Parto cesareo, i bimbi sono più soggetti alle allergie

Il diverso modo in cui un bambino viene al mondo sembra determinare una diversa qualità e quantità dei batteri che colonizzano l’intestino del neonato.

 

È a partire da queste considerazioni scientifiche che, con la supervisione del docente di Biologia dei microrganismi Lorenzo Morelli, l’istituto di Microbiologia della facoltà di Agraria della sede piacentina dell’Università Cattolica e l’azienda Advanced Analytical Technologies Srl (Aat), in stretta collaborazione con la Uoc di Pediatria e Neonatologia dell’Ospedale “Guglielmo da Saliceto” di Piacenza, hanno condotto uno studio su 46 neonati, metà nati da parto con taglio cesareo e metà con parto naturale.

 

Dallo studio è emerso che i nati da parto con taglio cesareo presentano una microflora intestinale che rimane instabile più a lungo, profondamente alterata, per parecchie settimane, rispetto ai nati per via naturale.

 

Una situazione che potrebbe creare una condizione svantaggiosa nei confronti di patologie immuno-allergiche e, da lavori più recenti, sembrerebbe correlata anche a maggiore prevalenza di sovrappeso.

 

La ricerca, pubblicata sulla rivista di nutrizione americana The Journal of Nutrition, rivista ufficiale dell’American Society for Nutrition, si inserisce in un filone di studi che ha già dimostrato che una corretta colonizzazione da parte di alcuni tipi di batteri (Bifidobacterium e Lactobacillus in particolare) è importante per la buona salute del bambino, tanto da poter influire sulla futura manifestazione di fenomeni allergici e asmatici.

 

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Di Redazione

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