Sanità lombarda, prevenire il tumore al collo dell’utero (3.500 casi all’anno) con un vaccino somministrato gratuitamente alle bambine di 9-13 anni

SintesiIl tumore del collo dell’utero è una malattia che in Europa, dopo il tumore del seno, costituisce la seconda causa di morte per carcinoma nelle donne sotto i 40 anni. In Italia colpisce ogni anno circa 3.500 donne, ed è legato nella quasi totalità dei casi al persistere dell’infezione da HPV, un virus molto comune che si contrae con l’attività sessuale.

“La ricerca è riuscita a sintetizzare un vaccino in grado impedire il contagio da HPV,”spiegano dallo IEO – Istituto Europeo di oncologia “e dunque, per la prima volta, disponiamo di un reale vaccino preventivo, anticancro, per tutta la popolazione femminile. Si tratta di una svolta epocale nella lotta ai tumori, soprattutto per le generazioni future, che con il diffondersi della vaccinazione potrebbero testimoniare la drastica riduzione di una malattia che rappresenta ancora un rilevante problema di salute.

 

All’Isituto Europeo di Oncologia e nelle altre strutture ospedaliere convenzionate lombarde” proseguono dallo IEO, “il costo del vaccino anti Papilloma virus (HPV) è stato ridotto di circa due terzi. La Regione Lombardia ha ottenuto tale agevolazione dalle ditte produttrici, come atto concreto per una migliore tutela della salute della donna.

 

“Parallelamente, la vaccinazione è attualmente somministrata in modo gratuito, dalle Asl, alle bambine tra gli undici e i dodici anni” concludono, “in quanto proprio a quest’età, quando è altamente probabile che non ci sia stata ancora l’esposizione al virus (che può avvenire sin dal primo rapporto sessuale), si ottiene il massimo beneficio derivante dal vaccino”.

 

Proprio a quest’ultimo rilievo si sottolinea, però, che se è vivamente consigliata la somministrazione del vaccino tra gli 11 e i 12 anni, e può essere raccomandata tra i 13 e i 18 (il motivo è sempre legato alla somministrazione pregressa rispetto all’inizio dell’attività sessuale, in modo da ottenere il miglior risultato anticorpale e prevenire quindi il contagio del virus), la somministrazione in età adulta, e comunque dopo i 26 anni di età, non è raccomandata.

 

Tuttavia, se non vi sono ancora stati rapporti sessuali, è ancora possibile somministrarlo: nel caso in cui il contagio con uno o più dei quattro sierotipi di virus non sia già avvenuto, la vaccinazione può rappresentare un vantaggio, riducendo il rischio di manifestazioni cliniche correlate.

 

COME AVVIENE LA VACCINAZIONE – Il vaccino è presentato in confezione sterile, in fiale preriempite da 0.5 ml, da somministrare intramuscolo. Il ciclo vaccinale consiste in tre iniezioni intramuscolo, di cui la seconda verrà fatta dopo 2 mesi (minimo 4 settimane) dalla prima, e la terza dopo 6 mesi (minimo 12 settimane). Se la serie delle vaccinazioni viene interrotta non è necessario ripartire dall’inizio della somministrazione.

 

CONSIGLI UTILI – Occorre comunque tenere sempre presente che:

  • prima della vaccinazione è opportuno un counselling adeguato;
  • il vaccino ha solo capacità preventiva verso i quattro genotipi di HPV presenti

    nel vaccino stesso e sulle loro possibili espressioni cliniche;

  • il vaccino non ha alcuna capacità terapeutica contro i tumori del collo dell’utero, né contro i condilomi genitali;
  • l’attenzione sui tumori del collo dell’utero, sui suoi precursori e sulle sue diverse forme, non può mai essere sospesa;
  • è corretto che, vaccinata o non vaccinata, la donna adulta esegua sistematicamente il PAP-test, seguendo regolarmente i progetti di screening, laddove attivati.

 

Valentina Provano
 
Fonte foto: www.hpv-test.it