Alla scoperta della “tecnologia da indossare”

All’inizio fu la viscosa: una rigenerazione della cellulosa che, grazie a un trattamento chimico specializzato, si trasforma in una stoffa morbida e piacevolmente setosa.

Eravamo al fatidico passaggio tra XIX e XX secolo e, da quel momento, la ricerca nel campo di nuovi prodotti tessili non si è mai fermata arrivando a proporre, oggi, soluzioni assolutamente fantascientifiche! Ed effettivamente il legame tra tessuti, scienza & fantascienza, è stato da sempre molto più stretto di quanto possiamo immaginare; molti tessuti sintetici divenuti ora quotidiani nel guardaroba di chiunque, originariamente vennero commissionati niente meno che dalla NASA, allo scopo di realizzare indumenti protettivi destinati all’astronautica, agli equipaggiamenti per la sopravvivenza o all’abbigliamento per gli sport estremi, coinvolgendo quindi tutti quei settori dove ogni stoffa deve garantire la massima protezione verso fattori esterni estremamente pericolosi. E’ questo il caso, ad esempio, del gore-tex® : creato inizialmente per il programma spaziale americano, e presente oggi nella maggior parte dei nostri giacconi invernali. Il motivo? E’ molto semplice: la membrana di gore-tex® presenta una struttura traforata con migliaia di micropori, la cui peculiarità è quella di impedire ermeticamente l’entrata di aria e acqua, permettendo invece la fuoriuscita del vapore corporeo. In questo modo, si garantisce la massima protezione contro pioggia e vento, permettendo nel contempo, alla pelle, la necessaria traspirazione.

Anche per l’abbigliamento estivo le innovazioni sono davvero interessanti. Chi infatti non ha mai sentito nominare le “fibre di ceramica”? Il loro impiego è sempre più diffuso, e non solo per i capi presentati sulle passerelle, ma anche per normalissimi pantaloni, maglioncini e polo. Il vantaggio? Notevolmente utile: una protezione dai danni dei raggi UVA pari a un fattore 30, ideale quindi per godersi tutto il piacere dell’estate preservando la pelle dagli effetti dannosi del sole.

Infine, da non sottovalutare tutta una vasta gamma di materiali apparentemente “insospettabili”, ma in realtà sempre più utilizzati: uno su tutti, la carta. Eh sì: dopotutto, infatti, che cos’è la carta, se non il risultato dell’infeltrimento  di fibre di paglia e fibre di legno? A seconda dell’impiego delle differenti materie prime, il prodotto finale può presentare strutture differenti con differenti livelli di tenuta e resistenza, fino a trovare impiego, addirittura, nella produzione dei tappeti! Tra l’altro, proprio il legno si ritrova anche come base per la creazione di indumenti protettivi. In ultimo, come non parlare di metalli e pietre… preziose? I primi sono noti fin dagli anni ’20, quando gli stilisti iniziarono ad utilizzarli sotto forma di fogli e fili sottilissimi, mentre le seconde, proprio recentemente sono diventate parte integrante dell’abito da sposa più costoso del mondo: 4 miliardi delle vecchie lire e 250 carati di diamanti, per il matrimonio di una fortunatissima (è il caso di dirlo!), principessa indonesiana. Viene da domandarsi: non sarebbe un vero peccato, però, indossare una tale magnificenza…. una volta sola!?!