Vuoi partecipare a un percorso contro fumo e alcol? Iscriviti a “Giovani in Salute”: potrai vincere incredibili premi. Parola del Comune di Milano!

Foto di archivioIl 10 maggio prenderà avvio il progetto “Giovani in Salute”, un percorso di sensibilizzazione sulla dipendenza dal fumo e dall’alcol, che coinvolgerà 100 ragazzi milanesi tra i 14 e 24 anni. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato alla Salute del Comune di Milano, in collaborazione con Fondazione Veronesi, Lilt (Lega Italiana Lotta Tumori) e Sia (Società Italiana di Alcologia). Per chi terminerà i percorsi, in palio incredibili premi! 

IN COSA CONSISTONO I PERCORSI? – Il percorso con gli esperti della Lilt per smettere di fumare si articolerà in sei incontri, in programma da maggio a settembre. I partecipanti saranno suddivisi in gruppi, ognuno costituito da 8-10 ragazzi di età uguale o simile.

 

La campagna della Società Italiana Alcologia (sezione Lombardia), consisterà invece nell’acquisire informazioni sulle abitudini alcoliche dei giovani. A ciascun partecipante verranno consegnati 24 etil-test e altrettanti questionari per verificare il proprio tasso di alcolemia prima di mettersi alla guida.

I ragazzi potranno iscriversi a Giovani in Salute attraverso l’apposito sito, in funzione da oggi.

Inoltre, nel pomeriggio di sabato 24 aprile, in piazza San Babila, è in programma una manifestazione con i campioni della squadra di basket Olimpia Armani Jeans e Radio 101 nel corso della quale sarà distribuito materiale informativo.

 

COME SI VINCONO I PREMI? – Chi riuscirà a portare a termine il percorso, ossia a frequentare i sei incontri sul fumo e a compilare i 24 questionari, riceverà in premio computer, motorini, sconti nei cinema, nei teatri, su pacchetti viaggio e sui libri; abbonamenti in palestra, abbonamenti annuali BikeMi, playstation e video walkmann; 100 biglietti validi per due persone per assistere a una partita del prossimo campionato della prima squadra di Olimpia Armani Jeans, visite alla sala di navigazione e al simulatore di volo dell’Aeronautica Militare presso l’aeroporto di Ghedi.

 

PERCHE’ QUESTA INIZIATIVA? – A Milano almeno 20 minorenni su 100 sono fumatori, contro una media italiana di 12. La prima sigaretta viene accesa a 15 anni e mezzo, al di sotto della media nazionale che è di 16 anni (il fenomeno è diffuso soprattutto fra le donne).

 

Ugualmente preoccupante è il fenomeno del bere alcolici in quantità smodata. Nella nostra città, l’età media in cui si inizia ad assumere alcolici è 12 anni, la più bassa d’Europa, e il 40% dei quindicenni ha sperimentato almeno una volta l’esperienza di uno stato di acuta ebbrezza etilica.

 

“Giovani in salute – ha detto l’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna – rappresenta una novità metodologica e una risposta a dati inquietanti. Il progetto affronta il grave problema delle dipendenze: il fumo e l’alcol sono diventati delle spie del disagio adolescenziale e potrebbero costituire uno dei principali fattori di rischio per la salute di questi giovanissimi. Per la prima volta, però, interveniamo senza far ricorso a principi punitivi, ma impiegando la logica della premialità. Del resto, i dati ci confermano che non basta proibire la sigaretta o sconsigliare di bere più di un drink a sera, perché un ragazzo non scivoli in comportamenti autolesionisti. Abbiamo invece deciso di far leva sull’intelligenza e la duttilità dei ragazzi”.

“Il primo problema da affrontare – ha dichiarato Umberto Veronesi – è il fumo. Certamente ci sono altri comportamenti pericolosi, come bere alcol, guidare in stato di ubriachezza o consumare droga, ma impallidiscono di fronte al rischio per la salute legato alla sigaretta. Chi inizia a fumare a 15 o 16 anni e non smette, ha un altissimo rischio di sviluppare un tumore del polmone molto precocemente, a 40 – 45 anni, nel pieno della sua vita: una tragedia, senza neppure pensare al rischio di altri tumori e i danni cardiovascolari. I ragazzi non pensano a un possibile futuro di malattia e dolore, si sentono forti e immortali ma, noi adulti, non possiamo rimanere inerti di fronte a un dramma annunciato. Per questo sono lieto che la mia Fondazione collabori con le iniziative del Comune tese a liberare i giovani da questo gravissimo pericolo, con un approccio di responsabilizzazione e presa di coscienza, che condivido pienamente”.

“La scelta del Comune di Milano di coinvolgerci in questo progetto quale partner operativo – ha affermato Franca Fossati-Bellani, Presidente della Sezione Provinciale di Milano della Lilt – ci gratifica, in quanto riconosce ancora una volta il ruolo primario e l’impegno della nostra Associazione nella lotta al tabagismo. Milano è la città in cui si fuma di più – ha aggiunto –. Fumare è anche un’abitudine largamente in uso tra i giovani, per i quali la sigaretta è un forte elemento di comunicazione e socializzazione. Questo aspetto ci ha portato a orientare l’operatività del progetto verso un confronto aperto con i giovani e tra i giovani. Un modo di dialogare che speriamo possa responsabilizzarli al punto di spingerli ad abbandonare la sigaretta e a premiarsi con la salute. Oggi qui, raccogliamo questa sfida”.

 

I giovani che bevono troppo – ha concluso Raffaella Rossin, Presidente di Sia Lombardia – sono in continuo aumento. Questo tipo di consumo viene purtroppo ancora vissuto come poco pericoloso e, spesso, nascosto anche dai giovanissimi, quando diventa fonte di vergogna e di imbarazzo. I ragazzi hanno poche informazioni sui pericoli del bere alcolici, ma si trovano a vivere in contesti dove sono fortemente sollecitati a bere anche da minorenni. Giovani in Salute sull’alcol, propone un questionario per valutare esattamente questo, il proprio rapporto con le bevande alcoliche. La SIA aderisce con convinzione alla mission del percorso: proporsi come interlocutore dei ragazzi, dando valore al loro senso di responsabilità“.

 

Di Redazione