Schalke 04 Inter 2 a 1, day after tra delusione ed amarezza

Solo tre gol fatti e ben sette subiti; è questo l’amarissimo bilancio dell’Inter nei due match dei Quarti di finale contro i tedeschi dello Schalke 04; al momento dei sorteggi, la squadra di Ragnick era indubbiamente quella che tutti speravano di incrociare, l’importante era evitare top team come Barcellona, Chelsea, Manchester ed il Real dell’ex Mourinho.

 

LO SGAMBETTO – Ma a dispetto delle teorie e degli studi, ecco che la decima squadra della Bundesliga riesce a mettere i bastoni tra le ruote alla detentrice della Champions League, alla squadra che nella stagione passata ha realizzato lo storico triplete, alla squadra che forse, con l’addio di Mourinho, non è più il solido e concreto team ammirato nei mesi primaverili del 2010.

 

ANDATA DISASTROSA – Ciò che più ha compromesso la permanenza dell’Inter nella coppa dalle grandi orecchie è stata indubbiamente la partita d’andata ed in particolare la prestazione della squadra neroazzurra nella ripresa, quando non è riuscita a mantenere le giuste distanze tra reparti e, dimostrando un calo fisico oltre che mentale, ha costretto Julio Cesar a raccogliere ben tre palloni nella propria rete.

 

RITORNO IMPOSSIBILE … – A questi livelli non era mai successo che una squadra fosse riuscita a ribaltare un passivo casalingo così pesante; e la storia non si è smentita nemmeno questa volta. Oltre al non riuscire nella remuntada, Leonardo ha faticato a dare le giuste motivazioni agli undici (tredici contando i subentrati Pandev e Coutinho) e così facendo l’Inter non ha potuto fare a meno di perdere anche il match di ritorno.

 

… MA AFFASCINANTE – Era stato questo l’aggettivo usato dal presidente Massimo Moratti per definire la sfida di Gelsenkirchen; il patron neroazzurro aveva sostenuto che proprio questo fascino la rendeva al contempo impossibile, ma interessante da disputare ed illuminante per analizzare la reazione della squadra.

 

NIENTE FASCINO, FINISCE IL SOGNO – Leonardo ha dichiarato ripetutamente che puntava alla rimonta e questo l’ha ribadito anche qualche istante dopo il triplice fischio di Skomina: “Io ci credevo davvero, perché nel primo tempo abbiamo fatto la partita, ma non ci sono state le occasioni per fare i gol”.

 

I CAMPIONI USCENTI – Non era mai successo, dall’avvento della Champions League, che una squadra riuscisse a vincere per due anni di seguito la manifestazione europea, anzi solitamente la detentrice del trofeo veniva eliminata agli Ottavi di finale.

  • Certo la recriminazione interista è di non essere riusciti a passare il turno contro lo Schalke 04, avversario decisamente abbordabile rispetto ad altri top team che si sarebbero potuti pescare nell’urna di Nyon.

 

SCUDETTO E COPPA ITALIA – Ma la stagione non è finita, c’è ancora l’obbligo di provare a puntare sullo scudetto visto che il Milan dista solo cinque lunghezze e di puntare dritti alla finalissima di Coppa Italia.

  • Le semifinali della Tim Cup andranno in scena nella prossima settimana ed i neroazzurri dovranno affrontare i giallorossi della Roma, storici avversari delle ultime edizioni di tale trofeo.

 

IL FUTURO – Tuttavia l’uscita prematura e, senza dubbio, inimmaginabile in queste misure, lascia aperti molti dubbi sul fatto che Leonardo siederà anche nella prossima stagione sulla panchina neroazzurra.

  • Il sogno del patron Moratti è Guardiola, ma le insidie arrivano dal Chelsea dove Abramovic darà il foglio di via a Carletto Ancelotti.
  • Poche le alternative: Vilas Boas, seguace di Mourinho, già in contatto con il Liverpool o Luciano Spalletti, tecnico in forza alla squadra russa dello Zenit di San Pietroburgo.

 

CONCENTRAZIONE E … PEDALARE – Tutti queste analisi, rivolte al recente passato o al prossimo futuro, non devono comunque far perdere la mira sui prossimi obiettivi: Campionato e Coppa Italia.

  • SI inizia con la sfida di sabato sera, fischio d’inizio alle ore 20.45, al Tardini contro il Parma; contro i Ducali non sarà facile visto la loro delicatissima posizione e la voglia di trovare presto la famigerata quota 40, distante ancora ben otto punti.

 

Matteo Torti

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