Consigli per la raccolta dei funghi: sicurezza, equipaggiamento, normativa, sportelli per il controllo gratuito

A settembre si apre tradizionalmente la stagione fungina e, come ogni anno, puntualmente si registrano numerosi casi di avvelenamento. Non tutti i funghi sono commestibili: esistono, infatti, alcune varietà altamente velenose, che possono provocare intossicazioni (a breve o a lunga incubazione) e nella peggiore dei casi anche la morte. Quando si raccolgono o si acquistano funghi, è quindi fondamentale prestare non solo la massima attenzione ma,  in caso di sintomi, rivolgersi immediatamente ai Centri Antiveleni. Inoltre, in particolare nei casi di gite “fai da te”, per fugare ogni dubbio si esorta a far controllare il proprio raccolto agli sportelli micologici della Asl, riguardo ai quali si forniranno di seguito tutte le informazioni.

 

ANDARE PER FUNGHI, LA LEGGE REGIONALE – Quando si va in cerca di funghi è necessario seguire alcune semplici regole, che riguardano sia l’equipaggiamento sia il comportamento del cercatore, elementi fondamentali per garantire il rispetto dell’ambiente e la propria sicurezza. Innanzitutto bisogna informarsi sulle Leggi che a livello regionale disciplinano la raccolta dei funghi, definendone le modalità, le limitazioni e le relative sanzioni. Secondo quanto prevede la legge regionale n. 31 del 2008, in Lombardia:

  • la raccolta è consentita dall’alba al tramonto in maniera esclusivamente manuale, senza cioè l’impiego di attrezzi, rastrelli, vanghe, zappe o uncini che possano danneggiare lo strato erboso e il terriccio;
  • non è possibile raccogliere più di 3 Kg. di funghi pro capite;
  • è obbligatoria la pulizia sommaria dei funghi sul luogo di raccolta.

 

EQUIPAGGIAMENTO – Per quanto riguarda l’equipaggiamento, il cercatore di funghi deve:

 

  • indossare:


1.      Scarponi da montagna per evitare di scivolare;

2.      Pantaloni lunghi e calzettoni di lana per proteggere le gambe da

spine e morsi di serpente;

3.      Giacche a vento e camicie con colori vivaci in modo tale da essere

visti anche da lontano.

 

  • Trasportare i funghi all’interno di:


1.       contenitori rigidi aerati (come i classici cestini di vimini), che

favoriscono la dispersione delle spore durante il trasporto. L’utilizzo

dei sacchetti di plastica è, invece, vietato dalla legge perché rende

meno probabile la crescita di nuovi funghi e, di fatto, impoverisce

l’ecosistema.

 

  • Munirsi di:


1.      Patente o tessera. In alcuni Comuni della Regione per raccogliere i

funghi è necessario fare domanda per il rilascio di un tesserino, a

pagamento e di durata variabile (stagionale, settimanale o

giornaliera).

2.      Coltellino. Serve per evitare di lasciare nel terreno delle parti di fungo

che, soprattutto in caso di avvelenamento, potrebbero rivelarsi

determinanti per l’individuazione della specie;

3.      Pennello. Consente di rimuovere i residui di terra e fogliame;

4.      Bastone. Serve per allentare bisce o serpenti e poter raccogliere in

tutta sicurezza i funghi individuati.


COME ESEGUIRE UNA RACCOLTA IN SICUREZZA – Andare alla ricerca di funghi rappresenta per molti un piacevole hobby che permette il mantenimento della forma fisica, un contatto più diretto con la natura e la possibilità di gustare questi speciali frutti del bosco. Ecco alcuni consigli da seguire per una raccolta più sicura e rispettosa dell’ambiente:

  • Raccogliere funghi sani e non in cattivo stato (ammuffiti, larvati, fradici o comunque alterati), scartando gli esemplari troppo vecchi;
  • Non calpestare, distruggere o prendere a bastonate i funghi “matti” o che comunque non suscitano interesse;
  • Non raccogliere funghi cresciuti in aree sospette e/o ad alto inquinamento (ad esempio vicino a discariche di rifiuti, cumuli di macerie, sponde di corsi d’acqua inquinata, nei pressi di strade a intenso traffico veicolare, stabilimenti industriali, ecc.);
  • Non regalare funghi se la loro commestibilità è incerta;
  • Non mescolare nello stesso cestino funghi commestibili con altri di commestibilità dubbia ignota (mescolandosi potrebbero dar vita a un’intossicazione).


CONSIGLI PER UN CONSUMO SICURO – Una volta trovati e raccolti i funghi, è necessario seguire alcuni piccoli accorgimenti per prevenire e limitare i casi di intossicazione:

  • Salvo particolari eccezioni (come il comune “chiodino”), la cottura, l’essiccamento o altri trattamenti non servono a rendere commestibili i funghi mortali o velenosi;
  • I luoghi comuni (prove d’aglio, monete o cucchiai d’argento, prezzemolo, ecc.) non hanno alcuna validità scientifica per attestare la presunta velenosità di un fungo;
  • Tutti gli esemplari commestibili vanno consumati ben cotti (quelli crudi sono scarsamente digeribili, se non addirittura velenosi);
  • I funghi sono di difficile digeribilità, per questo anche le persone adulte e sane devono mangiarne in quantità moderata;
  • Evitare di far consumare funghi a:


1.      Bambini;

2.      Donne in gravidanza o allattamento;

3.      Anziani;

4.      Persone che presentano intolleranza a particolare alimenti o farmaci;

5.      Persone affette da particolari patologie (gastriche, epatiche, pancreatiche).

 

COME ACQUISTARE I FUNGHI SENZA RISCHI – Anche per i più “pigri”, che preferiscono acquistare i funghi direttamente nei mercati e supermercati di fiducia, anziché recandosi nei boschi, ci sono alcuni preziosi consigli da seguire:


  • Non acquistare mai funghi proposti da venditori ambulanti, improvvisati e non autorizzati;
  • Negli esercizi di vendita, verificare che la cassetta o il contenitore sia munito del cartellino di avvenuto controllo rilasciato dagli Ispettori Micologici dell’ASL e recante il nome scientifico della specie;
  • In caso contrario, non acquistare il prodotto e segnalarlo agli organi preposti al controllo degli alimenti (Tecnici della prevenzione delle ASL, NAS, ecc.).


COSA FARE IN CASO DI INTOSSICAZIONE – In Italia si registrano ogni anno circa 40.000 casi di intossicazione e almeno una decina di decessi legati all’assunzione di questo alimento. In particolare, se dopo aver consumato funghi dovessero insorgere disturbi, si consiglia di:

  • Non tentare terapie autonome, ma recarsi immediatamente negli appositi Centri Antiveleni, presenti in tutta Italia e specializzati nel trattamento delle diverse tipologie di avvelenamento;
  • Una volta giunti nel Centro Antiveleni, è necessario fornire le seguenti informazioni:


1.      Quantità e tipologia (se la si conosce) del fungo ingerito;

2.      Tempo trascorso dall’ingestione;

3.      Età del soggetto;

4.      Sintomi;

5.      Presenza o meno di vomito;

6.      Altri cibi o bevande assunte.


Portare con sé gli avanzi del pasto e di tutti i funghi rimasti disponibili (compresi quelli gettati nella pattumiera) per facilitare il riconoscimento della specie consumata.


SERVIZI E INFORMAZIONI PER I CITTADINI – Anche per la stagione fungina 2011 è attivo presso l’Ispettorato Micologico e l’Ortomercato di Milano il servizio gratuito di visita dei funghi freschi raccolti dai privati cittadini.  Al termine del controllo verrà rilasciato un certificato ufficiale che ne attesta la commestibilità e fornisce le corrette indicazioni per il consumo.


INDIRIZZI UTILI – Tutti i cittadini potranno rivolgersi a:

–  ISPETTORATO MICOLOGICO di Milano:

  • Via Statuto, 5 (piano terra);
  • Tel. 02-857897648;
  • Orari di apertura: dal 22/08 al 29/11, lunedì e martedì 9.00-12.00.


–  ORTOMERCATO di Milano:

  • Via Varsavia (porta 4);
  • Orari di apertura: dal 3/10 al 31/10, lunedì 9.00-12.00.


CENTRO ANTIVELENI di Milano:

  • Ospedale Riguarda Ca’ Granda;
  • Piazza Ospedale Maggiore, 3;
  • Tel. 02-66101029.


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Francesco Tempesta

3 COMMENTI

  1. Ho letto con immenso piacere questo articolo e trovo che sia efficace e molto utile per tutti coloro che come me adorano andar in cerca di funghi. E’ appagante trovare pezzi precisi e rigorosi che indicano in modo dettegliato cosa è bene fare e non … Se mi permettete, vorrei fare i miei più sentiti complimenti al giornalista che si occupa di tematiche varie e doriginali come questa. Ho avuto modo di leggere, sempre scritto da lui, l’articolo sulla pubblicità subliminale, e trovo che sia sempre capace di suscitare un forte interesse e un appagante coinvolgimento in quanto scrive.

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