Nuova tecnica sostituzione aorta con operazione mininvasiva Pavia ospedale San Matteo, ecco i medici che hanno eseguito l’intervento, tutti i grandissimi vantaggi della nuova metodologia, recapiti, info e contatti

Morte improvvisa, infarto, ictus, cancrena alle gambe, amputazione. Sono solo alcuni degli effetti dell’arteriosclerosi, tra le malattie più diffuse nel nostro Paese e, secondo l’Istat, negli ultimi 10 anni è stata la causa di morte nel 43% dei decessi registrati. In particolare, l’aneurisma dell’aorta è imputato nel 28,1% delle malattie delle arterie. Il San Matteo di Pavia, centro di riferimento nazionale per la chirurgia dell’aorta, dove vengono operati circa 200 aneurismi all’anno con tecniche diverse, in pazienti over 50, ha potuto ‘importare’ e far propria la nuova metodica.

 

I VANTAGGI DELLA NUOVA TIPOLOGIA DI OPERAZIONE PER SOSTITUIRE L’AORTA

Ecco alcuni dei vantaggi dell’intervento di sostituzione dell’aorta con tecnica mininvasiva, un’operazione eseguita il 2 marzo scorso al Policlinico San Matteo di Pavia “per la prima volta in Europa e nel mondo occidentale”:

  • Cinque piccole incisioni di 3 centimetri al posto di un taglio che attraversa torace e addome;
  • 7 giorni di ricovero invece di 30;
  • la possibilità di operare anche i malati più anziani;
  • una spesa 3 volte inferiore per il Servizio sanitario nazionale.

 

I PROFESSORI CHE HANNO ESEGUITO L’INTERVENTO – L’intervento è stato coordinato da:

  • il direttore della Chirurgia vascolare del San Matteo Attilio Odero,
  • il chirurgo vascolare Stefano Pirrelli;
  • Pietro Quaretti dell’Unità operativa di radiologia interventistica;
  • La metodica utilizzata a Pavia è stata messa a punto da Armando Lobato, un chirurgo dell’università di San Paolo del Brasile.

 

IL PAZIENTE, INOPERABILE CON LA CHIRURGIA TRADIZIONALE

  • Il paziente, D.P., 76 anni, giudicato inoperabile con la chirurgia tradizionale – spiegano dall’ospedale – è arrivato in elicottero da Udine in codice rosso: sospetto di rottura imminente dell’aorta a rischio morte.
  • L’intervento è durato 6 ore, in anestesia totale: in media, con la tecnica tradizionale l’operazione dura il doppio, circa 12 ore.
  • già dopo una settimana il paziente è tornato a casa.

 

GLI ULTERIORI VANTAGGI PER I PAZIENTI, MENO RISCHI DI PARALISI, NIENTE RIANIMAZIONE O TRASFUZIONI E ALTRO

  • “Oggi anche noi possiamo curare l’arteriosclerosi e garantire ai pazienti meno sofferenze – sottolinea Pirrelli – un trauma chirurgico limitato, niente rianimazione, zero trasfusioni di sangue, una ripresa rapida già a partire dal giorno successivo e un’alimentazione normale”.
  • “Questa tecnica diminuisce sensibilmente il rischio paralisi – conclude Odero. – La rapidità di esecuzione e il mantenimento del flusso sanguigno aperto, infatti, riducono i danni midollari causa della paralisi”.

 

INFORMAZIONI E CONTATTI

 

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di Redazione

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