Odissea per cambiare una banconota da 500 euro: “Mi sono sentito disonesto solo perché ne avevo una”

EuroDi seguito l’Odissea raccontata alla nostra Redazione (redazione@cronacamilano.it) da un lettore che doveva cambiare una banconota da 500 euro. L’operazione, nonostante il cittadino si sia recato in una banca, non è stata affatto semplice:

 

RIDERE.. PER NON PIANGERE – “Ho letto il Vs. articolo sul pensionato che non è riuscito a cambiare la banconota da 500 euro – esordisce il nostro lettore, il signor M.M.

– “Beh – ironizza –, mi sembra ovvio che noi lavoratori e/o pensionati possiamo nascondere la nostra vera natura di riciclatori, terroristi, evasori Ma non facciamo ridere i polli!!!

– “Riciclatori, terroristi, evasori, politici e quant’altro – aggiunge il cittadino – hanno ben altri canali nei quali navigare e sempre attraverso quelle stesse banche che assurgono a paladini della legalità di fronte al pensionato/lavoratore/uomo comune.

 

ANCHE IO MI SONO RECATO IN BANCA, PER FAR CAMBIARE LA BANCONOTA” – “Anche io, ignaro del provvedimento – racconta il lettore –, mi sono recato in banca a Terni, questa mattina (il 12 maggio 2015, ndr), per effettuare la stessa operazione. E i comportamenti sono stati gli stessi raccontati dal pensionato:

– la Cassa di Risparmio di Terni e Narni, filiale di Terni, mi risponde: “E’ nostro correntista ? Se lo è, versi sul conto e poi le restituisco l’importo, altrimenti non posso cambiare”. In pratica, se fossi correntista, la banca si beccherebbe qualche giorno di valuta, la commissione etc.

– la Cassa di Risparmio di Orvieto, filiale di Terni, provvede al cambio perché ho con loro un libretto di risparmio, non prima di aver acquisito copia della mia Carta di Identità e la mia firma in calce alla contabile dell’operazione.

 

SEMPRE I SOLITI AD ANDARCI DI MEZZO? – “Ma la banconota da 500 euro non è forse un titolo al portatore emesso dalla Banca d’Italia? – si chiede il cittadino.

– “Concludo dicendo che la banconota – specifica il signor M.M. – mi è stata consegnata da un altro lavoratore (artigiano) che, per mantenere la famiglia, lavora dalle 10 alle 12 ore al giorno (sabato compreso) presso un mercato che pretende sempre di più (prezzi bassi, qualità etc.) ma non rispetta più i propri impegni di pagamento.

– “A questa rispettabile persona, nel corso degli anni – sottolinea –, ho sempre dato una mano di buon grado aiutandolo nella contrattualistica, preventivazione, contabilizzazione, segnalazione di lavori (il tutto volontariamente e senza mai percepire alcun compenso).

 

MI SONO SENTITO DISONESTO PERCHE’ AVEVO UNA BANCONOTA DA 500 EURO” – I 500 euro consegnatimi – racconta ancora il cittadino – hanno rappresentato esclusivamente una liberale gratificazione.

– “Condivido il sentimento del pensionato di cui all’articolo – conclude il nostro lettore –: ‘mi sono sentito disonesto perché avevo 500 euro in tasca’. Saluti, M.M.”

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Di Redazione

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