Rom parcheggio Cimiano Milano, via Rizzoli – Cazzaniga: la città sa cosa sta succedendo?

rom parcheggio via Cazzaniga fronte Parco Lambro, Milano“E’ una criminalità dilagante, seriale e che sembra non volersi arrestare. Ma la cosa più grave è che il Comune di Milano e le forze dell’ordine, chiamate più volte ad intervenire, non hanno fatto assolutamente nulla, lasciando abbandonati i cittadini a se stessi“. Il residente del quartiere Cimiano-Crescenzago che ha contattato la nostra redazione (redazione@cronacamilano.it) preferisce rimanere anonimo: “Per evitare ritorsioni – dice -, come già precedentemente occorse, tra l’altro. E, sinceramente, ne ho abbastanza”. 

 

IL PARCHEGGIO OCCUPATO DA ROULOTTE E CARAVAN – Ha 40 anni, il nostro lettore, e vive in una delle palazzine di proprietà del Comune (in gestione fino ad un mese fa all’Aler e poi licenziate), a ridosso della lunga via Civitavecchia, lambita dal Parco Lambro.

– Ci troviamo alla periferia Nord-Est di Milano, a due passi dalle vicine via Rizzoli – dove sorgono gli uffici di Rcs – e via Carlo Cazzaniga. Ma soprattutto, a poche decine di metri dall’insediamento rom allestito all’interno di un parcheggio della zona. Un’area che da diversi mesi, invece di essere destinata ad ospitare le automobili dei residenti, è stata occupata abusivamente – con l’evidente benestare delle autorità cittadine – da numerose roulotte e camper di nomadi che l’hanno così eletta a proprio domicilio.

 

LA VOCE DEI CITTADINI SU CRONACAMILANO.IT – La voce dei residenti, a tal proposito, si era già fatta sentire, negli scorsi mesi, tramite le pagine del nostro giornale. Decine, in quelle occasioni, i reati e i comportamenti al limite del lecito, contestati ai nuovi “vicini”: dai muri dei palazzi utilizzati come urinatoi, agli spazi verdi condominiali trasformati in toilette, alle discariche a cielo aperto.  Fino ad arrivare ai ben più rilevanti episodi di microcriminalità.

– “I nomadi utilizzano l’area pubblica per stendere panni, cuocere cibo nonché, purtroppo, espletare deiezioni a cielo aperto e altroUn livello di civiltà accettabile è il minimo che ogni genitore possa desiderare per i propri figli”, raccontava disperata una residente.

– “La zona è totalmente fuori controllo (…), i furti nelle case non si contano più”, la testimonianza di un altro lettore, che in quell’occasione aveva anche invitato il sindaco “a farsi un giro nel quartiere, magari da solo e di notte.

– Un appello ribadito, nel corso di un’altra segnalazione, anche da una giovane mamma che si chiedeva se “il Sindaco si rende conto che i suoi cittadini vivono nella paura e rabbia (…). Sindaco, polizia, assessore alla sicurezza: intervenite!”.

 

NUOVO TENTATO SCASSO. “E NESSUNO FA NIENTE” – Ma neanche 36 ore fa, come testimoniato puntualmente dal nostro lettore, l’ennesimo intervento della Polizia: questa volta allertata da alcuni cittadini per un tentativo, da parte di alcuni nomadi, di introdursi in uno dei locali adibiti ad attività commerciale al piano strada di una palazzina in via Civitavecchia. Solo l’ultimo di una lista infinita di piccoli o grandi reati che siano che stanno minando, ormai da troppo tempo, la serenità di un intero quartiere.

– Un quartiere in cui parte delle abitazioni (tra le vie Ovadia, Civitavecchia e Senigaglia) – è bene ricordarlo – sono state costruite nell’ambito dell’iniziativa di edilizia sociale “Abitare a Milano”. Un progetto che, secondo quanto si legge direttamente sulle pagine del Comune di Milano, avrebbe dovuto “favorire lo sviluppo residenziale e urbanistico di questa zona ed attrarre nuove attività commerciali”. Ma ad essere attirati, per il momento, sembrano essere stati solo i nomadi.

– “E nessuno fa nulla per cambiare questa situazione”, ribadisce, come in uno sconsolato mantra, il nostro lettore. “Te li ritrovi dappertutto, con fare minaccioso, che tu stia passeggiando in strada o sia fermo in auto al semaforo (come avviene, in particolare, tra le vie Palmanova e Carnia, ndr)”.

 

FURTI NELLE CANTINE E NELLE ABITAZIONI – Senza contare, poi, i numerosi furti avvenuti negli spazi comuni delle abitazioni – “porte delle cantine divelte e conseguente razzia dei locali: ben 5 cinque, di cui io sia a conoscenza solo nei primi sei mesi dell’anno” – e, soprattutto, negli stessi appartamenti, come ci racconta il nostro interlocutore.

– “Ho subito tre furti, negli ultimi mesi, che mi hanno messo letteralmente in ginocchio. Ho presentato regolare denuncia alle forze dell’ordine, con tanto di nome e cognome, targa dell’auto incriminata e volto dei colpevoli – racconta inviperito -. Perché, alla fine, gira e rigira, sono sempre gli stessi. E indovinate un po’? Dopo settimane e settimane non ho ancora saputo nulla. Come niente e nessuno pare o voglia saperne di più. Sembra che la cosa non interessi a nessuno. Fanno spallucce”.

 

OCCUPAZIONE CONTINUATIVA E AGGRAVATA DI SUOLO PUBBLICO – Una generale indifferenza ribadita anche in merito allo stesso campo rom che agisce indisturbato, ormai da diversi mesi, all’interno del parcheggio di via Cazzaniga.

– “Stiamo parlando di occupazione abusiva continuativa ed aggravata di suolo pubblico, che ai sensi dell’articolo 633 del c.c. costituisce un reato penale e quindi perseguibile d’ufficio. Sono obbligati a denunciare la situazione. E invece sa cosa mi hanno risposto, in quel frangente? – domanda con malcelato sarcasmo. – Mi hanno sbeffeggiato dichiarando che a loro, quello dei rom, risulta un ben più blando reato amministrativo e che la giunta e il Comando, inoltre, quando si tratta di queste questioni, richiedono una certa elasticità”.

– “E’ chiaro ora che i rom – prosegue – così facendo, si sentono impuniti. Infatti, nonostante gli sgomberi avvenuti qualche tempo fa, sono tornati più aggressivi che mai, con intimidazioni e minacce contro i passanti che si rifiutano di sborsare qualche euro”.

 

700 FIRME CONTRO L’INSEDIAMENTO ABUSIVO – Intanto, qualche settimana fa, alcuni rappresentanti del Comitato Nord Est  hanno consegnato al Comune una petizione di circa 700 firme. La richiesta è quella di sgomberare il campo rom affinché si ripristini la legalità.

– Quello che chiediamo noi residenti – conclude il nostro lettore – è l’installazione di telecamere, magari accompagnata anche da una presenza più massiccia della Polizia locale e delle altre forze dell’ordine. Questo Far-West deve finire”.

 

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S.P.

1 COMMENTO

  1. Quando lo segnalate alle autorità non dite per telefono che sono comunità Rom se no non vengono. Mai nominare la parola “Rom” alla giunta Pisapia perché é come parlare al muro.
    Loro non si toccano!! e guai se qualcuno parla male di loro.

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