Degrado via Cadolini Milano, comitato residenti contro spaccio, rifiuti e rom abusivi. Intanto, impazzano le spese per Expo

SAMSUNG“Pronti per Expo? La via Cadolini sembrerebbe di no”. Se lo chiede in una delle “Cadolini cards” – giungendo ad un’amara conclusione – la signora Vanessa Volonté, una residente che dallo scorso gennaio, grazie alle sua operosa iniziativa, sta dando voce, insieme con altri esasperati cittadini, al malcontento di un’intera strada. Un tratto della zona 4 – a ridosso del cavalcavia di viale Puglie, tra via Tertulliano e piazzale Cuoco – diventato ricettacolo di disperati, senzatetto e vera e propria discarica a cielo aperto. A scapito, ovviamente, della vivibilità del quartiere.

 

CARTOLINE DA VIA CADOLINI – Le cartoline di via Cadolini sono impietose. Le immagini mostrano cumoli di immondizia, valigie rotte, vecchi vestiti, frigoriferi e altri elettrodomestici ormai inutilizzabili e abbandonati sul ciglio della strada. Ma anche escrementi umani, topi morti e resti di bisbocce notturne. Tra vetri rotti e bottiglie di birra che spuntano dalle sterpaglie adiacenti la vicina ferrovia.

– C’è anche qualche carrello della spesa ribaltato e mai riconsegnato ai legittimi proprietari, probabilmente utilizzato come muletto per trasportare mercanzia varia. Tutto è rigorosamente immortalato nelle “cards” nella sua desolante evidenza.

– Poi, testi sintetici ma eloquenti fanno il resto. Le cartoline “elettroniche” a quel punto sono pronte per iniziare il loro viaggio, neanche tanto virtuale, nella Rete. I destinatari? I mass media e le autorità politiche cittadine. Si va avanti così, ormai da inizio anno. La speranza è quella di essere ascoltati, magari da qualcuno che conta. E qualcosa, nelle ultime settimane, pare anche si stia muovendo, anche se una soluzione efficace e duratura sembra ancora lontana.

 

LE BARRICATE DEI NOMADI – Sotto il cavalcavia, là dove la via Cadolini si congiunge con lo slargo di via Verne – un vero vicolo cieco senza uscita –  da giugno dello scorso anno vivono anche una decina di nomadi. Vengono cacciati la mattina, nel corso dei periodici sgomberi effettuati dalla Polizia locale, e la sera sono ancora lì, pronti a sfidare le autorità.

– Sul finire del 2013 hanno anche eretto una sorta di barricata, proprio all’ingresso della loro “proprietà”. Un enorme cancello, alto circa tre metri, costruito con reti ed assi recuperate chissà dove, e chiuso con tanto di catena e pesante lucchetto. In quell’occasione, davanti a tanta audacia, qualcuno dei residenti ha anche trovato la forza e la voglia di ironizzare: “Il cancello servirà a difendere la loro privacy”.

– Nel corso dei mesi, fortunatamente, chi di dovere ha avuto la bontà di abbattere quella irriverente rivendicazione di possesso del suolo pubblico. Neanche un mesetto fa, però, al suo posto è stato issato una sorta di separé: un telo ombreggiante, di quelli che si adoperano sui balconi per far ombra alle piante, per proteggersi da “curiosi”. E alle sue spalle, una mini barricata, questa volta di proporzioni ridotte, a preservare ulteriormente la ritrovata l’intimità. Come a dire, da qui, comunque, non ci cacciate.

 

DISCARICA DI MATERIALI TOSSICI – Il problema di via Cadolini, secondo la signora Volonté, è “che è una via buia, chiusa, senza uscita. Un continuo andirivieni notturno in cui vengono scaricate grandi quantità di rifiuti anche da parte di società di costruzioni che, finiti i lavori, si disfano delle macerie nella maniera più semplice e, per loro, meno dispendiosa”.

– E se si parla di costruzioni – o ristrutturazioni, magari di vecchi edifici – non si può non pensare all’uso indiscriminato di alcuni materiali ad alta tossicità. Uno su tutti, l’Eternit. “Quello dei materiali di scarto, è uno scarico che si può definire pressoché giornaliero – sottolinea la nostra battagliera interlocutrice -, e, come è facile intuire, non è mancato neanche il famigerato Eternit. E il tutto garantito, purtroppo, dalle caratteristiche della strada, dove è possibile agire illegalmente, lontani da occhi indiscreti”.

– “L’Amsa, dal canto suo, interviene con una certa regolarità, ma il giorno dopo la storia si ripropone. A causa della grave situazione igienica presente nella via – continua la signora Volonté – sono intervenuti gli addetti dell’Ufficio di igiene. E il risultato è stata una richiesta al Comune di derattizzazione per via dei numerosi topi morti rinvenuti nell‘area. E’ una situazione che sta davvero degenerando e sfuggendo di mano”.

 

LE INIZIATIVE DEL COMITATO DEI RESIDENTI – I residenti delle vie Cadolini-Verne da qualche tempo si sono anche riuniti in un comitato. Allo stato attuale, più di intenti che di fatto, e che si sta occupando, più che altro, della pulizia e del decoro degli stabili.

– Per il prossimo settembre è anche prevista una giornata in cui tutti gli abitanti si adopereranno per ripulire gli edifici dai numerosi graffiti che hanno invaso i muri dell’ex Plasmon e del vicino ex deposito di camion costeggiante l’intera via Verne, ora ristrutturato a spese della nuova proprietà e pronto da riaffittare.

 

… E QUELLE DEL CONSIGLIO DI ZONA 4 – Un passo importante questo degli abitanti di via Cadolini, che vuole essere da sprono soprattutto per le istituzioni. Rivolto a chi ha il potere di fare ma spesso non fa.

– In questo senso, il Consiglio di zona 4, sollecitato dalle numerose proteste dei cittadini, si è fatto carico di richiedere, nel corso degli ultimi mesi, una più frequente pulizia anche della parte finale della via Cadolini e, in particolare, nello slargo con via Verne. Così come sono stati richiesti ripetuti passaggi notturni della Polizia locale di Zona per verificare le presenze abusive insediatesi sotto il cavalcavia.

– Il Consiglio, inoltre, in relazione alla sicurezza del quartiere, nel documento da presentare a Palazzo Marino ha inserito anche la richiesta di telecamere da installare nella via. Ma i tempi, conclude la signora Volonté, “mi è stato detto che sono dettati anche dalle disponibilità economiche del Comune e, quindi, non saranno brevi“.

 

LE SPESE DISCUTIBILI DEL COMUNE DI MILANO – Perché alla fine, gira e rigira, si finisce sempre lì: è sempre e solo una banale questione economica. Difficile allora non pensare ai numerosi e costosissimi interventi di riqualificazione urbanistica attuati, negli ultimi mesi, dal Comune di Milano in vista di Expo 2015.

– Si va dalla pedonalizzazione di piazza XXIV Maggio a quella di piazza Castello, con i relativi Expo Gate di piazza Luca Beltrami; dagli orti e giardini in piazza Duomo ai lavori per le Vie d’acqua. Progetti che, al momento, spese e obiettivi discutibili a parte, hanno un unico comune denominatore: le numerose proteste dei cittadini. Ma questa, probabilmente, è un’altra storia.

 

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S.P.

 

 

 

 

 

 

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