Porsche Panamera, nuovi modelli in nome di tecnologia e personalità per un puro piacere a quattro ruote

Intrecciare artigianato e industria è questione d’arte, più che di tecnica. La testimonianza in presa diretta di una visione del mondo, dove lo sguardo è movimento, azione e realtà concretizzatesi.

 

La presentazione, presso il Centro Porsche Milano Est, della rinnovata gamma Panamera è dunque l’occasione giusta per testimoniare luci e ombre di modelli nati per rispondere a requisiti d’efficienza ed elegante sobrietà. Difficile d’altro canto stabilire realmente le criticità o le potenzialità del mezzo, soprattutto a fronte di tecnologie e materiali che sono lo stato dell’arte del design ingegneristico e della tecnica moderna; nonché rispondenti alla necessità istintiva d’una prova su pista.

 

Nonostante questo, e non volendo comunque rinunciare a un discorso incentrato anche sulle caratteristiche strettamente tecniche, a farla da padrone rimane l’egida stessa del marchio Porsche, frutto diretto della storia industriale e artigianale che da sempre l’accompagna e ne costituisce la matrice. Tutt’altro che di secondaria importanza, le possibilità di personalizzazione di tali vetture non solo testimoniano la professionalità dell’apparato industriale dell’azienda, quanto piuttosto tendono a far incontrare la fantasia e le necessità del cliente con criteri di lavorazione che esaltano le qualità dei materiali e l’amore per il mezzo. Volendo, l’automobile diventa la risposta materiale a preferenze qualitative precise, anziché un mero esempio d’estetica improntata alle forme e all’apparenza.

 

Nel presentare la rinnovata gamma Panamera, salta all’occhio quanto l’intenzione della casa automobilistica sia quella di portare in dote vetture che partono da una concezione sportiva della guida per avvicinarsi al mondo delle berline.

 

Ovviamente non si riduce a questo. Si prenda per esempio il modello di Panamera S Hybrid, radicale nella sua tenuta e nel suo dinamismo: ad oggi risulta essere la Porsche meno inquinante di tutti i tempi. Con il suo sistema Full-Hybrid di serie, dotato del motore a combustione V6 e di un potente motore elettrico a 47CV, è in grado di spaziare dalle emissioni zero nelle zone residenziali, alla funzione di supporto o sostituzione rispetto alla guida con motore a combustione. Nella sua categoria, in termini di emissioni di C02, supera nettamente le altre vetture.

 

Non da meno la Panamera Turbo S che sul piatto della bilancia mette un motore biturbo V8 da 4,8 litri, con una potenza di 405 kW e una coppia di 750 Nm. Di serie, il cambio PDK, il Porsche Dynamic Chassis Control e le sospensioni dinamiche adattive sono elementi fondanti di una macchina nata per unire sportività, tecnica e comfort. Efficiente e dinamica si posiziona al top della serie Gran Turismo, riuscendo grazie all’opzionale kit di potenziamento a raggiungere tempi record in accelerazione a fronte di consumi piuttosto contenuti.

 

Si chiude in bellezza con Panamera Diesel, in grado a un tempo di conciliare opposti poco concordi, come il motore diesel e le vetture sportive, o le elevate prestazioni e il consumo ridotto. A fronte di un serbatoio di ottanta litri, l’autonomia è di oltre 1.200 km, e dunque in grado di esser apprezzata come una berlina economica e adatta a lunghi percorsi. A trazione posteriore e dotata di serie del cambio automatico Titronic S a 8 rapporti, si candida ad essere una valente mosca bianca all’interno del comparto automobilistico della casa.

 

L’ampia gamma a disposizione, al di là di valutazioni di carattere personalistico o economico, mette in campo la questione centrale dell’esclusività di vetture che sono, nei fatti, ampiamenti personalizzabili; quasi a rimarcare l’impronta di un’industria a cavallo tra fabbrica e individualità, artigianato e piacere estetico. Ancora una volta, irrimediabilmente Porsche.

 

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Daniele Ferriero

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