Effetti del dormire bene contro i deficit da apnea ostruttiva: “un buon sonno rigenera il cervello” dice il primario del Centro di Medicina del Sonno del San Raffaele di Milano, dettagli e contatti

I ricercatori del San Raffaele di Milano hanno compreso cosa accade nel cervello di soggetti che soffrono risvegli improvvisi causati di apnee ostruttive nel sonno (OSA – Obstructive sleep apnea) e come curare i deficit cognitivi derivanti da tale patologia. I risultati dello studio, infatti, pubblicati sulla rivista American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine, contribuiscono a capire quali sono le strutture del cervello che soffrono nell’OSA e sottolineano l’impatto positivo di un trattamento come la ventilazione a pressione positiva d’aria per via nasale (CPAP).

 

CHI SOFFRE DEI RISVEGLI DA APNEA OSTRUTTIVA – Nel mondo soffre di apnee ostruttive del sonno il 2% della popolazione generale femminile ed il 4% di quella maschile.

  • Il fattore fondamentale nello sviluppo dell’OSA è la stenosi delle vie aeree superiori durante il sonno, in particolare a livello orofaringeo;
  • il soprappeso, una franca obesità o una mandibola iposviluppata costituiscono i principali fattori di rischio per l’OSA.

 

I DEFICIT PROVOCATI DALLA PATOLOGIA – Recentemente il Centro di Medicina del Sonno del San Raffaele in collaborazione con il Centro di Neuroscienze Cognitive e il CERMAC (Centro di eccellenza in Risonanza Magnetica ad Alto Campo) dell’Università Vita-Salute San Raffaele, ha condotto degli studi nei quali si è evidenziato che nei pazienti che soffrono di apnee notturne sono presenti:

  • deficit neuro – cognitivi soprattutto a carico delle funzioni esecutive e della memoria a breve e a lungo-termine;
  • modificazioni della struttura della sostanza grigia cerebrale.

 

LO STUDIO CONDOTTO SU 32 PAZIENTI – Sono stati studiati 17 pazienti con OSA grave e 15 individui sani di pari età e scolarità.

  • Tutti i soggetti sono stati valutati con una estesa batteria neuropsicologica e con risonanza magnetica funzionale.
  • I pazienti sono stati quindi trattati con una terapia specifica, la CPAP.

 

I BENEFICI DI UNA TERAPIA SPECIFICA BASATA SULLA QUALITA’ DEL SONNO – Dopo tre mesi di CPAP, le prestazioni cognitive si sono normalizzate e la sostanza grigia a livello dell’ippocampo e delle regioni frontali è ri-aumentata di volume.

  • I ricercatori stanno continuando lo studio per rispondere a un ulteriore quesito: la CPAP fa “ricrescere” la corteccia cerebrale perché migliora il sonno (non ci sono più risvegli legati alle apnee) o perché migliora l’ossigenazione del cervello stesso? Cosa succede inoltre con un trattamento a lungo termine?

 

IL COMMENTO DEL PRIMARIO DEL CENTRO DI MEDICINA DEL SONNO DEL SAN RAFFAELE – Afferma il Prof. Luigi Ferini Strambi, primario del Centro di Medicina del Sonno, Ospedale San Raffaele Turro di Milano e coordinatore dello studio: “I risultati di questa ricerca non solo evidenziano che il problema dell’OSA va oltre la sonnolenza diurna, ma sottolineano anche l’importanza di un trattamento specifico del disturbo per normalizzare i deficit cognitivi di cui spesso il paziente non è consapevole. Inoltre la terapia che garantisce una maggiore continuità del sonno e un miglior livello di concentrazione di ossigeno nel sangue, sembra modificare positivamente anche la struttura della sostanza grigia cerebrale”.

 

INFORMAZIONI – Per ulteriori informazioni telefono 02-26.43.44.65/44.66

 

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Di Redazione

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