Turisti e cittadini molestati da immigrati Milano, ancora la scusa del braccialetto. Foto e video

Gli assalti in Galleria e al Castello Sforzesco. I vigili: “Non possiamo farci niente”. L’amara riflessione: quindi solo i cittadini onesti e regolari sono soggetti alla legge?”

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molestie-gallerie-immigratiDi seguito i video e la gallery di una piaga che a Milano sta diventando sempre più spiacevole, sia per i cittadini, sia per i tanti turisti che vengono nella nostra città per godersi i nostri monumenti, e si ritrovano invece molestati proprio nelle zone più note del centro storico.
Noi di CronacaMilano siamo andati a controllare, e il risultato è stato sconcertante.
La prima location è via Ugo Foscolo, vale a dire la strada di fronte ad alcuni dei più attrattivi ristoranti della Galleria Vittorio Emanuele (proprio alle spalle del Duomo), da Savini alla pizzeria Spontini, e quindi area gremita di avventori di ogni età, sesso e capacità economica dalla mattina alla sera.
Qui è impossibile passare senza che un gruppo di giovani, tutti nordafricani, non si avvicini insistendo per “regalare” un braccialetto.
L’atteggiamento, all’inizio, è sempre amichevole; ai più giovani, ad esempio, chiedono puntualmente di “battere 5”, non mancando di biascicare battute in un italiano maccheronico. Poi c’è chi è più o meno rapido, ma l’obiettivo è sempre il medesimo: allacciare uno dei famigerati braccialetti colorati al polso del passante, che a quel punto non avrà più pace.
Inutile, infatti, discutere o ribellarsi: se vuole andarsene, la vittima è costretta a pagare, anche perché l’area è circoscritta e il gruppo di nordafricani sembra essere molto coeso tra i propri membri d’appartenenza, di modo che ci vuol poco a circondare chi proprio non voglia pagare per “il regalo” così simpaticamente elargito.
In tutto ciò, quello che lascia sbigottiti è che a una manciata di metri, esattamente di fronte al punto di azione del gruppo, vediamo essere parcheggiata una Volante della Polizia locale.
Noi ci siamo avvicinati, per capire come mai la presenza di una pattuglia non eserciti, evidentemente, alcun deterrente. Da qui la sorpresa: l’auto c’è, ma è vuota. Guardiamo meglio, per essere proprio sicuri, e verifichiamo che nessun vigile si trova all’interno della vettura, al punto che i molestatori passano anche accanto all’auto, come neanche esistesse.

Dalla Galleria Vittorio Emanuela ci spostiamo al Castello Sforzesco, e la situazione è la medesima: il gruppo di nordafricani qui è ancora più numeroso, e gli immigrati agiscono assolutamente indisturbati nonostante la presenza di diverse Forze dell’Ordine.
Anche qui, parcheggiata, c’è una Volante della Polizia locale, che vediamo in prossimità dei numeri pari, a pochi metri dal gruppo. In questo caso i vigili dentro ci sono, ma semplicemente non fanno nulla.
Dall’altro lato della piazza, in corrispondenza dei numeri dispari, ecco un’altra Volante ancora, e qui ci avviciniamo e chiediamo spiegazioni a uno degli agenti al suo interno.
La risposta, purtroppo, non è quella che un normale cittadino si aspetti di sentire, sebbene purtroppo molto ricorrente a Milano: “Noi non possiamo farci niente”.
I vigili ci spiegano infatti che, il trucco, consiste nel fatto che tecnicamente questi soggetti non sono lì a “vendere”. Propongono il braccialetto in regalo, quindi “giuridicamente non si può intervenire”.
Rimaniamo perplessi e non possiamo fare a meno di non ripensare anche all’atteggiamento spesso aggressivo messo in atto da queste persone al punto che, non di rado, cittadini e residenti sono costretti a scegliere di non passare più per quelle zone (oltre che alla fattispecie dell’estorsione, quindi, da qui riflettiamo anche sull’articolo 610 del codice penale, che tratta di violenza privata: “Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni. La pena è aumentata se concorrono le condizioni prevedute dall’articolo 339”).
Tuttavia, le spiegazioni dei vigili continuano, e precisano che nonostante a volte vengano effettuati interventi da agenti in borghese, comunque un risultato risolutivo rimane lo stesso utopico: “Quello che possiamo fare, al massimo, è elevare un verbale, una multa. Ma la maggior parte di loro sono irregolari, quindi sa lei cosa se ne fanno di una sanzione amministrativa. Inoltre, la multa è di 1 euro per ogni 100 braccialetti, quindi alla fine non cambia nulla”.
Non avendo più niente da dire (ma molto su cui pensare), ci allontaniamo, con la sensazione che la regola aurea sia sempre la medesima: se un cittadino onesto e regolare delinque, passa enormi guai. Se a farlo è un soggetto irregolare, può continuare indisturbato in barba a tutto quanto dice la Legge. Forse (ma qui concediamo un sano, ragionevole dubbio), in particolare a Milano, città evidentemente esemplare in quanto ad “accoglienza” e “generosità”.
In merito, invitiamo i nostri lettori a continuare a inviarci video, foto e segnalazioni a redazione@cronacamilano.it: nonostante tutto, insisteremo a dare voce a tutti i cittadini.

 

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