto cardiaco. Le probabilità di intervenire con successo sono legate all’immediata disponibilità dell’apparecchio (è fondamentale intervenire entro 6-7 minuti dall’arresto cardiaco) e di una persona che sappia usarlo correttamente.

 

Attraverso l’applicazione di elettrodi adesivi sul paziente, l’apparecchio analizza il ritmo cardiaco e suggerisce se attivare o meno la scarica. Se il ritmo analizzato è defibrillabile, il DAE impartisce lo shock elettrico, con la possibilità di far “ripartire” il cuore fermo a causa della fibrillazione ventricolare. I defibrillatori di ultima generazione sono tecnologicamente all’avanguardia, e in grado di riconoscere la patologia senza possibilità d’errore. Un breve e semplice corso consente a chiunque di utilizzarlo.

 

Ora, grazie ai fondi raccolti dal progetto “100 Defibrillatori per la Lombardia” promosso dall’associazione Comocuore con la vendita delle noci presso la quasi totalità degli sportelli bancari di Intesa San Paolo della regione Lombardia, nel giro di pochi mesi è stato raggiunto il budget prefissato di 100 mila euro nell’ambito del più ampio progetto “Atuttocuore”. Pertanto, l’11 maggio gli apparecchi sono stati consegnati alle Centrali Operative delle province lombarde nel corso di una cerimonia che si è tenuta a Como presso la sede della Banca.

 

L’ultimo tassello dell’ ambizioso progetto è stato l’accordo preso con “AREU”, l’Azienda Regionale Emergenza Urgenza. Grazie a questa intesa i defibrillatori andranno a colmare una lacuna esistente: saranno infatti installati su quelle ambulanze che, allo stato, sono ancora sprovviste di queste preziose apparecchiature determinanti per salvare le persone colpite da infarto cardiaco.

 

I defibrillatori saranno consegnati alle Centrali Operative 118 sulla base delle necessità segnalate. Il progetto è stato realizzato con la collaborazione di Laerdal e Noberasco.

 

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Di Redazione

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