Cure tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici, innovazioni, nomi degli specialisti, istituti

Approvata la nuova indicazione per la lanreotide come farmaco ad attività antiproliferativa nel trattamento di tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici; ecco le info

medico, ospedaleI tumori neuroendocrini sono malattie complesse, a bassa incidenza, che grazie allo sviluppo di nuove terapie consentono una lunga aspettativa di vita. L’ultima novità a questo proposito è dello scorso 5 aprile, quando è stata approvata la nuova indicazione di lanreotide.
L’APPROVAZIONE DELLA NUOVA INDICAZIONE – In data  5 aprile 2016 è stata infatti pubblicata sulla G.U. U Serie Generale n.79 del 5-4-2016 la determina di approvazione della nuova indicazione di lanreotide 120 mg nel trattamento dei tumori neuroendocrini gastroenteropancreatici (GEP_NETs) di grado 1 e di un sottogruppo di grado 2 (con indice Ki67 fino al 10%) dell’intestino medio, pancreatici o di origine non nota, ad esclusione di quelli originanti nell’intestino posteriore, nei pazienti adulti con malattia non resecabile localmente avanzata o metastatica, che va ad aggiungersi alle indicazioni attualmente autorizzate (acromegalia e sintomi clinici dei tumori neuroendocrini).
GLI SPECIALISTI, NOMI E OSPEDALI – “La nuova indicazione – spiega il Dr. Carlo Carnaghi, oncologo dell’Humanitas Cancer Center di Rozzano (MI) recepisce il concetto dell’attività antiproliferativa di questa classe di farmaci sui tumori neuroendocrini gastro-entero-pancreatici in accordo a quanto emerso da un importante studio pubblicato nel 2014 sul New England Journal of Medicine.”
– “Questa però – spiega ancora Carnaghi – è solo la prima delle novità che riguarda i tumori e neuroendocrini. In occasione del congresso europeo di oncologia tenutosi a Barcellona nel novembre 2015 sono stati presentati i risultati di tre studi destinati a modificare nel prossimo futuro la strategia di cura di queste neoplasie.”
– “Secondo i registri americani SEER – spiega il prof. Massimo Falconi, Direttore della Chirurgia del Pancreas all’ospedale San Raffaele di Milano – la prevalenza dei tumori neuroendocrini è quasi superiore a quella delle altre malattie maligne del tratto gastrointestinale. Possono interessare anche la tiroide, il surrene o il polmone, e quest’ultima è una tipologia in aumento”.
– “Si dividono tra forme funzionanti, che iperproducono un ormone biologicamente attivo (l’insulinoma, per esempio, produce più insulina) e quelle non funzionanti, nelle quali l’ormone, se prodotto, non è biologicamente attivo. Le prime si scoprono in tempi più rapidi in relazione alla presenza dei sintomi, le seconde sono diagnosticate generalmente più tardi, per sintomi legati alla presenza di una massa tumorale. Su 100 patologie neuroendocrine, il 75-80% sono non funzionanti. Quelle funzionanti sono rappresentate per la maggior parte dagli insulinomi, che generalmente hanno un andamento benigno”, continua il prof. Falconi.
L’ENETS – Il prof. Falconi è anche presidente della società scientifica ENETS (European Neuroendocrine Tumor Society – http://www.enets.org/), che fra medici, ricercatori, infermieri e associazioni dei pazienti, conta 1.200 iscritti in tutta Europa, ma anche in Medio Oriente e Cina.
– “L’ENETS ha principalmente tre obiettivi: educazionale, scientifico e a favore dell’approccio multidisciplinare. Organizziamo programmi di aggiornamento e offriamo supporto ai giovani ricercatori con delle borse di studio. Uno dei compiti più importanti della Società – continua il professore – è quello di certificare i centri di eccellenza, andando incontro alle direttive dell’Unione Europea: su richiesta di un centro, una commissione indipendente visita la struttura. Per rientrare fra i migliori occorrono almeno 80 nuove diagnosi l’anno, un’attività scientifica certificata, un database prospettico che registri i pazienti ed i dati che emergono dal loro follow-up, ed inoltre tutto il team deve lavorare con un approccio multidisciplinare”.
– I centri d’eccellenza in Italia sono sei: tre sono a Milano (IEO, Humanitas e Istituto Tumori), uno a Roma (Policlinico Gemelli ed Ospedale Sant’Andrea), uno a Verona e uno a Napoli. Il San Raffaele farà presto parte di questa rete.
INFORMAZIONI SULLO STUDIO CLINICO  “CLARINET” – CLARINET (Controlled study of Lanreotide Antiproliferative Response in NET) è un trial internazionale, randomizzato, in doppio cieco, controllato verso placebo, della durata di 96 settimane che è stato condotto in 204 pazienti con GEP-NETs non funzionati, ben o moderatamente differenziati con indice di proliferazione (Ki67) <10%. I pazienti inclusi nella sperimentazione sono stati randomizzati al trattamento con lanreotide soluzione iniettabile 120 mg o placebo. L’endpoint primario di efficacia era la sopravvivenza libera da progressione (PFS), tra gli endpoint secondari considerati nel trial vi erano, invece, la proporzione di pazienti in vita e senza progressione tumorale a 48 e a 96 settimane, la qualità della vita e la sicurezza.
– Lo studio, pubblicato sulla rivista New England Journal of Medicine, ha evidenziato una riduzione del 53% del rischio di progressione della malattia nella popolazione trattata con lanreotide 120mg.
INFORMAZIONI SUI TUMORI NEUROENDOCRINI GASTROINTESTINALI E PANCREATICI (GEP-NETS) – I GEP-NETs sono tumori considerati rari, anche se la loro incidenza è in netto aumento.
– Costituiscono un gruppo eterogeneo di tumori con localizzazione primaria a livello della mucosa gastrica, del pancreas, dell’intestino tenue e crasso. Quando sono funzionanti, i GEP-NETs secernono ormoni e peptidi che causano sintomi clinici, come la sindrome da carcinoide associata a diarrea e a vampate di calore. Invece i GEP-NETs non funzionanti non secernono peptidi biologicamente attivi e possono rimanere clinicamente silenti, con conseguente ritardo alla diagnosi e presentazione della sintomatologia tipica della fase avanzata.
LANREOTIDE – Lanreotide è un analogo della somatostatina, un ormone fisiologicamente presente nel corpo umano, con effetti di inibizione della produzione della somatotropina (GH) e di altri peptidi a livello gastrointestinale. Il farmaco lega il recettore della somatostatina ed ha la stessa attività dell’ormone endogeno, ma ha una maggiore affinità di legame per i recettori specifici, una più lunga emivita ed una durata d’azione più prolungata nel tempo. (foto: Tomasz Sienicki)

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