Mancanza di sicurezza Milano via dei Bergamini, illuminazione carente e degrado sotto il Duomo. Sangalli: “Il sindaco non ci ascolta”

Sicurezza MilanoSu una bella borchia d’ottone fuori dall’Orologeria Sangalli si legge: “Bottega storica, 1900”. È l’importante riconoscimento elargitole dal Comune di Milano in omaggio agli oltre cento anni di onorata attività trascorsi – se si escludono i primi 25 in via Verri – nella centralissima via Bergamini; una stradina a pochi metri dall’università Statale e a due passi dalle guglie del Duomo. Una posizione strategica e prestigiosa, degna di una bottega premiata per la sua “valenza di bene culturale e a rischio d’estinzione”. La stessa via Bergamini dove Palazzo Marino, in collaborazione con A2A, da qualche tempo, ha sostituito le vecchie lampade utilizzate per l’illuminazione stradale con il più moderno ed efficiente led. “Ma senza utilizzare criteri omogenei. Una decisione che ora paghiamo in termini di sicurezza e degrado”.

 

ILLUMINAZIONE AL RISPARMIO PER LA VIA BERGAMINI – Il commento arriva direttamente da Andrea Sangalli, presidente dell’Associazione orafi lombardi e figlio del signor Giuliano, attuale proprietario dell’omonima e storica gioielleria giunta, con quella attuale, alla sua quarta generazione.

“La via Bergamini, purtroppo – ci spiega Sangalli -, a differenza delle vie Laghetto, Sant’Antonio e Santa Tecla, oltre ai vicoli Laghetto e Santa Caterina, dove sono stati montati led a 7 e 8 moduli, deve fare i conti con un sistema di illuminazione molto più povero, con lampioni dotati di soli 3 moduli led. In parole povere, un’illuminazione ridotta a meno della metà rispetto alle vie anche più piccole”.

“Ovviamente – prosegue l’orafo – A2A, che ho contatto, e Palazzo Marino, si rimbalzano il problema: alla domanda come mai la via Bergamini abbia meno illuminazione rispetto alle vie più piccole, glissano”.

 

IL PIANO DEL COMUNE – La sostituzione dei 141 mila punti luce presenti sul territorio comunale rientra nell’iniziativa di Palazzo Marino e A2A volta a rendere Milano la prima città italiana completamente illuminata a led entro agosto 2015. Un progetto ambizioso, che sta permettendo di sostituire le vecchie lampade ad sodio utilizzate fino ad oggi con il più performante led, in grado di garantire oltre ad un migliore orientamento del fascio luminoso e un ciclo di vita più lungo, considerevoli risparmi in termini energetici.

– Un piano che, a conti fatti, ridurrà gli attuali consumi del 52%, con una ricaduta sulla bolletta elettrica del 31% in meno: ovvero tra i 15 e 30 milioni di euro di risparmio annui, a partire dal 2016. Il tutto, come ha dichiarato lo scorso settembre l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran durante la conferenza stampa di presentazione “mantenendo la stessa resa dell’illuminazione pubblica per garantire qualità della vita e della sicurezza”.

 

IMPENNATA DELLA MICROCRIMINALITA’ – Alla luce dell’ottimismo di Maran, che la questione di via Bergamini stia assumendo le proporzioni di un paradosso, sembra fuori di dubbio.

– Negli ultimi tempi, vuoi per la scarsa illuminazione, vuoi per la tranquillità serale della via, si sono verificati molti casi di furti ai danni di alcuni esercizi. “E questo perché la via Bergamini è poco illuminata – sostiene Sangalli -. Per questa ragione, tutti i negozi della strada si stanno dotando di sistemi alogeni o al led per meglio illuminare, anche durante le ore notturne, lo spazio antistante le vetrine. Per quanto ci riguarda, poi, in quanto gioielleria, sicuramente abbiamo un’esigenza di sicurezza anche più elevata”.

 

LA DISPONIBILITA’ DEL QUESTORE, L’INDIFFERENZA DEL SINDACO– Davanti all’impennata della microcriminalità i commercianti, a fine 2014, hanno presentato una petizione per la sicurezza nel quartiere, corredata di 472 firme, a Comune, Questore, sindaco, A2A. “Il Questore (Luigi Savina, ndr) ci ha dato più appuntamenti per risolvere il problema – spiega -, così come vigili e A2A; al contrario del sindaco, che non ci ha mai presi in considerazione”.

 

IL DEGRADO CHE AVANZA – Come se non bastasse, ai furti dell’ultimo periodo si sta aggiungendo anche un ulteriore problema: il degrado sempre più generalizzato, che sta coinvolgendo i vicini giardini di via Festa del Perdono e la piazza Santo Stefano.

– “Abbiamo contattato anche l’Asl per questioni legate all’igiene, prendendo come spunto ‘le tavolate’ (sui tavoli di legno del parco antistante  l’università, nda) nel parchetto di via Festa del Perdono o i mercatini abusivi della domenica in piazza Santo Stefano. La risposta è stata che verificandosi questi episodi di domenica, i vigili, non lavorando, non possono intervenire!!”.

– Da qualche giorno, poi, là dove la via Bergamini va ad immettersi in via Festa del Perdono, su uno dei muri è comparso anche un enorme graffito. “Lo hanno fatto nel tardo pomeriggio, approfittando del buio, alcuni ragazzi incappucciati con tanto di mascherine. C’erano addirittura alcuni agenti in borghese che però han pensato bene di starsene immobili e guardare senza fare nulla“.

 

QUEGLI APPELLI INASCOLTATI – La sensazione di essere caduti nel dimenticatoio delle istituzioni per Sangalli è forte. Soprattutto, in considerazione di quel riconoscimento di bottega storica che, “a parte la bella targa apposta fuori dal negozio, si sta rivelando solo il classico pezzo di carta. Con la vecchia giunta, poi, almeno esisteva un ufficio dedicato che un po’ di retta te la dava. Con gli attuali amministratori, invece, c’è uno scollamento totale”.

– “In quanto presidente dell’Associazione orafi – conclude Andrea Sangalli – avevo chiesto al sindaco, appena eletto, di incontrarlo, ma non ho mai ottenuto un appuntamento, così come con l’assessore al commercio Franco D’Alfonso. Rapporti con questa amministrazione non riusciamo proprio ad instaurarli. Neanche quando si tratta di illustrare semplici progetti. Dobbiamo arrangiarci”. Tanto, come diceva qualcuno, dell’arte di arrangiarsi noi italiani, ahinoi, siamo diventati maestri.

 

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S.P.

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