Derby Milan Inter 3 a 0, analisi tecnica della partita sui dati dell’Osservatorio Calcio Italiano

Analizzando il Report n. 31/2011 dell’Osservatorio Calcio Italiano, che compie attività di monitoring con oggetto le manifestazioni calcistiche in Italia, si riesce ad avere un completo supporto analitico che dimostra come il Derby di Milano, valido per la 31esima giornata ed andato in scena lo scorso sabato a San Siro, sia stato dominato in lungo ed in largo dai rossoneri.

 

IL RISULTATO OTTENUTO CON IL GIOCO – La ricerca del “giuoco” è la filosofia che ha introdotto il Presidente rossonero, Silvio Berlusconi, sin dal suo ingresso a Milanello nel 1986; è la mentalità che ha sempre accompagnato i rossoneri durante questi 25 anni ricchi di trionfi nazionali e non, e che ha portato la dirigenza ad accantonare giocatori ed allenatori che non sono risultati funzionali a questo progetto.

 

FISICITA’ A CENTROCAMPO – Allegri molto spesso è stato criticato per aver schierato ripetutamente un centrocampo di mastini, dove si sono alternanati i vari Flamini, Ambrosini, Gattuso, Van Bommel e Boateng; un centrocampo privo della fantasia tipica della gestione Ancelotti dove trovavano posto, con assoluta costanza, Pirlo e Seedorf.

  • La scelta del tecnico ex Cagliari è stata motivata dagli infortuni patiti da Pirlo ed Ambrosini, due che a centrocampo sanno come impostare, ma è stata dettata anche dalla necessità di voler coprire maggiormente la difesa e dare più spazio e libertà al tridente formato da Ibrahimovic, Pato e Robinho.

 

IL POSSESSO PALLA – Guardiola, dopo aver battuto in Champions League 5 a 1 lo Shaktar di Lucescu, ha dichiarato che i risultati si ottengono solamente attraverso il gioco; fatte le dovute proporzioni con l’inarrestabile Barcellona, i dati pubblicati dall’Osservatorio Calcio Italiano rendono giustizia alle scelte di Allegri:

  • Possesso palla del 53% con 568 giocate utili (77,5% di passaggi riusciti) e 12 minuti e mezzo di supremazia territoriale.

 

SEEDORF ASSOLUTO PROTAGONISTA – Seedorf, davanti alla difesa, ha funzionato a Londra contro il Tottenham, anche se in precedenza era stato bollato come esperimento fallito nel 4 a 4 contro l’Udinese; Allegri, con astuzia e sagacia tattica, come già tentato con Pirlo, ha spostato il costruttore di gioco sulla mezz’ala sinistra non schierandolo più come vertice basso del rombo di centrocampo.

  • Questa assoluta novità tattica consente ai rossoneri di avere un gioco diverso rispetto a quello creato con Ancelotti e Leonardo, unendo una più elevata protezione davanti alla difesa con una maggiore libertà per il centrocampista utilizzato, nell’occasione Seedorf.
  • Ancora una volta i dati dell’Osservatorio Calcio Italiano danno ragione al tecnico livornese: l’olandese, con 68 giocate utili per la propria squadra, è stato l’assoluto protagonista del centrocampo, sia in fase difensiva che, soprattutto, in fase offensiva.

 

STRATEGIE DI MERCATO AZZECCATE – A dispetto degli anni precedenti, il mercato rossonero è stato davvero una collezione di gemme, magari poco altisonanti, ma sicuramente preziose per Allegri; oltre alle operazioni Ibrahimovic e Robinho, le due che sono risultate maggiormente efficaci, soprattutto in relazione alla cifra sborsata, hanno avuto protagonisti l’olandese Van Bommel (parametro zero) ed il ghanese Boateng (in comproprietà con il Genoa, seconda metà valutata sugli 8 milioni di euro).

  • L’olandese è arrivato a parametro zero nel mercato di riparazione e ci ha messo davvero poco a conquistare i tifosi ed il centrocampo rossonero. Tanta forza, classe, tranquillità e visione tattica che hanno consentito all’ex capitano del Bayern Monaco di inserirsi pienamente negli schemi di Allegri e che gli hanno consentito, nel Derby, di totalizzare ben 47 giocate utili; poco dietro di lui troviamo il ghanese Boateng, ex Tottenham e Portsmouth, con 45 palloni utili giocati.

 

TANTE OCCASIONI E UN ATTACCO INFALLIBILE – La moltitudine di palloni utili giocati a centrocampo ha consentito al Diavolo di creare una notevole mole di occasioni pericolose; sono stati ben 21 i tiri dei rossoneri, 9 dei quali nello specchio della porta difesa da Julio Cesar.

  • L’Osservatorio Calcio Italiano ha analizzato che la maggior parte del gioco offensivo del Milan ha avuto origine dall’out di sinistra (34%); di fatti, molto buona è stata la prestazione di Zambrotta e dello stesso Seedorf lungo le vie centrali (38%) dove Boateng, Pato e Robinho hanno provato più volte a sfondare in contropiede. Meno gioco creato sulla fascia destra dove l’unico a dettare legge in fase offensiva è stato Abate, ben coperto da Gattuso prima e Flamini poi.
  • Nel reparto offensivo, che ha totalizzato una pericolosità pari al 75,9% (la più alta dell’intera 31esima giornata di Serie A), la vera spina nel fianco interista è stato Pato: 5 conclusioni da rete e 2 gol. Segue Kevin Prince Boateng con 4 tiri, dietro di lui Seedorf e Robinho con due conclusioni a testa.

 

ATTACCO OK E DIFESA IMPERFORABILE – E qui si vedono i “polli”: lo spirito offensivo è stato l’anima di entrambe le squadre del Derby, tuttavia, la differenza è stata portata dalle difese.

  • Quella del Milan ha collezionato infatti una percentuale di protezione area pari al 44,4%, subendo solamente 11 tiri, solo 3 di questi nello specchio della porta difesa da Abbiati.
  • I giocatori rossoneri che hanno recuperato più palloni sono stati il perno difensivo Thiago Silva ed il già citato Mark Van Bommel: 15 a testa.

 

PATO FINALMENTE UOMO DERBY – Ci sono giocatori che rappresentano vere e proprie spine nel fianco di certe squadre; nella storia della stracittadina, tra i recenti predecessori, da ricordare le numerose reti siglate da Shevchenko e Kakà ai cugini neroazzurri; altri invece faticano a trovare il gol al cospetto di certe squadre, uno di questi è Pato che non aveva mai segnato all’Inter.

 

CURIOSITA’ SCUDETTO – Sempre dai dati dell’Osservatorio Calcio Italiano, si evince come fosse  dalla stagione 2003-04 che il Milan non riusciva a superare l’Inter in entrambi i Derby di Campionato; quella stagione si concluse con lo Scudetto, il primo e l’unico della gestione Ancelotti.

 

FIORENTINA E POI … – Le analogie la stagione 2003-2004 sembrano esserci, ma per accendere un’ulteriore ipoteca sul campionato i rossoneri dovranno superare lo scoglio Fiorentina, match che si disputerà domenica sera all’Artemio Franchi: vivete con noi il finale di stagione.

Matteo Torti

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