Parte la campagna del San Raffaele per la destinazione del 5 x mille. “Se non qui, dove?”

solidarietàLa primavera è arrivata e, con essa, anche uno degli impegni probabilmente più fastidiosi – burocraticamente parlando – per tutti gli italiani: la dichiarazioni dei redditi.  E allora, armati di santa pazienza, giù alla ricerca di vecchie fatture, scontrini stropicciati, documenti bancari o notarili, scartabellando tra gli scaffali delle nostre abitazioni sempre più simili – nonostante l’era digitale imperante – a vecchi e polverosi archivi. Ma la dichiarazione dei redditi, da alcuni anni a questa parte (dal 2005, n.d.a.), può tramutarsi anche in un’importante occasione per sostenere la ricerca. Devolvendo  il 5 per mille della propria imposta Irpef, infatti, si può offrire un aiuto concreto all’attività di chi da anni volge sforzi ed energie alla ricerca di cure efficaci per le più importanti patologie.

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«SE NON QUI, DOVE?» – Uno di questi soggetti è proprio l’Irccs San Raffaele, eccellenza sanitaria milanese che, proprio oggi, ha lanciato il nuovo slogan per la campagna 2014: «Il mio 5 x mille va al San Raffaele perché qui la ricerca diventa cura. Se non qui, dove?».

– Parole che non lasciano dubbi, se mai ce ne fossero, riguardo l’impegno dei ricercatori della struttura di via Olgettina a sostegno delle numerose patologie al centro del suo progetto: malattie cardiovascolari, diabete, malattie neurodegenerative, malattie genetiche e tumori.

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RICERCA TRASLAZIONALE: DALLA TEORIA ALLA PRATICA – La parola d’ordine al San Raffaele è «ricerca traslazionale», ovvero, come si apprende dalla nota, «la ricerca che permette uno scambio costante di informazioni tra il laboratorio e la pratica medica, per offrire ai pazienti cure sempre più efficaci e personalizzate».

– Si tratta di una metodologia di straordinaria importanza che consente ai 1.587 tra ricercatori, clinici e tecnici e i professionisti che quotidianamente operano nella struttura, di mettere in pratica le numerose scoperte scientifiche. Quello che gli anglosassoni definiscono in modo molto pratico «from bench to bedside», ovvero «dal bancone del laboratorio al letto del paziente».

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I NUMERI DELLA RICERCA – E che la ricerca scientifica sia uno dei punti forti del San Raffaele è fuori di discussione. Basti pensare che solo nel 2013, tra ricerca di base e ricerca clinica, «medici e ricercatori del San Raffaele – come si evince dalal nota – hanno pubblicato 1.143 studi. Inoltre, sono attivi 707 trial clinici con 9.488 pazienti arruolati».

– Numeri importanti che hanno permesso al San Raffaele di posizionarsi tra i primi Irccs a cui verranno erogati i fondi della ricerca finalizzata 2011-2012.

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LE PAROLE DEL DOTT. MONTORSI, DIRETTORE SCIENTIFICO –  «A testimonianza del valore della nostra ricerca, con 46 progetti finanziati – sostiene Francesco Montorsi, direttore scientifico – il San Raffaele assorbe il 14% dei 130 milioni di euro stanziati da parte del ministero della Salute. I traguardi raggiunti sono stati possibili anche grazie alle firme delle persone che hanno destinato il 5 x mille al San Raffaele. Con il loro contributo abbiamo potuto dare risposte concrete a bambini, adulti e anziani che ogni giorno si rivolgono al nostro Ospedale in cerca di assistenza e di cure».

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NON SIETE ANCORA CONVINTI? UN ESEMPIO? – E se qualcuno avesse ancora dubbi riguardo l’impiego dei fondi derivanti dal 5 per mille, basti fare un solo esempio:  «Un successo della ricerca traslazionale ottenuto nel 2013 – prosegue Montorsi – è la ricostruzione della funzione del pancreas all’interno del midollo osseo, in quei pazienti a cui l’organo è stato asportato a causa di un tumore. Lo studio è stato condotto per la prima volta al mondo su 4 pazienti».

– Del resto, la ricerca, come sostiene lo stesso Montorsi, «è il motore per lo sviluppo di nuove terapie e va salvaguardata da ciascuno di noi, affinché possa continuare a produrre risultati concreti per tutti».

 

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S.P.