Milan Palermo 2 a 2, Coppa Italia semifinale andata

Allegri nella conferenza stampa della vigilia non si è nascosto, la Coppa Italia è un obiettivo centrale del progetto rossonero, e così dentro diversi titolari come Thiago Silva, Pirlo, Seedorf, Boateng ed Ibrahimovic. In attacco lo svedese, che oggi si è visto respinto il ricorso contro la squalifica inflittagli a Firenze per ingiurie al guardalinee, sarà coadiuvato da Cassano, mentre a centrocampo turno di riposo per Gattuso e dentro il francese Flamini. In difesa occasioni importanti per mettersi in luce per Oddo, Sokratis ed Antonini. Delio Rossi, reduce dalla vittoriosa trasferta contro la Roma, affida il suo attacco a Pinilla ed Hernandez, mattatore nella sfida contro i giallorossi. Ad inventare c’è l’argentino Pastore. Formazione pressoché titolare anche per i rosanero che, qualora riuscissero a superare il Diavolo qualificandosi per la finale, riuscirebbero ad entrare di diritto nella prossima Europa League, togliendo di fatto il posto utile alla settima del campionato, attualmente la Juventus.

 

Le due squadre non si risparmiano ed al 4’ Ibrahimovic si carica sulle spalle i rossoneri portandoli in vantaggio; dalla destra Oddo, con il mancino, crossa in direzione dello svedese, Cassani se lo perde e la punta milanista supera Sirigu con il piattone.

 

La risposta degli ospiti arriva al 10’, Pastore va via sull’out sinistro e crossa in mezzo all’area dove Sokratis si perde Pinilla, la punta rosanero gira al volo di destro, fortunatamente per Amelia il pallone è centrale e non lo impensierisce.

 

Al 13’ altro errore del centrale greco rossonero che lascia libero in area Pastore, l’argentino dopo l’uno-due con Pinilla supera Amelia di sinistro e sigla il momentaneo pareggio. Il Milan non può dormire sonni tranquilli con Sokratis, troppo traballante in questo inizio.

 

Dopo il pareggio, il Diavolo riprende a macinare gioco con convinzione ed al 27’ ha, ancora con Ibrahimovic, la palla del vantaggio. Doppia verticalizzazione di Thiago Silva prima e di Cassano poi, che liberano lo svedese; la punta rossonera invece di superare l’estremo difensore rosanero con un tocco sotto, cerca l’assist per Boateng: idea inconcludente visto il rientro di Goian.

 

La squadra di Delio Rossi cerca di colpire in contropiede, al 39’ è il flaco Pastore a slalomeggiare tra le maglie rossonere, l’argentino arriva al tiro dal vertice destro dell’area di rigore, tiro deviato che sfiora il palo della porta difesa da Amelia.

 

La prima frazione di gioco si conclude con una bella girata di Ibrahimovic, ancora su cross di Oddo; il pallone diretto in porta viene deviato in corner dal portiere Sirigu.

 

È una buona prestazione quella messa in campo dal Diavolo fin qui, la differenza rispetto agli ultimi match di campionato l’ha fatta la fase difensiva: solida e rocciosa nella Serie A e troppo traballante, non solo a causa di Sokratis ma anche per la minor copertura offerta dal centrocampo, stasera.

 

Nella ripresa la squadra di Allegri si sbilancia troppo e presta il fianco alle ripartenze rosanero; al 52’ è Pastore che serve Hernandez, l’uruguagio dalla sinistra dell’area di rigore calcia un tiro violentissimo sul quale Amelia non può opporre resistenza, rete fondamentale anche per i gol in trasferta.

 

Lo svantaggio convince il mister rossonero ad inserire Emanuelson e Robinho al posto di Seedorf e Cassano, entrambi troppo statici ed avulsi, questa sera, dal gioco. Ed è proprio l’ala olandese, Urby Emanuelson, che al 76’ riesce a trovare la rete del pareggio; palla difesa e portata avanti da Ibrahimovic che finisce sui piedi del neo-entrato che, di sinistro, trafigge Sirigu.

 

Tre minuti dopo il pareggio è ancora Emanuelson a trovare Ibrahimovic in mezzo all’area di rigore, lo svedese viene trattenuto da Cassani, tuttavia De Marco non fischia il rigore: il penalty sembrava esserci.

 

Nel finale il Palermo riesce ad addormentare il gioco e porta a casa un pareggio fondamentale in vista del ritorno che si disputerà il 10 maggio al Renzo Barbera. Lì il Milan non avrà scelta: dovrà obbligatoriamente vincere per poter accedere alla finalissima che si disputerà il 29 maggio a Roma.

 

 

Matteo Torti

 

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